L’ecografia tiroidea è una metodica che serve ad indagare sulla morfologia e sulla struttura della tiroide, permette di individuare la presenza di eventuali lesioni interne anche di dimensioni molto ridotte che la palpazione non riuscirebbe a percepire. Essendo una tecnica non invasiva, indolore e che non presenta controindicazioni, viene spesso consigliata dal medico per effettuare un’indagine sullo stato di salute della tiroide, piccola ghiandola che è di grande importanza per il nostro organismo perché svolge numerose funzioni di vitale importanza. Per avere dei risultati attendibili è importante non solo l’utilizzo di una strumentazione di ultima generazione ma anche l’esperienza e la professionalità del personale medico che la effettua, che deve avere grandi competenze e abilità per poter valutare e analizzare al meglio le informazioni riportate sul monitor dall’ecografo.
Ecografia tiroidea: parliamo di tiroide
Per capire perché l’ecografia tiroidea è un esame di grande utilità, è importante fare chiarezza sull’attività della tiroide, piccola ghiandola posta nella parte centrale del collo davanti alla trachea più o meno all’altezza della quinta vertebra cervicale. Nonostante le sue dimensioni piuttosto ridotte, il suo peso infatti generalmente non supera i 40 g, svolge un ruolo fondamentale per il nostro organismo perché regola il metabolismo, l’apparato riproduttivo e cardiovascolare, ed il tono dell’umore, secernendo due ormoni triiodiotironina (T3) e tiroxina (T4). La sua attività è regolata dall’ipofisi, una piccola ghiandola endocrina posta alla base del cranio, che produce un ormone importante per la produzione degli ormoni tiroidei: il Tireo Stimulatin Hormon (TSH).
Le anomalie più comuni legate alla tiroide sono:
- ipertiroidismo, quando la tiroide funziona in eccesso,
- ipotiroidismo, quando la tiroide funziona poco,
- presenza di noduli, in rari casi di origine maligna.
I disturbi legati alla tiroide possono essere curati con cure farmacologiche e nei casi più complessi con cure radiometaboliche o chirurgiche. In alcuni casi in cui il medico dovesse ritenere necessaria la rimozione chirurgica della tiroide, il paziente potrà comunque condurre una vita normale assumendo l’ormone tiroideo.
Ecografia tiroidea: perché farla?
L’ecografia tiroidea è una metodica non invasiva che viene utilizzata per la diagnosi della tiroide, in particolare è possibile studiarne:
- la morfologia,
- le dimensioni,
- presenza di processi infiammatori come la tiroidite,
- l’eventuale presenza di noduli.
Così come per le altre ecografie, anche nell’ecografia tiroidea vengono utilizzati gli ultrasuoni, onde ad alta frequenze ad oggi ritenute non nocive per il nostro organismo, non vengono quindi impiegate radiazioni ionizzanti né introdotte per via endovenosa particolari sostanze radioattive.
L’ecografista, il medico specializzato in questo campo, mediante l’utilizzo di una particolare attrezzatura chiamata ecografo cattura informazioni sul tessuto della tiroide che vengono poi riportate come immagini su un monitor in tempo reale. Il paziente viene fatto sdraiare in posizione supina su un lettino con il collo iperteso, non è necessario alcun tipo di preparazione particolare, ma solamente liberare il collo da vestiti ed eventuali accessori. L’ecografista cosparge una sonda con un gel trasparente e la fa passare sul collo del paziente esercitando una lieve pressione; l’esame, che può avere una durata media di circa 10 minuti, è del tutto indolore e permette di effettuare una diagnosi della tiroide classificandola come:
- tiroide normale: omogenea, di dimensioni normali, con assenza di noduli.
- tiroide cronica: disomogenea con zone pseudonodulari, di dimensioni normali o aumentate o ridotte, con assenza di noduli.
- tiroide con noduli: disomogenea, di dimensioni normali o aumentate o ridotte, con presenza di uno più noduli.
L’ecografia tiroidea non è in grado di dare indicazioni sulla natura benigna o maligna dei noduli né sulla funzionalità della tiroide, ma è in grado di individuare la presenza di lesioni anche molto piccole che non sarebbe possibile identificare con la palpazione, e quindi permette di indirizzare il medico su eventuali ulteriori indagini da effettuare. Durante l’ecografia tiroidea possono essere associate anche altre applicazioni come il color doppler e il power doppler che forniscono informazioni sulla vascolarizzazione della tiroide.
In caso di lesioni sospette il medico potrebbe prescrivere al paziente altri esami come:
- scintigrafia tiroidea, tecnica diagnostica che viene eseguita mediante la somministrazione di una piccola quantità di tracciante radioattivo, che permette di indagare sulla funzionalità della tiroide, e consente di distinguere i noduli “caldi” generalmente benigni, dai noduli “freddi” che in alcuni casi potrebbero avere origine tumorale.
- l’ago aspirato, tecnica che prevede il prelievo del liquido interno al nodulo che verrà poi analizzato in laboratorio. Un ago viene guidato con l’aiuto dell’ecografo fino al punto preciso della lesione. L’ago aspirato può essere richiesto anche quando la scintigrafia tiroidea ha evidenziato la presenza di un nodulo “freddo”.
- elastografia, metodica diagnostica ad ultrasuoni non invasiva di aiuto nella diagnosi della natura di un nodulo, è un sistema di “palpazione elettronica” in grado di valutare l’elasticità dei tessuti.
In genere il medico consiglia di effettuare un’ecografia tiroidea quando le analisi hanno evidenziato valori alterati di TSH, FT3 e FT4, presenza di gozzo durante l’adolescenza, quando gli anticorpi anti-tiroide sono positivi. Altri casi ancora in cui viene consigliata l’ecografia tiroidea sono:
- familiari con disturbi alla tiroide o con tumore maligno,
- esposizione a radiazioni come radioterapia,
- ricerca di una gravidanza (può compromettere la funzionalità della tiroide).
- tiroide ingrandita,
- presenza al tatto di uno o più noduli.
Gli esperti inoltre consigliano di tenere sotto controllo i sintomi che sono propri dei disturbi legati alla tiroide come un eccessivo aumento di peso, caduta dei capelli, unghie fragili, tono della pelle spento, in modo tale da richiedere un parere di un medico ad una loro eventuale comparsa.
Fonte:
http://www.airc.it