La porfiria è una famiglia di patologie metaboliche rare provocate da un’alterazione degli enzimi del gruppo eme, la parte non proteica dell’emoglobina, che ha la funzione di trasportare l’ossigeno nel sangue.
Gli esperti suddividono la porfiria in vari gruppi a seconda alla tipologia dell’alterazione enzimatica coinvolta.
La classificazione della porfiria
La porfiria viene suddivisa in due grandi gruppi, porfirie acute e porfirie non acute, caratterizzati da sintomi differenti.
Le porfirie acute sono principalmente a carattere neurologico e sono provocate da sostanze chimiche, ad esempio quelle contenute nei farmaci, da variazioni ormonali pesanti o particolari situazioni nutrizionali.
Le porfirie non acute si riconoscono per i loro sintomi principalmente cutanei ben visibili a cause delle porfirie in eccesso.
Le porfirie acute
Le porfirie acute si riconoscono perché i loro sintomi sono principalmente a carattere neurologico e si suddividono in:
- porfiria da deficit di ALA deidratasi,
- porfiria acuta intermittente,
- coproporfiria ereditaria,
- porfiria variegata.
Le ultime due possono presentare anche sintomi cutanei.
La porfiria da deficit di ALA deidratasi è molto rara ed è provocata da un difetto del secondo enzima della via biosintetica dell’eme. Si tratta di una patologia a trasmissione autosomica recessiva, ossia si manifesta solo se nell’individuo sono alterate entrambe le copie del gene coinvolto. Un individuo che ha una sola copia alterata di un gene, poiché non manifesta la malattia, è definito “portatore sano”, mentre la malattia si può presentare nei figli di due portatori sani con una probabilità del 25%.
La porfiria acuta intermittente è la tipologia più diffusa di porfiria ed è provocata da un deficit dell’enzima PGB deaminasi (anche HMB sintetasi). Al contrario della precedente, è una patologia autosomica dominante, ossia può essere trasmessa per via ereditaria anche se solo un genitore è malato.
Viene definita anche porfiria svedese, in quanto è molto diffusa nei paesi del nord Europa, e colpisce prevalentemente individui di sesso maschile nella fase della pubertà.
Le cause della porfiria acuta intermittente possono essere di origine chimica tramite l’assunzione di farmaci, ormoni o cibi e i sintomi possono essere influenzati in maniera negativa dall’alimentazione dell’individuo (diete ipocaloriche e/o ipoglicidiche ed eccessivo consumo di alcol).
I sintomi di questa patologia interessano esclusivamente il sistema nervoso senza colpire la pelle, in particolare un diffuso dolore addominale che può raggiungere picchi di notevole intensità. Altri segnali possono essere vomito, nausea, stitichezza, diarrea, incontinenza, tachicardia e stato di irrequietezza.
La coproporfiria ereditaria, patologia autosomica dominante, si presenta con sintomi principalmente a carattere neurologico associati a fotosensibilità.
La porfiria variegata, anch’essa autosomica dominante, è provocata da una variazione del gene PPOX che codifica l’enzima protoporfirinogeno ossidasi. Tra i sintomi riscontrati possiamo avere dolori addominali intensi, fotosensibilità e sintomi neurologici.
Le porfirie non acute
Le porfirie non acute si riconoscono perché i loro sintomi sono principalmente a carattere cutaneo e si suddividono in:
- porfiria eritropoietica congenita (morbo di Günther),
- porfiria cutanea tarda,
- porfiria epatoeritropoietica,
- protoporfiria eritropoietina.
In realtà il termine “non acuto” è improprio in quanto non si riferisce ai sintomi che possono essere anche importanti.
La porfiria eritropoietica congenita, detta anche morbo di Günther (dal nome dello scopritore), è una malattia molto rara a carattere ereditario che si manifesta fin dai primi mesi di vita. È provocata da una scarsa attività di sintesi dell’enzima uroporfirinogeno III cosintetasi che induce una elevata produzione delle porfirine da parte del midollo osseo che si accumulano provocando numerosi danni.
Tra i sintomi di questa patologia possiamo avere le urine di colore rosso (a causa della grande quantità di porfirine che passano nelle urine), fotosensibilità della pelle che tende a scurirsi eccessivamente se esposta al sole, fotosensibilità degli occhi, anemia, osteoporosi e peluria eccessiva sul corpo.
La porfiria cutanea tarda è molto comune ed è provocata dall’alterazione dell’enzima uroporfirinogeno decarbossilasi (UROD) che comporta un accumulo di porfirine nel fegato che in seguito passano alla pelle provocando fotosensibilità. La pelle del soggetto colpito diventa molto delicata, si lacera facilmente anche con piccoli incidenti e si ricopre di vesciche che contengono del liquido. Altri sintomi possono essere le urine di colore scuro e l’aumento dei peli su viso e fronte.
La porfiria epatoeritropoietica è causata da una carenza dell’enzima uroporfirinogeno decarbossilasi e i sintomi riscontrati nei rari casi segnalati a livello mondiale consistono nelle urine di colore rosse, vesciche sulla pelle e anemia.
La protoporfiria eritropoietina, provocata da un deficit dell’enzima ferrochelatasi, comporta un accumulo di protoporfirina a causa di una produzione eccessiva da parte del midollo osseo. I sintomi sono bruciore e arrossamento della pelle dopo una esposizione, anche breve, ai raggi solari.
La diagnosi della porfiria
La diagnosi delle porfirie viene generalmente effettuata tramite approfonditi esami del sangue, delle feci e delle urine al fine di determinare la concentrazione sia delle porfirine sia dei loro precursori (ALA e PGB).
La terapia della porfiria
La terapia delle porfirie di tipo acute richie spesso il ricovero in una struttura idonea, soprattutto se i sintomi sono intensi e duraturi, in cui il paziente viene sottoposto ad un trattamento con eme somministrato per via endovenosa.
Il recupero è abbastanza veloce ma è fondamentale agire tempestivamente in quanto i danni, se interessano il sistema nervoso in maniera importante, potrebbero essere irreversibili e il recupero che segue sarà molto più lento.
La porfiria eritropoietica congenita viene effettuata tramite trapianto di midollo osseo e la risoluzione è spesso positiva a parte i danni cutanei causati dal decorso della patologia.
La cura della porfiria cutanea tarda si basa su diversi prelievi del sangue per rimuovere il ferro in eccesso oppure l’utilizzo di clorochina o idrossiclorochina.
Per quanto riguarda la protoporfiria eritropoietina ancora non è stata trovata una cura e la terapia è focalizzata principalmente a proteggere la pelle dal sole.