Come viene effettuata una rimozione dei tatuaggi sicura e che non lasci cicatrici? Cosa spinge una persona a voler rimuovere il tatuaggio che l’ha accompagnato per tutta la vita?
I tatuaggi sono ormai diventati di moda nella nostra società e non è difficile incontrare per strada, o in spiaggia, un uomo o una donna che mettono in bella mostra la loro pelle tatuata come se fosse un’opera d’arte.
Anche i commenti non positivi, che fino a qualche anno fa subiva chi li aveva sulla pelle, sono ormai un retaggio del passato e oggi un tatuaggio sul corpo viene accettato da tutti, senza pregiudizi.
Ma, come a volte accade, anche una bella storia può finire e l’amore che si aveva per un tatuaggio, magari durato per molti anni, può venir meno e si sente l’esigenza di rimuoverlo.
Purtroppo fino a qualche anno fa la rimozione dei tatuaggi era complicata e dolorosa e i risultati erano alquanto deludenti. Infatti il tatuaggio non veniva eliminato completamente e quelli più grandi e difficili da togliere lasciavano diverse cicatrici per tutta la vita, tanto da distogliere molti alla loro rimozione per quanto fossero brutti o facessero tornare alla mente un passato che si voleva dimenticare.
Fortunatamente la scienza e la tecnologia è andata avanti anche in questo settore ed oggi la rimozione dei tatuaggi è un’operazione relativamente semplice. In poco tempo è possibile rimuoverli completamente e permanentemente senza il rischio di peggiorare la situazione.
Il tatuaggio nella storia
Ultimamente i tatuaggi sono tornati di moda e per chi frequenta palestre e spiagge è normale vederne uno sulla pelle di uomini e donne di tutte le età.
Il tatuaggio non è comunque un capriccio dei nostri giorni ma è presente fin dall’antichità nella società umana. Naturalmente nel tempo sono cambiate le motivazioni, i messaggi che si vogliono comunicare ed il simbolismo che ruota intorno ad esso, ma è comunque una tradizione antica.
Recenti scoperte hanno evidenziato che fin dalla preistoria l’uomo si tatuava la pelle, passando per gli egizi dove è stata ritrovata una mummia con il corpo completamente tatuato, fino ad arrivare agli antichi romani dove i soldati avevano l’usanza di tatuarsi la scritta “SPQR” con il nome della legione di appartenenza.
Poi con l’arrivo del cristianesimo tale usanza si è perduta per ritornare in auge nei marinai che solcavano i mari di mezzo mondo. È proprio in questo ambiente che è nata la tradizione che i tatuaggi devono essere dispari e che il numero pari porterebbe sfortuna.
Secondo la tradizione, infatti, un marinaio si faceva un tatuaggio prima di partire per un lungo viaggio e un altro una volta arrivato a destinazione. Quindi avere un numero pari di tatuaggi significava essere lontani da casa senza avere la certezza di tornare.
Perché farsi un tatuaggio?
Oggi le motivazioni che spingono una persona a farsi un tatuaggio sono molteplici ed in genere differenti dal passato. Si sono perse in gran parte tutte le motivazione magiche ed esoteriche, mentre sono rimaste quelle più “personali”.
Chi decide di imprimersi un disegno, in teoria per tutta la vita, sul suo corpo può farlo perché vuole rendere sempre vivo il ricordo di un avvenimento o di una persona che è risultata importante per la propria vita. Oppure lo potrebbe fare per essere meglio accettato all’interno di un gruppo, come in molti film americani dove i membri di una banda si fanno sulla pelle un simbolo che in qualche modo li renda riconoscibili.
Altri si fanno un tatuaggio solo perché va di moda e credono di aumentare la sicurezza in se stessi con un semplice disegno.
Perché rimuovere un tatuaggio?
Indipendentemente dalle ragioni che spingono una persona a fare un tatuaggio, a tutti può capitare di volerlo rimuovere.
Cosa spinge una persona alla rimozione di un tatuaggio che magari l’ha accompagnato per gran parte della sua vita? Anche in questo caso le motivazioni possono essere tante.
Magari quello persona a cui è stato dedicato il tatuaggio ha perso di importanza e la si vuole cancellare completamente dalla propria vita (e non solo dai ricordi). Oppure il tatuaggio non è stato fatto da un professionista e ci si rende conto di avere uno sgorbio sul proprio corpo. Oppure ci si è semplicemente stancati di vederlo sempre lì ogni volta che ci si è davanti allo specchio e, magari, si ha voglia di farne uno nuovo.
La tecnica moderna per la rimozione dei tatuaggi
Fortunatamente oggi la tecnologia per la rimozione dei tatuaggi ha fatto passi avanti ed è possibile rimuoverne uno in maniera permanente senza lasciare brutte cicatrici.
La tecnica più efficace oggi è quella effettuata con i moderni Laser Q-Switched che, grazie alla variazione delle lunghezze d’onda del loro raggio, possono rimuovere efficacemente ogni tipo di colore.
Questi laser emettono impulsi che colpiscono in maniera precisa e profonda il pigmento colorato del tatuaggio e lo frammentano in piccoli pezzi che vengono smaltiti dall’organismo in poche settimane. Il tutto senza produrre nessuna sostanza tossica in quanto lavorano esclusivamente con le diverse lunghezze d’onda della luce.
Prima della rimozione del tatuaggio è importante effettuare una visita specialistica da parte di un dermatologo che analizzerà il tatuaggio in base alla sua grandezza, il tipo di colore utilizzato, la profondità della pigmentazione e l’età del tatuaggio.
In base a questa analisi iniziale deciderà il numero di sedute a cui il paziente si dovrà sottoporre per la rimozione del tatuaggio ed, in genere, saranno necessarie dalle 4 alle 8 sedute per rimuoverlo completamente.
Il periodo di convalescenza è relativamente breve in quanto la pelle sarà solo un po’ arrossata ed al massimo saranno presenti delle crosticine che cadranno in poco tempo senza lasciare cicatrici.
Fonte: http://www.rimuovere-tatuaggi.com/