Categorie
Ginecologia e Ostetricia Pediatria e Neonatologia

Allattamento: consigli su poppate, alimentazione e dieta materna

allattamento

Ti sei mai chiesta come e per quanto tempo dovresti allattare il tuo bambino?

Cresciuto e nutrito nel tuo utero, ora il bambino ha bisogno del latte e inizia la fase di allattamento.

Il latte materno viene considerato l’alimento ideale per il neonato, poiché la sua composizione è tale da garantirgli un sano sviluppo, durante i primi mesi di vita, e di difenderlo dal rischio di infezioni, specialmente di tipo intestinale; inoltre, tramite l’allattamento si inizia a stabilire un primo legame affettivo tra madre e figlio /a.

Come va allattato il neonato

Sarebbe opportuno allattare al seno materno sin dai primi giorni, o meglio nei primi 2-3 giorni, aggiungendo una soluzione glucosata. Dal terzo giorno di nascita in poi, il seno dovrebbe essere in grado di produrre il latte materno.

Tuttavia esistono delle condizioni in cui il latte materno è decisamente sconsigliato e controindicato:

  • se sono presenti anomalie gravi del seno o del capezzolo
  • se le madri sono affette da malattie contagiose o che potrebbero aggravarsi con l’allattamento
  • se si assumono farmaci che potrebbe nuocere al benessere del bimbo
  • nel caso in cui potrebbero, da parte dei neonati, manifestarsi delle allergie con conseguente formazione di ittero persistente (colorito giallognolo).

Fatte queste eccezioni, i neonati possono tranquillamente essere allattati al seno senza esservi conseguenze negative.

Le prime poppate vanno effettuate in posizione possibilmente corretta: madre seduta sul letto appoggiata su cuscini per mantenere la schiena abbastanza eretta e comoda, mentre il neonato va posto in posizione supina (a pancia in su) sul grembo con le labbra su capezzolo ed areola insieme, per ridurre alla madre il rischio di ragadi (piccoli taglietti superficiali).

Prima di iniziare con la poppata è opportuno lavare la mammella con acqua bollita – operazione da eseguire appena il bambino ha terminato. Non sono necessarie creme emollienti.

Quale deve essere l’intervallo fra le poppate?

Nel neonato non conviene adottare schemi rigidi, ma è consigliabile soddisfare le sue richieste: di solito i neonati possono adattarsi facilmente ad un allattamento con intervalli di 4 ore, altri preferiscono intervalli minori, talvolta anche durante la notte. Mano a mano che i bimbi crescono gli intervalli diventano più lunghi e dopo i primi 2 mesi, anche di notte il neonato permette un intervallo di 8 ore.

E se i bambini nascono prematuri?

In tali casi si procede con un numero di poppate maggiore degli altri, in quanti sono nati sottopeso e gli intervalli dell’allattamento si riducono a 2 ore.

Allattamento e poppate

allattamento poppateLa durata della poppata è variabile: di solito dopo 5 minuti il bambino ha già ingerito i 2/3 del pasto e non bisognerebbe proseguire per oltre 15-20 minuti. Dopo la poppata bisogna fare attenzione a tenere il bimbo in posizione verticale, fino a che non erutta (il famoso “ruttino”). Rientrano comunque nella norma anche i rigurgiti che certo non sono patologici, ma indicano che il bimbo ha succhiato aria (aerofagia).

Problemi possono verificarsi se i bambini, oltre al rigurgito, iniziano a piangere in modo disperato, poiché potrebbe significare un episodio di reflusso gastrico con esofagite secondaria.

Il fabbisogno alimentare nell’allattamento varia in base all’età e al peso:

  • Fino a 7 giorni (nella prima settimana di vita) il bambino dovrebbe ricevere una poppata di 60 grammi per 6-7 volte al giorno.
  • Da 8 a 15 giorni tra i 70 e i 90 grammi
  • Da 15 a 30 tra 100 e 120
  • Dal 2°mese si aumenta di 20 grammi ogni 15 giorni.

Ovviamente il bimbo andrebbe pesato e, in media, l’accrescimento dovrebbe essere nel primo trimestre pari a 150-200 g la settimana, nel secondo trimestre di circa 100-150 g mensilmente e dal settimo mese al suo primo anno, di circa 300 g al mese.

L’alimentazione materna durante l’allattamento

sindrome metabolica dietaIn fase di allattamento la dieta dovrebbe preferibilmente essere variata ed equilibrata: l’apporto di proteine deve essere maggiore e dunque carne, uova e formaggi. Tra la carne va evitata la selvaggina come anche i frutti di mare e tra le verdure niente asparagi, niente cipolla, aglio, broccoli, cavoli e peperoni.

È consentita una modica quantità di vino (1/2 bicchiere di vino) o di 1 bicchiere di birra, ma sono banditi i super alcolici e il fumo.

Se la mamma non può allattare?

Niente paura. Tutti i latti artificiali sono di derivazione dal latte di mucca che differisce da quello materno, poiché contiene più proteine ma meno lattosio; pertanto non sarebbe adatto ai bimbi cosi com’è. È vero anche che l’industria alimentare ha cercato di realizzare e commercializzare un latte vaccino rendendolo molto vicino a quello materno.

Stiamo parlando del latte in polvere adattato: la polvere va diluita nella quantità di un misurino ogni 30 g di acqua bollita; se però dopo il secondo mese il bambino dovesse presentare eczemi nel volto e la crosta in testa, vanno ricercati altri tipi di latte, resi ipoallergici con la predigestione.
In alternativa o qualora non ci fosse miglioramento è il caso di provare il latte di capra o latte vegetale (derivati dal riso o dalla soia).
Esistono anche latti speciali senza lattosio, latti antireflusso, anticoliche, antistitichezza.
Dopo il sesto mese si continua l’alimentazione del bambino con il latte di proseguimento. Il latte si potrebbe diluire o modificare in casa con gli omogeneizzatori, ma non è raccomandabile se il bambino non ha compiuto il primo anno di età.

Altre difficoltà potrebbero incontrarsi se ci si trova in paesi in Africa o Asia, dove il latte usato è prevalentemente di mucca munto direttamente dall’animale; sarebbe preferibilmente sempre utile cercare il latte intero e bollito.

Dieta alimentare per il bambino nei primi mesi

Gli alimenti andrebbero iniziati a partire dal quinto mese procedendo dallo svezzamento all’introduzione di pappe, per esempio crema di riso in acqua bollita o brodo vegetale con l’aggiunta di olio d’oliva e ½ cucchiaino di parmigiano.

Per quanto riguarda la frutta, è consigliabile iniziare con cucchiaini di pera grattata mista a banana e succo di limone. Se il bimbo gradisce la minestrina si possono aggiungere 10 grammi di carne liofilizzata e verdure passate (carote, bieta, spinaci).

Dai 6 mesi i pasti diventano quattro: 2 di latte più eventuale aggiunta di biscotto granulato, 2 di pasto (brodo con aggiunta di ricotta o formaggio). Il glutine (pastine o semolino) dal settimo mese e si potrebbe aggiungere un po’ di carne. Le minestrine non vanno salate.

Dal primo anno si può iniziare ad alimentarlo con albume dell’uovo, pesce, pomodoro le altre varietà di frutta. Se la mamma comunque desidera allattare, l’allattamento può proseguire fino al primo anno e solo eccezionalmente al secondo.

Auguri neomamme! Non esitate a rivolgervi al vostro specialista che vi toglierà ogni eventuale dubbio, è importante che il vostro bambino cresca sano.

 

Fonti

V. Nelson ed altri, Trattato di pediatria, 2013.