Obesità infantile, un problema in forte aumento in molti Paesi ora potrebbe avere una nuova concausa: la somministrazione degli antibiotici nei bambini prima dei 2 anni.
Si conoscevano già da tempo gli effetti negativi nel lungo periodo dei primi antibiotici che potevano anche essere la causa di alcune rare malattie. Di recente, sulla rinomata rivista americana Gastroenterology è stata pubblicata una ricerca che mette in stretta correlazione l’obesità infantile con l’uso di antibiotici nei bambini al di sotto dei 2 anni.
“Gli antibiotici sono stati utilizzati per decenni anche per far aumentare il peso al bestiame e le ricerche confermano che hanno lo stesso effetto anche sugli esseri umani” afferma uno dei ricercatori dell’Università del Colorado che hanno effettuato lo studio.
Ovviamente sostengono anche che “I risultati sulla relazione tra obesità infantile e uso di antibiotici prima dei due anni di età non debba spingere a non usarli mai, ma incoraggia a una attenta e consapevole valutazione di quando siano strettamente necessari e quando inutili, se non dannosi”.
Obesità infantile e antibiotici, la ricerca effettuata
I ricercatori hanno svolto la loro ricerca in Gran Bretagna su una larga fetta di popolazione per valutare una possibile correlazione diretta tra antibiotici prima dei due anni di età e obesità infantile dall’età di quattro anni.
I risultati hanno mostrato chiaramente che c’è un aumento del rischio di essere sovrappeso nei bambini a cui sono stati somministrati antibiotici con un rischio che aumenta esponenzialmente se questi hanno subito più cicli terapeutici.
I ricercatori sono arrivati alla conclusione che, come per il bestiame, gli antibiotici possano alterare la funzione e composizione della flora intestinale. Ciò comporterebbe una predisposizione del bambino all’obesità.
Alcuni dati sugli antibiotici
La ricerca svolta dall’Università del Colorado partiva da alcuni dati abbastanza chiari sull’abuso di antibiotici. Per quanto siano dati statunitensi essi sono lo specchio di come le società più ricche, in alcuni casi, perdano il controllo sulla somministrazione di medicinali:
- Le visite effettuate dai pediatri negli Stati Uniti nelle quali vengono prescritti antibiotici sono stimate a circa 49 milioni l’anno.
- Di queste, in circa 10 milioni, vengono prescritti antibiotici per bambini che non ne avrebbero veramente bisogno (senza prendere in considerazione anche del rischio causato dalla resistenza agli antibiotici).
Secondo altri studi le persone che sono obese da adulte, nella maggior parte dei casi, hanno avuto una storia di obesità in età infantile o nell’adolescenza. In più, in questi casi, è maggiore la difficoltà a dimagrire e tornare al peso forma: maggiore è il periodo per cui una persona è stata obesa e maggiore sarà il rischio di non poter tornare indietro.
Di conseguenza un uso “inutile ed eccessivo” degli antibiotici può portare a un maggio rischio di obesità nei bambini. E bambini obesi saranno molto più probabilmente degli adulti obesi, o con problemi più o meno gravi di peso.
Secondo gli esperti è necessario rompere questa catena di obesità che, ovviamente, provoca grandi rischi per la salute oltre a costi sociali esorbitanti. L’obesità infantile è solo la punta dell’iceberg.
Per questo i medici e i nutrizionisti raccomandano, sia una maggior attenzione alla somministrazione di antibiotici nei bambini ma anche al tipo di alimentazione che sia equilibrata e con il giusto apporto calorico.