L’ecografia transvaginale è un esame diagnostico che viene effettuato per analizzare la morfologia e lo stato degli organi genitali interni delle donne in caso di presenza di eventuali disturbi o può essere prescritto dal medico in concomitanza di una visita ginecologica di routine per avere un quadro generale dello stato di salute. L’ecografia transvaginale fornisce immagini dettagliate chiare e affidabili risultando di grande supporto nella diagnosi delle patologie dell’utero.
Ecografia transvaginale: di cosa si tratta?
L’ecografia transvaginale è una tecnica diagnostica che si basa su onde sonore ad alta frequenza emesse da una sonda caratterizzata da una forma allungata particolare che ne facilita lo studio degli organi interni, introdotta dal medico direttamente nella vagina. L’esame può essere effettuato in qualsiasi momento del ciclo mestruale, si svolge come una normale visita ginecologica dove la paziente viene invitata a distendersi su un lettino in posizione supina scoprendo la parte dalla vita in giù. Il medico riveste per motivi igienici la sonda con una guaina in lattice e con un gel trasparente sterile che ne facilita l’introduzione in vagina. La sonda emette degli ultrasuoni, ad oggi ritenute onde innocue per la nostra salute, che tramite il cosiddetto fenomeno dell’eco, colpiscono i tessuti che incontrano e riportano le informazioni trasformandole in immagini riprodotte su un monitor in tempo reale.
Con l’ecografia transvaginale è possibile analizzare il collo dell’utero, l’utero, le ovaie ed annessi, inoltre in caso di gravidanza viene utilizzata nei primi tre mesi per diagnosticare la gravidanza intrauterina o possibili localizzazioni extrauterine, e anche per effettuare controlli in caso di utilizzo di tecniche di riproduzione assistita.
E’ un esame non invasivo che viene effettuato a vescica vuota, in genere non comporta particolari fastidi ed ha una durata variabile dai 10 ai 30 minuti.
Ecografia transvaginale: quando farla?
L’ecografia transvaginale è una tecnica che non presenta controindicazioni, viene effettuata per studiare alcuni disturbi come:
- fibromi,
- polipi,
- amenorrea,
- sanguinamenti,
- dolori pelvici,
- cisti ovariche,
- malformazioni dell’utero o delle ovaie,
- lesioni sospette,
- in caso di infertilità.
L’ecografia transvaginale riporta immagini con una definizione migliore rispetto a quelle che si ottengono con un’ecografia pelvica per via transaddominale, perché la sonda introdotta all’interno della vagina si viene a trovare ad una piccola distanza con le parti interne da analizzare, eliminando così eventuali ostacoli che potrebbe invece incontrare l’onda sonora, come ad esempio lo spessore del tessuto adiposo soprattutto in pazienti obese. Tuttavia spesso l’ecografia transvaginale viene richiesta insieme ad un’ecografia pelvica transaddominale per avere un quadro completo della situazione. Nel caso in cui il medico dovesse effettuare l’ecografia transvaginale in pazienti che non hanno mai avuto rapporti sessuali, in presenza di un imene non abbastanza elastico potrebbe optare per un’ecografia transrettale.
Ecografia transvaginale 3D
Oltre alla tradizionale ecografia transvaginale esiste anche un’ecografia di tipo 3D in grado di riportare immagini delle parti esaminate in modo tridimensionale secondo i tre piani dello spazio larghezza, altezza e profondità creando così una visione più realistica e dettagliata.
L’ecografia tradizionale non riesce ad analizzare completamente il fondo uterino e quindi non è in grado di analizzare tutte le malformazioni uterine che sono spesso causa di infertilità. Le malformazioni uterine possono essere presenti sin dalla nascita o formarsi nel tempo, spesso la donna non sa di avere delle alterazioni dell’utero fino a quando non affronta una gravidanza o effettua esami di controllo.
Queste malformazioni possono non portare conseguenze oppure influire negativamente sulla riproduzione comportando infertilità, poliabortività e l’impossibilità di raggiungere una gravidanza anche con l’ausilio della riproduzione assistita.
L’ecografia transvaginale 3D viene effettuata come l’ecografia transvaginale di tipo tradizionale con l’utilizzo di una strumentazione particolare che prevede una sonda vaginale e un programma che permettono di ricostruire le immagini in modo tridimensionale. Questo esame diagnostico non richiede alcun tipo di preparazione particolare.
Con l’ecografia transvaginale 3D è possibile ottenere una visione frontale dell’utero individuando così l’eventuale presenza di malformazioni uterine come:
- utero unicorne,
- utero bicorne,
- utero setto,
- utero doppio.
La parte finale dell’utero chiamata collo dell’utero crea normalmente con il corpo un angolo aperto verso il pube. In alcune donne questo angolo può assumere posizioni diverse come nel caso di utero laterodeviato (deviato verso destra o verso sinistra) o utero retroverso (rivolto verso il retto).
L’utero è formato dall’unione di due cordoni detti corni di Müller che creano la cavità uterina, che se non si uniscono nel modo corretto possono creare delle difformità che potrebbero influire negativamente su una eventuale gravidanza.
Nel caso di utero unicorne l’utero è dimezzato in quanto è presente un unico corno, la gravidanza potrebbe essere possibile ugualmente ma con rischio di aborto spontaneo. Nel caso di utero bicorne rimane una leggera separazione tra i due corni che non si sono uniti completamente, la gravidanza potrebbe verificarsi ma con molta difficoltà soprattutto se l’embrione si impianta nel punto di contatto dei due corni. L’utero setto si caratterizza dalla presenza tra i due corni di una membrana che se molto estesa può dividere in due l’utero e comportare una gravidanza difficile con possibili aborti, soprattutto se l’embrione si impianta sul setto. L’utero doppio è caratterizzato da due corni che non si sono uniti ma creano due uteri indipendenti; non è detto che questa malformazione dell’utero comporti delle conseguenze sulla gravidanza che in alcune donne può procedere tranquillamente senza incontrare particolari difficoltà. In altri casi invece potrebbe essere la causa di un aborto precoce o portare delle difficoltà al termine della gravidanza obbligando la futura mamma a partorire con un parto cesareo.
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