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Endocrinologia e Malattie del Ricambio

Patologie tiroidee: italiani tra i più esposti al mondo

In Italia, ogni anno, si effettuano più di 40 mila interventi per asportazione della tiroide (tiroidectomie) e, nel 20% dei casi, si tratta di neoplasie. Tra le cause di questo triste primato vi sono la trasmissione genetica ed eredo-familiare della malattia, un’inadeguata assunzione di iodio e problemi legati a contaminanti ambientali ancora non meglio identificati.
Sostiene Celestino Pio Lombardi, direttore dell’UOC di Chirurgia Endocrina del Policlinico Gemelli-CIC di Roma, il rischio di sviluppare una malattia della tiroide varia, secondo la regione geografica, dal 4 al 60%. Frosinone e Latina, le Valli bergamasche e alcune zone montane di Piemonte e Val d’Aosta sono tra le zone più colpite e poi, nonostante  i 360 chilometri di coste e l’alimentazione prevalentemente mediterranea, in molte aree, anche vicino al mare, bisogna considerare che il gozzo è ancora endemico a causa, come spiega Luca Revelli chirurgo endocrino dell’Università Cattolica di Roma, della  mancanza di iodio nell’acqua e nell’alimentazione.
C’è poi da segnalare l’incidenza dei tumori alla tiroide, che ogni anno colpiscono circa novemila italiani, con una maggiore aggressività negli uomini ma una frequenza più diffusa nelle donne, tanto che l’asportazione della tiroide è uno degli interventi più praticati negli ospedali italiani.
L’intervento, particolarmente delicato, viene eseguito da specialisti “dedicati”, ossia da chirurghi che si occupano solo o prevalentemente di  questo settore e, di conseguenza, con un alto grado di esperienza. Per tutti questi motivi, anche per quel che riguarda la tiroide, informazione, prevenzione e diagnosi precoce, rappresentano il miglior scudo possibile per la riduzione di questo poco invidiabile primato.

Articolo di Redazione
Fonte: Il Secolo XIX, 10 novembre 2012