L’acne giovanile è una malattia che, associata magari a qualche altro malessere tipico dell’età formativa, può far esplodere il disagio nei soggetti più vulnerabili. Ad aggravare la situazione c’è il problema che non sempre i farmaci migliorano la situazione. La sostanza con la quale si cura farmacologicamente l’acne grave si chiama isotretinoina ed è utilizzata per via topica o, nei casi più gravi, per via orale. Si tratta di un farmaco retinoide (derivato dalla vitamina A) e dal 1983 negli Stati Uniti veniva distribuito attraverso il discusso Accutane, utilizzato per il trattamento della forma grave dell’acne nodulare e infiammatoria, dell’acne conglobata e dell’acne recalcitrante.
Quest’ultimo però ha una storia controversa ed è stato collegato a difetti di nascita, se assunto da donne in gravidanza, e a disordini mentali. Una volta tolto dal commercio è stato sostituito da farmaci generici a base di isotretinoina. Secondo una ricerca di un team di specialisti svedesi che ha coinvolto 5.756 persone trattate con isotretinoina, il rischio di comportamenti suicidi aumenta dalle due alle tre volte in concomitanza con l’assunzione del medicinale, soprattutto nei primi sei mesi di cura. Nel 2008 uno studio canadese parlava di un rischio duplicato di depressione associato alla isotretinoina, mentre gli scienziati norvegesi hanno dimostrato che chi soffre di acne ha una maggiore probabilità di depressione clinica rispetto alla popolazione generale, a prescindere dai farmaci. Come sempre è difficile tirare conclusioni definitive, quello che è certo è che si devono sempre monitorare i ragazzi che fanno uso di farmaci delicati, non solo dal punto di vista fisico, ma anche psicologico. Il problema dell’isotretinoina è noto da circa un ventennio ed è riconosciuto che il farmaco può portare alla depressione psichica, anche in pazienti non affetti da acne. Nei giovani affetti da acne, e quindi già preda di un grave disagio, non è quindi escluso che un medicinale simile possa amplificare i sintomi del malessere esistenziale e psicologico fino, in taluni casi, a sfociare in gesti irrimediabili.
Articolo di redazione
Corriere della Sera.it