Il vulnologo, specialista quasi sconosciuto come anche la vulnologia, si occupa delle lesioni o ferite cutanee croniche ovvero delle ulcere che non seguono i regolari processi che si concludono con la cicatrizzazione.
Per menzionare gli specialisti più conosciuti e ai quali sarebbe opportuno rivolgersi diciamo che sono messi in ordine di importanza per migliore chiarezza: il dermatologo, il medico internista, il chirurgo e talvolta l’ematologo o l’oncologo. In altre parole, il primo al quale dovreste rivolgervi è il dermatologo ed eventualmente a seguire gli altri, in base alla diagnosi del dermatologo e all’esame istologico.
Come si suddividono le ulcere croniche?
Le ulcere possono essere dovute a cause vascolari (venose, arteriose, miste), a pressione o da strofinio (decubiti), diabete (ulcere diabetiche); possono essere di natura infiammatoria (vasculiti etc.) o neoplastica (epiteliomi basocellulari o spino cellulari squamosi, melanomi). Inoltre possono rappresentare le conseguenze di connettiviti o infezioni batteriche, virali o infine micotiche.
Qualunque sia la causa è importante non sottovalutare il problema, in quanto potrebbe nascondere alcune insidie, che, individuate per tempo possono evitare patologie più gravi; è opportuno prevenire per poi eventualmente ricorrere alla chirurgia preventiva che sia (qualsivoglia si abbiano dubbi, in caso di ferite che non cicatrizzano anche dopo una terapia farmacologica, la prevenzione può consistere nella biopsia o nell’esame istologico ovvero nella chirurgia di tipo ambulatoriale eseguibile anche privatamente.
Da cosa possono essere causate?
La ferita difficile, o ulcera cutanea deriva da molteplici fattori, vuoi di tipo locale che generale e richiede un trattamento interdisciplinare. Spesso, l’ipossia ovvero la condizione in cui viene meno l’ossigenazione della nostra cute, che si verifica nel caso del piede diabetico, nella condizione di allettati per un tempo molto lungo (frattura, intervento chirurgico), o quando si hanno ulcere come anche gessi, porta a fenomeni degenerativi della cute dando luogo ad ulcere. Solitamente ad essere più colpita è la fascia di giovani che hanno un età 20-30 anni o anche quella degli adulti tra i 40 e gli 80.
Le ferite di questo tipo hanno la caratteristica di essere recidive. E i pazienti sono sottoposti a frequenti controlli per verificare lo stato di avanzamento della guarigione, del momentaneo riassorbimento. Il problema delle ferite o lesioni difficili è dato dal fatto che questa manifestazione patologica porta ad una cicatrizzazione, che può richiedere, talvolta, anche anni. Sono ferite piuttosto dolorose, la cui risoluzione è più lenta a causa di problemi di tipo vascolare ed ad altri problemi di natura sistemica o neurologica.
Talvolta si formano a causa di traumi che provocano un aumento del carico sul piede stesso, come per esempio quando si vengono a formare ulcere sotto la pianta del piede, che possono dipendere anche da altre patologie, quali il diabete; nell’ultimo caso potrebbero essere precedute da forme emorragiche e sono recidivanti.
Va ricordato che l’insufficienza venosa può dar luogo a ulcere che non cicatrizzano facilmente. Altre patologie da ricordare sono: alcune malattie infettive, malattie vascolari periferiche (arti inferiori in particolare piedi), uso ed abuso di droghe, malattie autoimmuni (lupus, sclerodermia, dermatomiosite, periartrite, leucemia, linfomi, anemia e trombocitemia ed infine mielomi.
Nel caso di neoplasie, le ulcere non guariscono, perché al loro interno vivono cellule maligne che si riproducono o meglio proliferano in modo cronico fino a che non vengono rimosse; si crea un ingrossamento a causa di un’infiammazione.
L’ulcera dovuta ad infiammazione rappresenta una percentuale minima ed è conseguenza di un gruppo eterogeneo di patologie.
Cosa si considera per lesioni che guariscono con difficoltà?
Un valore importante da tener presente è l’indice di Winsor con il quale si valuta il rapporto tra la pressione sistolica alla caviglia e quella sistolica del braccio. Un valore normale è superiore a 1; se è al di sotto, il circolo arterioso presenta alterazioni significative che non vanno sottovalutate.
Per capire poi l’agente infettivo che potrebbe causare questa condizione, va eseguito un tampone cutaneo e con il materiale prelevato si opera un esame microbiologico.
In alcuni casi, le ferite che non guariscono necessitano di un test chiamato patch test per escludere malattie allergiche.
Se la ferita porta a forti sospetti possa trattarsi di una forma neoplastica si effettua un esame bioptico per analizzare la natura delle cellule: si preleva un frammento periferico ovvero sul bordo della lesione e sul fondo della lesione stessa.
Le ulcere conseguenti ad ipertensione venosa cronica possono essere curate con l’assunzione di farmaci ipertensivi suggeriti dal cardiologo.
Le ulcere arteriose dipendono da un’alterazione a livello tessutale che determina la necrosi della cute interessata. L’arteriosclerosi può rappresentare una delle cause delle ulcere arteriose. È raccomandabile considerare alcuni fattori di rischio come il fumo, l’ipertensione, l’ipercolesterolemia.
Conclusioni
Le ulcere croniche cutanee necessitano di una gestione medica che si avvale di più di uno specialista come dermatologo, ematologo, cardiologo, diabetologo, chirurgo.
È il medico di base che per primo indirizza verso lo specialista che deciderà a seconda del caso quali trattamenti terapeutici adottare dopo aver indagato con cura le cause che determinano le ulcere.
Se è il cuore o più specificatamente è presente un’ostruzione aortica è necessario il ricovero per l’esecuzione di un angioplastica; altre volte può essere utile ricorrere allo specialista in medicina del dolore per decidere su come procedere.
FONTE: Wounds and Lacerations a cura di A. Trott, 4th edition.