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Dietologia e Scienza dell'Alimentazione Endocrinologia e Malattie del Ricambio

Peso ideale, magrezza e obesità

Certamente molti di noi, e soprattutto le donne, si preoccupano spesso di trovare e mantenere il peso ideale e si cerca di risolvere autonomamente riducendo le calorie e pesandosi con regolarità. È una domanda che si pongono anche gli uomini, ma mostrano meno ansia e più curiosità. Ma siete sicure/i che si è magri o si è grassi solo per una scorretta dieta alimentare?

In questa sede, si vuole illustrare come viene calcolato il peso e l’equazione o meglio il rapporto stabilito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Ecco, per essere più chiari, il peso ideale è dato dal peso diviso il quadrato dell’altezza: Kg/h2.

È stato inoltre stabilito che un individuo che presenta un rapporto inferiore a 18,5 è sottopeso.

Si analizza la tabella fatta dagli specialisti:

Normopeso: 18,5-24,5

Sovrappeso: 25-29,9

Obesità lieve: 30-34,9

Obesità moderata: 35-39,9

Obesità grave: maggiore di 40.

Quanto al girovita è considerato normale fino a 100 cm nell’uomo e 88 cm nella donna.

Cos’è l’obesità?

L’obesità è una malattia cronica, conseguente ad uno squilibrio fra introito calorico e consumo energetico che si verifica negli anni.

Nell’obesità aumenta la massa grassa e il tessuto adiposo costituisce il 20% della massa corporea degli uomini e il 25% delle donne.

Essa può essere causata da diverse ragioni, ma vediamo quali.

Iniziamo da problemi di origine endocrina: ipotiroidismo, sindrome di Cushing nonchè sindromi cliniche che si trasmettono geneticamente. L’ipotiroidismo è il più importante responsabile dell’aumento di peso ponderale, e può spiegarsi con un’infiammazione della tiroide o una tiroidite autoimmune che ha distrutto la ghiandola che non riesce a lavorare in modo regolare talvolta anche con l’uso di pasticche idonee. E’ una situazione spiegabile anche in persone che si sono sottoposte all’asportazione della tiroide.

La sindrome di Cushing è secondaria ad un’eccessiva funzione surrenalica che si associa all’obesità di tipo viscerale.

La sindrome metabolica racchiude il diabete o l’insulino resistenza con le conseguenti cardiopatie e cardio-vasculopatie.

Altri fattori scatenanti sono: l’ipertensione e l’irsutismo insieme a malattie trasmesse geneticamente.

Oltre a cause cliniche o endocrine, è dovuta ad eccesso di alimenti grassi che non possono essere bruciati dal metabolismo, dalla sedentarietà o da forme neoplastiche.

Recentemente è stata posta l’attenzione sull’alterazione nel messaggio tra intestino, stomaco e cervello relativa al senso di sazietà; è importante che questo senso sia equilibrato rispetto all’altezza e alla conformazione per evitare magrezza o obesità.

Quanto è diffusa l’obesità?

L’obesità rappresenta una malattia con una presenza significativa nei paesi più industrializzati, ma comunque nel mondo è largamente diffusa, in quanto sembra che la percentuale superi il 50% della persone adulte; in termini numerici, sono circa un miliardo le persone obese. Ultimamente si assiste ad una crescita in percentuale nei bambini e negli adolescenti dovuta – se non ci sono ragioni cliniche e quindi patologiche – alla diffusione e alla tendenza a sgranocchiare, leccare, mordere quello che gli inglesi o gli Americani chiamano junk food. (patatine, hamburger conditi con salse piuttosto grasse, salatini, noccioline, etc. etc.).

Quali sono le complicazione dell’obesità?

L’incremento dell’obesità e del sovrappeso si ripercuote sulla circolazione, sulle articolazioni e sul nostro scheletro (osteoartrosi). Oltre a questo, si devono considerare l’apnea notturna o altri problemi respiratori in caso di obesità grave, la sindrome dell’ovaio policistico (più frequente in donne giovani), che a sua volta porta all’assenza di ovulazione e ad irsutismo ed infine stipsi.

L’obesità può inoltre causare calcoli alla colecisti, in particolare nelle donne, come anche neoplasie intestinali, del colon, del pancreas e del fegato nelle donne e negli uomini.

Come si può combattere?

Per trovare la terapia, bisognerà rivolgersi all’endocrinologo il quale esaminerà le cause e, se dovute a disfunzioni tiroidee troverà il farmaco che potrebbe aiutarvi a risolvere il problema o a ripristinare le funzionalità della tiroide.

Un’altra azione utile sarà la modifica della propria dieta alimentare e per questo vi sono dietologi o nutrizionisti che sapranno consigliarvi, previo alcune analisi ematiche per stabilire cosa vi fa ingrassare o perché siete magri.

