Meno complicato, meno invasivo e, particolare che non guasta mai, meno costoso. Davvero non sembrerebbero esserci controindicazioni per il nuovo metodo messo a punto da alcuni ricercatori olandesi per prevenire nel corso della gestazione le eventuali anomalie genetiche del feto. L’esame, per ora contrassegnato dalla sigla Mpla, permetterebbe di risparmiare l’amniocentesi e il prelievo dei villi coriali, gli esami che a tutt’oggi vengono abitualmente previsti nella prima fase della gravidanza.
La nuova tecnica sarebbe in grado, sulla base di un semplice esame del sangue, di escludere irregolarità cromosomiche e complicazioni del feto, sostituendo in toto l’amniocentesi e i conseguenti possibili rischi dell’introduzione dell’ago nella pancia della puerpera, pratica che, seppure in casi fortunatamente limitati, ha determinato rischi per l’incolumità dello stesso feto.
Attraverso campioni di sangue delle donne in stato di gravidanza, i ricercatori olandesi hanno esaminato il DNA dei feti adoperando una serie di sonde genetiche e molecolari. Grazie a questo procedimento sperimentale, i ricercatori hanno potuto identificare un’anomalia collegata al cromosoma X apportatrice di patologie quali la distrofia muscolare di Duchenne o l’emofilia. Ma gli studiosi dopo questi primi risultati incoraggianti sperano, in un prossimo futuro, di individuare altre alterazioni genetiche diffuse, come quella responsabile della sindrome di Down. Naturalmente, come sempre avviene di fronte alle novità, parte della comunità scientifica muove delle obiezioni sull’efficacia di questa nuova tecnica. Secondo queste obiezioni, infatti, se l’Mpla genera un’amplificazione del DNA permettendo analisi più approfondite, dall’altro pone un freno all’analisi complessiva dello stato di salute del feto. Gli inventori del metodo però, nonostante le obiezioni, hanno dichiarato di voler proseguire nelle ricerche, convinti di poter arrivare un giorno a rendere totalmente obsoleta l’amniocentesi. Una volta resa più precisa e affidabile, l’Mpla dovrebbe risultare più conveniente sia per la minore invasività sia per i costi. Un kit per le analisi, allo stato attuale, si è calcolato che potrebbe costare tra i 130 e i 150 euro.
Articolo di redazione
Fonte: Italiasalute.it