L’avvertimento arriva dal Ministero della Salute, in un documento messo a punto dalla Commissione Unica per la Dietetica e la Nutrizione: certi prodotti vanno di moda, ma non curano nulla e possono avere effetti negativi. Il riferimento è a quei prodotti tanto di moda come tisane, integratori alimentari e infusi che, oltre a non curare nulla, possono essere dannosi per alcune fasce di consumatori come i bambini o le donne incinte o in allattamento.
Nel documento si legge a chiare lettere “che i prodotti di origine vegetale presentati come naturali, non hanno e non possono avere alcuna finalità di cura. Funzioni alterate in senso patologico – avverte il ministero – richiedono sempre il controllo e l’intervento del medico, con la prescrizione, all’occorrenza, dei presidi terapeutici più indicati nel caso specifico per il recupero delle condizioni di normalità”. Il documento del ministero sottolinea che la provenienza naturale di certi prodotti non è necessariamente garanzia di sicurezza e che dunque, in ogni caso, “bisogna leggere attentamente quanto indicato in etichetta, dove possono essere riportate anche specifiche avvertenze in presenza di particolari estratti vegetali”. Oltretutto, aggiunge il ministero, se l’assunzione di questi prodotti avviene in contemporanea a quella di un farmaco, sussistono rischi di “reazioni e interazioni metaboliche passibili anche di sfociare in effetti inattesi e indesiderati”.
Il discorso non vale solo per gli integratori alimentari, ma va esteso anche a infusi e tisane. “In definitiva – conclude la nota – i prodotti naturali possono dare un contributo per mantenere e ottimizzare il benessere, senza alcuna finalità di cura”.
Ma per un consumo mirato ed esente da rischi da parte dei gruppi più vulnerabili della popolazione come in particolare quelli sopra indicati, si raccomanda in ogni caso di seguire la vecchia e consolidata prassi di sentire il parere del proprio medico di fiducia.
La relazione non lo scrive, ma la morale sembra proprio ricalcare il vecchio adagio “chi lascia la via vecchia per la nuova…” e tutto quel che segue.
Articolo di Redazione
Fonte: La Repubblica, 26 marzo 2012