La sapienza di una tradizione ultrasecolare, unita alla scienza moderna e alla corrente prassi medica. È quello che la Cina vuole fare con la sua medicina tradizionale. Per curare i suoi malati, ma anche per invadere i mercati dell’Occidente con pillole e preparati nati nella medicina tradizionale cinese e trasformati farmacologicamente per essere testati secondo i canoni della nostra medicina scientifica, l’unica che i nostri mercati possono accettare. Contro la malaria, l’angina, il diabete, per curare il fegato: i big dell’industria farmaceutica scoprono i prodotti della tradizione, e li adattano alle esigenze del mercato di casa nostra. Individuare dosaggi consigliati, target specifici ed eventuali effetti collaterali secondo i parametri occidentali è il lavoro a cui oggi si stanno dedicando massicciamente legioni di ricercatori cinesi. Ottenendo, peraltro, già riconoscimenti da parte della comunità internazionale.
L’invasione dell’Occidente è cominciata, anche in campo medico e farmacologico. Forte anche di un successo consolidato, perché la medicina tradizionale cinese ha già offerto al mondo l’Artemetere, derivato dall’artesimina, il principio attivo estratto dall’Artemisia annua. Grazie alla collaborazione con lo Shanghai Institute of Materia Medica, un colosso farmaceutico mondiale ha realizzato un potente antimalarico diffuso in oltre 80 nazioni, la cui formula è stata inserita nel 2002 nella lista dei medicamenti essenziali dell’Organizzazione mondiale della sanità. Lo Shanghai Institute of Materia Medica è l’unico istituto interamente dedicato alla scoperta e allo sviluppo di nuovi farmaci dell’Accademia Cinese delle Scienze e ha sviluppato anche altri principi attivi riconosciuti a livello internazionale. In totale, tra il 2005 e il 2009 i brevetti approvati sono stati 92, di cui 12 di livello internazionale.
L’Istituto di Materia Medica conta tre centri di ricerca nazionali, sei dipartimenti, sei divisioni per la scoperta e lo sviluppo di farmaci. Fa parte del Simm anche lo Shanghai Research Center for Modernization of Traditional Medicine (Sctcm), una struttura dedicata alla ricerca dei principi della medicina tradizionale cinese secondo i metodi scientifici occidentali. Insomma, lo sforzo per rendere scientificamente occidentale la medicina tradizionale cinese è appena cominciato, ma sta già dando frutti che potranno generare mercati di tutto rispetto.
Articolo di redazione
Fonte: L’Espresso