La tromboflebite è una patologia provocata dalla formazione di un coagulo di sangue (trombo) all’interno di una vena che ne causa l’infiammazione e una possibile ostruzione al corretto passaggio del sangue.
Se la vena interessata si trova in superficie la patologia viene chiamata tromboflebite superficiale altrimenti, nel caso in cui la vena si trova in profondità all’interno di un muscolo, avremo una trombosi venosa profonda.
Le cause della tromboflebite
La tromboflebite in genere interessa gli arti inferiori e solo in rari casi gli arti superiori o le vene del collo. Principalmente ne sono colpite le donne o le persone anziane.
La patologia è causata dalla presenza di un trombo all’interno del condotto venoso che rende difficoltoso il fluire del sangue fino ad un suo completo blocco.
Numerosi studi hanno cercato di capire le cause per cui si viene a formare questo coagulo di sangue e hanno elencato una serie di eventi che possono aumentare la probabilità della formazione del trombo:
- lunghi periodi di inattività: ad esempio se si è costretti a stare seduti per troppo tempo come per un lungo viaggio in aereo o in auto, oppure se si sta a letto dopo una operazione chirurgica,
- lesioni e patologie ad una vena,
- malattie ereditarie che rendono il sangue più denso e più facile alla coagulazione,
- tumore al pancreas: aumenta la concentrazione delle sostanze che favoriscono la coagulazione del sangue,
- paralisi degli arti a causa di un ictus,
- gravidanza: le donne incinta hanno la pressione delle vene delle gambe superiore al normale,
- ereditarietà: in famiglia ci sono stati casi di parenti soggetti a disturbi della coagulazione sanguigna,
- obesità associata ad una scarsa attività fisica,
- fumo.
Tutti questi elementi si sommano tra di loro e, se presentate più fattori di rischio, maggiori sono le probabilità di soffrire di tromboflebite. In questi casi è utile parlarne con un medico in modo da pianificare una corretta strategia di prevenzione.
I sintomi della tromboflebite
I sintomi associati alla tromboflebite sono abbastanza chiari (solo in alcuni casi è asintomatica) ed interessano direttamente la parte del corpo colpita:
- in caso di vena superficiale si nota la zona arrossata e gonfia,
- in caso di vena in profondità il sintomo è un dolore diffuso. Se sono interessati gli arti inferiori, la gamba si gonfierà e farà male quando siamo in piedi o camminiamo,
- se la patologia non viene curata si possono avere attacchi di febbre e difficoltà respiratorie.
Le complicazioni della tromboflebite
La tromboflebite, se non trattata e curata tempestivamente, può dare origine a complicazioni anche gravi.
Nel caso di dolori e gonfiori eccessivi, magari accompagnati da febbre o difficoltà respiratorie, ci potrebbe essere una trombosi venosa che potrebbe dare origini a pericolose complicazioni:
- se il trombo è situato in profondità si può spostare ancora più internamente nei vasi sanguigni e diventare un embolo con il rischio di raggiungere i polmoni, ostruire il corretto fluire del sangue nell’arteria polmonare e provocare un’embolia polmonare,
- se si hanno particolari malformazioni cardiache l’embolo potrebbe andare nelle arterie coronarie o nel cervello e causare un ictus o un infarto,
- il trombo potrebbe compromettere il normale funzionamento delle valvole venose delle gambe e provocare ulteriori complicazioni: vene varicose, edema e blocco venoso.
Come prevenire la tromboflebite
Per prevenire la tromboflebite è necessario seguire uno stile di vita appropriato ed usare alcune precauzioni in determinate situazioni:
- se si è fumatori è fondamentale diminuire od eliminare del tutto questo vizio in quanto il fumo aumenta la probabilità di formazioni dei trombi,
- durante un lungo viaggio in aereo è salutare sgranchirsi le gambe periodicamente o alzarsi per fare due passi,
- durante un lungo viaggio in macchina è consigliabile effettuare delle pause e concedersi una passeggiata,
- evitare di indossare vestiti troppo stretti,
- bere molta acqua,
- indossare calze stringenti,
- eventualmente assumere un farmaco anticoagulante qualche ora prima della partenza per un lungo viaggio.
Come curare la tromboflebite
Per pianificare una corretta terapia per curare la tromboflebite è necessaria una visita specialistica da un medico che prenderà nota dei vostri disturbi, vi farà alcune domande mirate sul vostro stato di salute generale e cercherà di identificare le vene interessate dal problema. Dopo un primo esame generale, probabilmente, sarete sottoposti ad ulteriori esami di approfondimento per capire se si tratta di tromboflebite o di trombosi:
- ecografia,
- tomografia computerizzata (TAC),
- risonanza magnetica,
- venografia,
- esame del sangue.
Una volta definita la gravità della situazione il medico potrà consigliare i rimedi più indicati al vostro caso specifico.
Se la patologia viene individuata negli stadi iniziali, e la vena è superficiale, verrà consigliata una terapia poco invasiva:
- passare del tempo con la gamba sollevata,
- utilizzare calze elastiche per diminuire il gonfiore e le probabilità di trombosi,
- assumere un antinfiammatorio,
- effettuare bendaggi all’ossido di zinco,
- utilizzare un farmaco anticoagulante per impedire al trombo di aumentare di dimensioni.
Nei casi più delicati saranno necessari interventi più invasivi e risolutivi:
- estrazione delle vene varicose tramite intervento chirurgico: si tratta di un intervento eseguito in day hospital e si può tornare alla normale attività fisica nel giro di due settimane,
- rimozione del trombo o bypass: se il trombo blocca il flusso del sangue in modo eccessivo è necessario rimuoverlo oppure inserire un tubicino per bypassare il punto in cui la vena è ostruita.
Fonte: http://emedicine.medscape.com