Lo pneumotorace, abbreviato con la parola PNX, è un’espressione che indica la presenza di un accumulo atipico di aria nel cavo pleurico, spazio tra i polmoni e la parete toracica.
Può essere dovuto a complicanze di alcune patologie polmonari, a traumi violenti, alla rottura di bolle sottopleuriche. Alla manifestazione dei primi sintomi sarebbe opportuno un consulto medico immediato per evitare di incorrere in conseguenze anche gravi.
Pneumotorace: quali tipi esistono?
Esistono numerosi tipi di pneumotorace:
- spontaneo primitivo, generalmente non collegato a cause evidenti, alcune volte dovuto invece a particolari sforzi fisici come voli ad alta quota o tuffi. I soggetti colpiti da questo tipo di PNX sono in genere sani e non hanno avuto in precedenza patologie polmonari;
- spontaneo secondario, connesso a patologie polmonari diffuse sottostanti;
- traumatico, può essere dovuto ad una ferita, inferta ad esempio da un’arma da taglio o da fuoco, da una frattura delle costole, o anche ad un errore durante un intervento chirurgico al torace. Comporta una comunicazione tra spazio pleurico ed ambiente esterno;
- iperteso, l’aria si accumula durante la respirazione;
- artificiale, viene utilizzato in caso di alcune pratiche terapeutiche o diagnostiche come ad esempio la toracoscopia, la biopsia o l’ago aspirato.
Pneumotorace: fattori di rischio
Gli esperti hanno stabilito che potrebbero esserci dei collegamenti tra il PNX ed il fumo da sigaretta e casi in cui alcuni familiari sono stati già colpiti da questo disturbo (familiarità).
Inoltre , anche se non sono ancora ben chiare quale possano essere le cause scatenanti, sono ritenuti possibili fattori di rischio alcune tipologie di patologie polmonari come:
- neoplasie,
- enfisema,
- asma acuta,
- fibrosi cistica,
- infezioni dei polmoni.
I dati statistici hanno evidenziato, inoltre, che alcuni tipi di PNX, come quello spontaneo primitivo, si manifesta con più frequenza nei maschi giovani di età compresa tra i 20 e i 30 anni caratterizzati da una struttura corporea magra e longilinea, mentre il PNX spontaneo secondario è più diffuso tra i maschi di età più matura (intorno ai 60 anni).
Pneumotorace: terapie di intervento
Il medico per effettuare una diagnosi, dopo aver visitato il paziente e analizzato i sintomi, potrebbe richiedere una radiografia o la TM (tomografia computerizzata), esami che permettono di accertarsi della reale presenza di aria nel cavo pleurico e di escludere altri tipi di patologie. Spesso, infatti, alcuni sintomi come la tachicardia, la dispnea o il dolore toracico, possono essere confusi con quelli propri di alcune malattie cardiologiche come l’infarto del miocardio.
Anche per questo motivo è importante richiedere un consulto medico tempestivo che possa allontanare il sospetto di una patologia legata al cuore. Una volta individuata la presenza di questa patologia, il medico potrebbe decidere di non intervenire, nel caso in cui la presenza di aria sia di lieve entità, e quindi aspettare che il cavo pleurico si ristabilizzi da solo, o al contrario, potrebbe ritenere opportuno effettuare una cura per eliminare l’eccessiva presenza di aria che, nei casi più estremi, potrebbe portare ad un collasso del polmone.
Le terapie di intervento che generalmente vengono effettuate sono:
- drenaggi,
- toracentesi, in caso di pneumotorace iperteso,
- interventi chirurgici (pleurodesi, pleurectomia).
Fonte:
http://ww.unina2.it