Un altro importante ed utile intervento è dato dall’aumento dell’attività fisica costante, ma regolata da un programma preciso, suggerito dal fisioterapista o dal dietologo stesso. Inoltre la riduzione della vita sedentaria, da sostituire con una semplice camminata di 1 o 2 km al giorno o con una corsa, può favorire la circolazione ed aiutare a bruciare le calorie in eccesso.

Come terzo livello terapeutico, esiste l’intervento chirurgico, laddove ogni altro tipo di terapia inclusa eventualmente quella farmacologica fallisse. Con l’intervento si riducono le pareti dello stomaco o si creano dei by-pass, per ridurre l’assorbimento dei nutrienti.

Cos’è la magrezza?

Partiamo dal presupposto che tutti gli eccessi rappresentano anomalie o patologie, quindi anche la magrezza è una condizione clinica, caratterizzata dalla completa perdita dello strato adiposo.

Ma anche in questo caso le ragioni possono essere molteplici.

Quali sono le cause?

La magrezza si distingue in primaria e secondaria; la prima non costituisce una vera condizione patologica, poiché non dipende dalla assenza di tessuto adiposo, né vi sono alterazioni a livello degli organi o degli apparati. Appartiene ai geni di famiglia che presentano un habitat longilineo con massa ossea proporzionale e sottile; ha una maggiore incidenza negli uomini che presentano un abbassamento viscerale.

La magrezza di tipo secondario può dipendere da molti fattori.

Alla base di questo tipo di magrezza, ci sono meccanismi causali: la riduzione degli agenti nutrizionali e l’aumento del fabbisogno. A questo vanno aggiunte patologie quali l’anoressia (disfunzioni ormonali ed assenza di appetito aggravata talvolta da vomito), l’ipertiroidismo, nel morbo di Addison che determina la perdita delle ghiandole surrenali ed infine diabete di tipo 1.

Per quanto riguarda la malnutrizione, va precisato che riguarda principalmente un problema vissuto dalle popolazioni molto povere che abitano le terre africane o asiatiche dove non ci sono risorse sufficienti per garantire loro una sana alimentazione. Talvolta nei bambini, il deficit proteico potrebbe manifestarsi attraverso la comparsa di edemi, nell’atrofia muscolare e nel fegato ingrandito.

Tuttavia la magrezza può spiegarsi con ragioni legate a diverse malattie e disfunzioni nell’apparato digerente, malattie infettive acute e croniche (per esempio la colite), malattie polmonari, cardiopatie, malattie endocrine, neurologiche e neuropsichiatriche ed infine le neoplasie degli organi appartenenti all’apparato digerente.

La perdita di peso continua durante l’età adulta e la senescenza; in caso di neoplasia, la magrezza è dovuta all’assenza di appetito, data da sostanze presenti nei farmaci chemioterapici.

Nelle malattie gastrointestinali, la magrezza è dovuta il più spesso al malassorbimento come per esempio nella celiachia, nella colite ulcerosa e nelle infezioni gravi da vermi.

Per quanto riguarda le malattie infettive acute e croniche, l’alta temperatura aumenta i consumi(metabolismo basale) e porta ad essere più magri del dovuto.

Tra le malattie neurologiche, possono annoverarsi la sclerosi laterale, il morbo di Parkinson, il morbo dell’Alzheimer; tutte queste possono causare oltre alla magrezza, un problema di deglutizione.

A quali complicanze porta la magrezza?

Le complicazioni sono molteplici e possono arrivare fino alla perdita della vita.

La riduzione delle secrezioni gastriche e pancreatiche determinano malassorbimento; la diminuzione delle difese immunitarie comporta una maggiore suscettibilità alle malattie infettive e alle infezioni; nelle donne, in età fertile, può verificarsi la mancanza delle mestruazioni, in entrambi i sessi problemi possono verificarsi al miocardio che, a loro volta, possono degenerare in scompenso cardiaco.

Come si cura?

Una perdita progressiva di peso è un sintomo che deve indurre ad indagini mirate ed è necessario rivolgersi ad un clinico medico, – meglio, se esperto in problemi di metabolismo – che, accertando i motivi, vi guiderà verso lo specialista più idoneo a risolvere il problema ovvero endocrinologo, cardiologo, diabetologo, neurologo, gastroenterologo, ginecologo o altri ancora.

Laddove non dovessero presentarsi anomalie o patologie, è raccomandabile ricorrere ad dietologo, sia in caso di eccesso che di difetto, poiché saprà consigliarvi una dieta per aiutarvi a normalizzare il peso ovvero a trovare il peso forma o almeno il normopeso.

Conclusioni

Il peso ideale rende massima l’aspettativa di vita di un individuo. L’obesità e la magrezza, specie se eccessive, rappresentano una patologia che va curata individuando le cause in particolare se di tipo secondario. Curare si può, prevenire anche. Questo è il nostro consiglio: occhio alla bilancia sia quando sale che quando scende. Dieta sana e sport potrebbero aiutarvi. Ascoltate i vostri specialisti.

FONTE: Dalle Grave, R. , Perdere e mantenere il peso. Un nuovo programma cognitivo-comportamentale.