Dall’adolescenza alla menopausa, durata e termine del periodo fertile femminile.
Se vi siete posti questa domanda, ebbene eccovi una possibile definizione: per menopausa si intende quel periodo di vita della donna durante la quale si ritorna adolescenti, poiché il corpo subisce una significativa trasformazione, dipendente da una serie di capricci ormonali, proprio come durante l’adolescenza. Perché questo parallelo?
Perché, se nell’adolescenza la donna è donna, quando compare la mestruazione e dunque inizia la sua età fertile, la donna entra in menopausa dal momento in cui l’età fertile termina e,quindi non è più presente il flusso mestruale mensile. Così come la prima mestruazione può provocare stress, timori e imbarazzo, anche la menopausa può essere vissuta con ansia, in quanto considerata una “malattia”.
È davvero una malattia la menopausa?
No, assolutamente. È quella fase della vita nella quale la donna mette a riposo le proprie ovaie; esse non producono più ormoni o, meglio, estrogeni e follicoli. Paradossalmente, pur non lavorando più, è proprio l’inattività delle ovaie (la mancanza di estrogeni) a causare i disturbi più frequenti.
A che età compare la menopausa?
La fase menopausale dovrebbe iniziare quando la donna compie un’età tra i 50 e i 53 anni; se inizia prima dei 40 anni si parla di menopausa precoce, tra i 40 e i 45 menopausa prematura o se dovesse comparire più tardi, ovvero dopo i 53 anni è detta menopausa tardiva. In casi di donne che hanno subito interventi di isterectomia (che prevede l’asportazione dell’utero) si parla di menopausa chirurgica.
Come prepararsi alla menopausa?
Bisogna dire che sarebbe molto utile, già dopo i 45 anni, farsi suggerire dal medico una dieta e uno stile di vita più sano: la dieta dovrebbe contenere una sufficiente quantità di calcio (quindi latte, latticini, formaggi stagionati ed in particolare il parmigiano, come anche acque minerali a basso contenuto di sale ma con una giusta quantità di calcio).
Visto che una sana alimentazione potrebbe non essere sufficiente, sarebbe consigliabile abbinarla ad attività fisica regolare, scegliendo sport come il nuoto, la ginnastica dolce in palestra (Cycling indoor o Cyclette, GAG = GambeAddomeGlutei) o in acqua (Acquagym), etc..
Quali disturbi e sintomi si riscontrano più comunemente?
I disturbi possono essere molto diversi fra loro perché di natura differente; di conseguenza talvolta possono arrecare imbarazzo, in altri casi sono piuttosto fastidiosi ed infine può succedere che quasi sembra di non essere in menopausa, poiché potrebbero non manifestarsi o essere davvero lievi.
In ogni caso i sintomi della menopausa più frequenti sono:
- Vampate di calore – la donna inizia a sentire quasi un fuoco dentro di sé, il viso arrossisce all’improvviso e, a causa dei forti sbalzi di temperatura, si inizia a sudare. Più o meno, dopo pochi minuti la temperatura dovrebbe tornare normale e si può avere la sensazione di freddo. Questo sintomo nelle donne occidentali appare in un’alta percentuale di casi pari a circa il 60-70% e tende a persistere anche durante la post-menopausa per alcuni anni, mentre in donne orientali la percentuale è più bassa (dal 10 al 20%). Ciò è probabilmente spiegabile pensando al loro diverso stile di vita e a ciò che mangiano.
- Insonnia o sonno spesso interrotto dall’ansia o da improvvisa sudorazione.
- Incontinenza urinaria.
- Prurito e disturbi frequenti alle vie urinarie (cistiti o altre infezioni).
- Depressione: sbalzi di umore (è stato riscontrato più frequente nelle donne afroamericane e più raro nelle donne con la pelle bianca).
- Dolori muscolari e ossei (osteoporosi, dolori alle articolazioni soprattutto alle ginocchia, all’anca e alla colonna vertebrale).
- Obesità.
- Ipertensione (che si manifesta soprattutto nelle manifestazioni tardive o meglio durante la fase post-menopausale).
Oltre a questa sintomatologia, i partner potrebbero riscontrare nelle loro donne una diminuzione di desiderio sessuale dovuta proprio alla rivoluzione ormonale che le coinvolge.
In ogni caso, tale sintomo in menopausa non è stato dimostrato scientificamente e non è, dunque, stata calcolata la percentuale di rischio. Non si può escludere, però, possa accadere che le donne provino dolore durante l’atto sessuale e forte bruciore al termine di un rapporto con il proprio partner.
Come e se intervenire nella fase pre-menopausa
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Le terapie, sempre concordate e prescritte dal proprio specialista in ginecologia, in genere sono terapie ormonali (pillole, cerotti, gel presi singolarmente o combinati insieme).
Queste terapie andrebbero, in caso, preferibilmente seguite per 3-5 anni poiché da un’analisi, condotta da ricercatori svizzeri, emerge che vada sempre valutato se ricorrere o meno a tali terapie (studio pubblicato in Menopausal Hormone Therapy for the Primary Prevention of Chronic Conditions: A Systematic Review to Update the U.S. Preventive Services Task Force Recommendations).
Esse andrebbero riservate a tutte le donne che hanno chiari e forti disturbi durante la menopausa e la post-menopausa, e soprattutto, a donne che hanno avuto in famiglia casi di tumore.
Sembrerebbe, contrariamente a quanto si poteva pensare alcuni anni fa, che le terapie a base di ormoni potrebbero far aumentare il rischio di carcinoma mammario. Per essere più chiari, con l’uso prolungato di queste terapie ormonali il rischio aumenta del 25%; talvolta, soprattutto durante la terapia combinata (estrogeno + progestinici), le mammelle aumentano di volume e potrebbero nascondere l’eventuale presenza della metastasi tumorali al momento della mammografia. I soli estrogeni potrebbero ridurre il rischio di carcinoma mammario, ma non quello del carcinoma dell’utero, dell’endometrio e del colon.
Riguardo le malattie cardiovascolari, non si ha alcuna prevenzione, anzi, se gli estrogeni o la terapia combinata dovessero essere assunti 10 anni dopo la menopausa, il rischio di tali patologie aumenta.
Esistono alternative agli ormoni?
Alternative alle terapie ormonali sono praticate, ma considerando che la menopausa e la post-menopausa non sono malattie, ma fasi di passaggio significative, va valutato se è il caso di affidarsi alla medicina naturale, sfruttando i rimedi vegetali e naturali alla menopausa, o se invece si può convivere con questi fastidi di natura fisiologica.
Chiedete informazioni e ogni dettaglio al vostro specialista in ginecologia, perché solo la donna ben informata potrà valutare i pro e i contro di ciascuna terapia ormonale o alternativa.
Fonti: www.endocrinologiaonline.com – Opuscolo pubblicato dalla Lega svizzera contro il cancro (Sett. 2014).
