Categorie
Dermatologia e Venereologia

La sifilide: i sintomi e i trattamenti medici

La sifilide i sintomi e i trattamenti mediciLa sifilide è una malattia sessualmente trasmissibile di origine batterica provocata dal Treponema pallidum.

Oggi questa patologia è, dopo l’HIV, la malattia venerea che provoca più decessi al mondo e per questo motivo è importante conoscerla a fondo e trattarla nel modo corretto.

La sifilide nella storia

La sifilide nella storiaSi ritiene che la sifilide fosse presente nelle Americhe e che sia stata importata dai primi marinai spagnoli che esplorarono il nuovo continente. Questa tesi è stata avvalorata dal ritrovamento di molti resti in Argentina e Perù risalenti al periodo precolombiano con evidenti segni di questa patologia.

In Europa la prima epidemia di sifilide scoppiò alla fine del 1400 a Napoli, portata dall’esercito francese di Carlo VII che aveva invaso la penisola. A quel tempo i sintomi di questa malattia erano sconosciuti tanto che fu chiamata “il mal francese”. Quando l’esercito si ritirò verso nord, la sifilide si diffuse prima nel resto dell’Italia e poi per tutta l’Europa fino a ritornare in Francia dove venne chiamata “mal napolitain”. A quanto pare nessuno si voleva prendere la paternità di questa malattia!

Nel tempo la diffusione della sifilide ebbe alti e bassi fino a nuovi picchi durante la prima e la seconda guerra mondiale a causa dei soldati che scorrazzavano per tutta l’Europa.

Nel 1905 fu isolato il batterio responsabile della malattia mentre negli anni ’40 si dimostrò l’efficacia di trattamenti a base di penicillina.

Come avviene il contagio

Essendo una malattia venerea, il contagio della sifilide avviene principalmente attraverso le vie sessuali ed, in particolare, tramite rapporti non protetti, anche orali. Il passaggio del virus avviene, infatti, attraverso le ferite causate dalla malattia sugli organi genitali.

La patologia si può trasmettere anche dalla madre al feto durante la gravidanza ed in questi casi ci sono alte probabilità della morte in utero oppure che il bambino nasca già infetto (sifilide congenita).

La prevenzione

La prevenzione della sifilideCome tutte le malattie sessualmente trasmissibili, la prevenzione è la migliore arma contro la sifilide. Quindi è importante avere sempre rapporti sessuali protetti con il preservativo in lattice, soprattutto con partner non abituali.

Inoltre, considerato che il contagio avviene attraverso le ferite aperte della persona infetta, è opportuno prestare attenzione anche ai rapporti orali o a qualsiasi altro contatto cutaneo.

Ricordiamo che la malattia, soprattutto negli stadi iniziali, può essere asintomatica e non è detto che ci rendiamo conto se la persona che abbiamo davanti sia sana. Spesso neanche lei è a conoscenza del fatto di essere un portatore del virus.

Gli stadi della sifilide

La sifilide è una malattia che si sviluppa a stadi differenti con sintomi di entità sempre maggiore, dai danni ingenti ai vari organi del corpo fino alla morte.

Il primo stadio è chiamato “sifilide primaria”, avviene entro tre mesi dal contagio, ed è caratterizzato dalla comparsa di piccole ferite e pustole (in particolare sui genitali dove è iniziata l’infezione) che, però, spariscono nell’arco di qualche settimana.

Se non opportunamente curata, la patologia evolve verso la “sifilide secondaria” dove il batterio entra nel sangue e si diffonde per tutto il corpo interessando anche gli organi interni. Si possono avere scoppi di eruzione cutanea inizialmente sulle palme delle mani e sulle piante dei piedi per poi diffondersi in varie parti della pelle. Intorno alla bocca, alla vagina e all’ano possono comparire macchie verdi o bianche, chiamate sifilodermi, che risultano molto contagiose.

Oltre a questi problemi che interessano l’epidermide, possono comparire anche sintomi di altra natura tra cui:

  • febbre,
  • ingrossamento dei linfonodi,
  • mal di testa,
  • mal di gola,
  • inappetenza,
  • debolezza,
  • perdita di capelli,
  • dolori muscolari e articolari.

Infine si arriva all’ultimo stadio, sifilide avanzata, in cui la malattia approda ad uno stadio latente in cui è sempre presente ma i sintomi finali possono comparire anche dopo diversi anni.

A questo stadio i danni interessano prevalentemente gli organi interni e il sistema neurologico e la persona colpita può avere:

  • problemi motori,
  • paralisi,
  • perdita di memoria,
  • incapacità di controllare i movimenti muscolari,
  • problemi alla vista,
  • impotenza,
  • demenza,
  • morte.

Tra gli effetti collaterali dovuti alla sifilide c’è anche una maggiore sensibilità al virus dell’HIV e quindi una maggiore probabilità di contrarlo.

La diagnosi

Se pensiamo di aver contratto la patologia, è fondamentale effettuare una visita medica di controllo da parte di un laboratorio specializzato in malattie veneree.

La diagnosi corretta della sifilide può avvenire solo in laboratorio attraverso esami specifici in grado di individuare il batterio Treponema pallidum che ha una forma molto ben riconoscibile. Gli esami più diffusi sono il Venereal Disease Research Laboratory (VDRL) e il Rapid Plasma Reagin (RPR).

Questi esami sono tuttavia complicati da effettuare ed è possibile farli solo in laboratori altamente specializzati. Per questo motivo l’Organizzazione mondiale della sanità ha attivato l’iniziativa “Sexually Transmitted Diseases Diagnostics Initiative (SDI)”, al fine di stilare una serie di linee guida specifiche e facili da eseguire in modo da mettere in condizioni, anche i paesi poveri che hanno risorse limitate, di diagnosticare le malattie veneree tra cui la sifilide.

Come curare la sifilide

Attualmente il trattamento più efficace contro la sifilide è tramite antibiotici a base di penicillina che, per essere veramente efficace, deve essere iniziato il prima possibile. Una volta terminato il trattamento con risultati positivi, è consigliabile effettuare periodicamente una visita di controllo.

Ricordiamo infine che, anche se si guarisce dalla sifilide, non si è immuni alla patologia, quindi i consigli sulla prevenzione rimangono sempre validi.

http://www.epicentro.iss.it/