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Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva

Helicobacter Pylori, riconoscerlo per curarlo

Helicobacter Pylori_1989Nel 1989, insieme alla caduta del Muro di Berlino, cadeva anche la convinzione che la maggior parte dei problemi gastrici e di acidità di stomaco derivassero maggiormente da fattori psicologici.

Infatti in questo anno fu “scoperto” che la causa è, assai spesso, un batterio che è presente in più del 50% della popolazione mondiale chiamato Helicobacter Pylori.

Esso fu isolato nel lontano 1893 da un medico italiano, Giulio Bizzozero, rilevandolo in primis nei canidi. Purtroppo questa scoperta non venne valorizzata e studiata a dovere lasciando altri 100 anni di comoda proliferazione al famigerato Helicobacter Pylori.

Helicobacter Pylori, il super batterio che vive nello stomaco.

Il fatto che non si fosse studiato più di tanto lo stomaco era dovuto alla convinzione che fosse “sterile”, non dando quindi possibilità a nessun batterio di poterci “abitare”.

Dalla scoperta, con conseguenti studi dell’ Helicobacter Pylori, gli esperti si sono resi conto che esso ha un ruolo importante nella comparsa di problemi gastrici come ulcere e gastriti.

Ad avvalorare queste teorie lo stesso Istituto Nazionale della Sanità statunitense ha dichiarato che la maggior parte delle stesse gastriti è, con elevatissima probabilità, causata dalla presenza del batterio Helicobacter Pylori, modificando così drasticamente il modo con qui queste patologie devono essere affrontate.

Allo stesso tempo è stato studiato che circa il 90% delle persone affette da ulcera hanno nello stomaco il batterio Helicobacter Pylori.

Cosa causa l’infezione da Helicobacter Pylori.

Gli studi epidemiologici hanno mostrato come il batterio sia maggiormente presente in zone con popolazione “giovane” e con scarse condizioni igieniche.

Si contrae, a detta degli esperti, assimilando acqua o cibi contaminati e, in rarissimi casi (si stima una percentuale inferiore all’1%), da altre persone o anche animali. Secondo recenti studi epidemiologici le persone che sono infettate dall’ Helicobacter Pylori sono circa il 30% della popolazione mondiale.

La percentuale di chi lo contrae oltre i 60 anni è del 50% rispetto al totale dei “malati”. A livello mondiale le stime sono anche peggiori, si stima che il 50% della popolazione mondiale ne sia affetta con punte molto elevate nei Paesi in via di sviluppo.

In queste Nazioni anche il 90% ne è affetta senza che, oltretutto, venga curata in alcun modo. Per fortuna i sintomi sono spesso molto leggeri se non addirittura assenti anche se circa una persona su sei può soffrire di ulcera e, nei casi peggiori, anche di cancro allo stomaco.

Helicobacter Pylori: i sintomi.

La maggior parte degli individui contrae il batterio o attraverso altre persone affette o ingerendo cibi e acque contaminate. Tra questi non tutti, per fortuna, hanno sintomi di qualche genere a causa dell’Helicobacter Pylori.

I più lamentano, come sintomo principale e spesso meno considerato, bruciori di stomaco che il più delle volte vengono imputati a fattori psicologici come l’ansia e il famigerato stress.

Helicobacter_PyloriI sintomi maggiormente riconosciuti e riscontrati nelle persone che sono affette dal diffuso batterio Helicobacter Pylori sono, in generale:

  • Nausea.
  • Vomito.
  • Diarrea.
  • Gonfiore, il più delle volte subito dopo i pasti.
  • Dolore addominale che aumenta a stomaco vuoto.

Questi sono sintomi detti “temporanei” che di norma semplicemente scompaiono lasciando l’idea che fossero semplici disturbi passeggeri.

Se  invece sono solo il campanello d’allarme di altre patologie in atto come ulcera duodenale o gastriti si possono verificare altri eventi più fastidiosi e dolorosi:

  • Dolore addominale molto forte.
  • Nausea, ed eventualmente vomito di sostanze ematiche o di colore del “caffè”.
  • Affaticamento costanze e poche energie, anche al mattino.
  • Forte diarrea.
  • Alitosi, causata dalla presenza del batterio anche nelle sacche gengivali dove riesce a sopravvivere.
  • Bruciori di stomaco molto forti, quasi dolorosi.
  • Diminuzione dell’appetito.

Secondo recenti studi la presenza del batterio potrebbe, anche se non se ne è ancora certi al 100%, essere la causa di una serie di patologie della pelle, come anche delle semplici orticarie o dermatiti.

In più è stata vista una certa correlazione tra la presenza dell’ Helicobacter Pylori e alcune allergie.

Come si diagnostica l’ Helicobacter Pylori.

Negli anni sono stati messi a punto una serie di test clinici molto affidabili per la diagnosi dell’ Helicobacter Pylori. Fino a poco tempo fa era possibile solo attraverso una “fastidiosa” e invasiva gastroscopia.

Per fortuna, ormai, il test più utilizzato è l’UBT (Urea Breath Test) o semplicemente Breath Test nel quale si soffia dentro un contenitore previa l’assunzione di una elemento di contrasto, l’urea appunto.

Prima di effetturare questo test è necessario, per almeno 4 settimane, non assumere alcuni farmaci (in generale gli antiacidi) che sarà il gastrenterologo a definire.

Il paziente dovrà bere un composto, non tossico ovviamente, e dopo un periodo di tempo di circa 20 minuti soffiare all’interno di un contenitore. Questa tipologia di strumento, semplice e non invasivo per il paziente, si stima che abbia una ottima probabilità di essere affidabile (circa il 95%).

Se il test dovesse dare un risultato negativo, ma i sintomi rimangono comunque sono un forte indizio per la presenza dell’ Helicobacter Pylori, potrebbe essere necessario un test di verifica, lo stesso Breath Test o eventualmente altri più invasivi come una biopsia.

Come affrontare  l’ Helicobacter Pylori.

Se, dopo i test, e la diagnosi del medico, si è certi di essere affetti dal batterio, allora potranno essere messe in atto una serie di soluzioni.

Prima di tutto si tenterà di mitigare i fastidi, di solito quelli gastrici, con l’assunzione di antiacidi e la scelta di una dieta  specifica per contrastare i molteplici fastidi dati dall’Helicobacter Pylori.

In seguito il gastroenterologo prescriverà una serie di antibiotici il cui fine sarà di eliminare definitivamente dall’organismo il fastidioso, e a volte purtroppo anche pericoloso, Helicobacter Pylori.