Il laparocele detta anche ernia post laparatomica è una protrusione dovuta alla fuoriuscita di un viscere (di solito l’intestino) a seguito di una pregressa operazione chirurgica sulla parete addominale. Il laparocele non va trascurato! Potrebbe dare origini a complicazioni piuttosto gravi così come nel caso di altri tipi di ernie addominali ( l’ernia inguinale e l’ernia ombelicale). Rivolgiamoci quindi ad un medico di chirurgia generale per intervenire nel modo più corretto.
I fattori che scatenano il laparocele
Per capire bene come si forma il laparocele, è utile capire come si compone la struttura della parete addominale: nella parte più interna si trova il peritoneo, poi la struttura muscolo fasciale e infine la cute.
Se a seguito di un’operazione chirurgica effettuata sulla parete addominale, si viene a creare un’infezione che interessa la struttura muscolo fasciale è possibile che si apra una “breccia” dovuta ad un cedimento. Da questa piccola apertura può fuoriuscire un viscere (intestino o anche segmenti del colon), che si presenta dall’esterno come una protuberanza di dimensioni diverse a seconda dei casi.
Gli esperti hanno notato la presenta di questa patologia soprattutto in pazienti:
- obesi,
- in sovrappeso,
- malnutriti,
- di età avanzata,
- con presenza di infezione della ferita,
- in stato di gravidanza,
- diabetici,
- con problemi respiratori.
Come facciamo a riconoscere il laparocele?
Il laparocele spesso presenta sintomi come dolore o fastidio (soprattutto quando si tossisce o quando ci si alza) e si manifesta come un rigonfiamento o una tumefazione sull’addome, molle alla palpazione. Delle volte però può essere anche asintomatico.
Compare generalmente dai 3 a i 6 mesi dopo essersi sottoposti ad un intervento chirurgico all’addome, ma può anche manifestarsi successivamente.
Il laparocele si può prevenire?
Si può prevenire questa patologia cercando ad esempio di evitare sforzi dopo essere stati sottoposti ad un’operazione all’addome ed effettuando le giuste procedure post operatorie che ci vengono indicate al momento delle dimissioni dalla struttura ospedaliera (come una corretta disinfezione della ferita) per evitare possibili infezioni.
Il laparocele: gli interventi
Gli esperti consigliano di intervenire chirurgicamente soprattutto quando provoca molto dolore o ha assunto dimensioni molto grandi, per evitare complicanze. Il laparocele non si cura con dei farmaci.
Gli interventi previsti per questa patologia sono gli stessi utilizzati per le ernie addominali, cioè l’intervento “a cielo aperto” e l’intervento “laparoscopico”. Il primo effettuato in genere in anestesia locale, consiste in un’operazione di tipo tradizionale dove utilizzando la stessa cicatrice dell’intervento precedente, viene ripristinata la situazione iniziale, riposizionando il laparocele al suo posto. Viene inoltre inserita una retina in materiale biocompatibile per rinforzare la parete addominale.
L’intervento di tipo laparoscopico consiste invece in un’operazione effettuata in anestesia generale, tramite piccole incisioni (di solito 3 o 4) nelle quali vengono inseriti il laparoscopio, ossia un piccolo tubo con una telecamera ad un’estremità che permette di osservare l’interno dell’addome, ed un’attrezzatura sofisticata con la quale il chirurgo inserisce il laparocele al suo posto. Anche in questo intervento viene generalmente posizionata una retina internamente come sostegno.
Nei giorni successivi all’intervento non bisogna sollevare pesi e sottoporsi a sforzi eccessivi. Si eviterà così il rischio di recidive.