Le infezioni in gravidanza rappresentano una delle cause più frequentemente responsabili di indesiderate interruzioni, in particolare aborti spontanei che possono avvenire nel primo trimestre; se contratte durante il secondo e terzo trimestre, potrebbero anche comportare parti prematuri o la rottura della membrana con conseguente sofferenza fetale e dunque neonati con difetti di formazione dei vari organi.
Ecco allora alcuni consigli sulla scelta e l’effetto degli antibiotici in gravidanza.
Quali sono i criteri generali per l’impiego di un antibiotico?
La scelta del farmaco più appropriato è legata all’identificazione del germe responsabile della malattia infettiva e della sua sensibilità all’antibiotico stesso identificata tramite un test mirato e chiamato antibiogramma.
Tuttavia, il farmaco o meglio la componente chimica dello stesso potrebbe non essere compatibile, inadatto o sconsigliato alle gestanti poiché esiste la possibilità possa influire sul feto; il consiglio migliore lo può dare l’infettivologo, che solitamente ripiega in un farmaco con meno effetti collaterali.
Quali sono le regole generali prima di assumere un antibiotico?
È il caso di menzionare almeno 5 regole:
- Nonostante le infezioni virali non richiedano necessariamente una cura antibiotica, tuttavia i farmaci con la componente antibiotica sono prescritti al fine di contrastare un’eventuale infezione batterica.
- In attesa della risposta dal laboratorio ed in mancanza dell’identificazione del germe responsabile della malattia, se la paziente mostra un quadro clinico di una certa gravità, si prova con antibiotici ad ampio spettro o si cerca una maggiore copertura con l’assunzione di due farmaci.
- Ricordarsi che l’età della paziente è importante così come le funzionalità epatiche e renali determinano la scelta di un determinato antibiotico.
- La somministrazione può avvenire per via ematica o intramuscolare; è comunque possibile anche quella per via orale.
- La durata della terapia: questa dipende dalla natura della malattia stessa, ma di solito è consigliabile sospendere solo 2 giorni dopo la scomparsa dei sintomi, soprattutto della febbre.
Come si dividono i gruppo di antibiotici?
Abbiamo una distinzione di gruppi di antibiotici e si basa sulle decisioni prese dal comitato scientifico appartenente alla Food and Drug Administration (FDA), che si occupa sia di alimentazione che di prodotti farmaceutici, inclusi i rischi assunti dalle donne in gravidanza che ne devono far uso.
Le categorie:
- A) se appartengono al gruppo non sono stati fino ad ora rinvenuti danni né sulla donna né sul feto.
- B) Sono stati provati sugli animali ma è oscuro se e quanto siano meno tossici sull’uomo.
- C) Problemi di diversa natura sugli animali ma ancora non c’è certezza sugli effetti sull’uomo.
- D) Probabili rischi sul feto, ma l’efficacia e i benefici sembrano giustificare il loro impiego.
- X) Sono totalmente sconsigliati in gravidanza poiché rischi e benefici sono dispari nel senso che i benefici sono decisamente inferiori ai rischi.
In generale in gravidanza sono consigliabili farmaci appartenenti al gruppo B e solo in casi particolarmente gravi o se i benefici sono maggiori degli effetti collaterali, si può far ricorso ai gruppi B, C e D.
Quali sono i farmaci del gruppo B?
Considerando che il gruppo B è verosimilmente il più sicuro vanno menzionate: le penicilline, poiché, pur attraversando la placenta, non è dimostrato possano recare danni al nascituro; le cefalosporine, anche associate ad altri farmaci, dato che non comportano conseguenze negative sui bimbi; l’eritromicina, che non sembra causare danni ai feti; la fosfomicina, per lo più utilizzata nella cura delle infezioni urinarie, che non risulta possedere effetti che possano recare tossicità ai feti.
Infine, quanto ai gruppi C e D comprendenti farmaci da assumere laddove fallissero i precedenti, andrebbe precisato che al primo dei due appartengono aminoglicosidi, fluorochinoloni, claritromicina e vancomicina, che tendenzialmente potrebbero danneggiare le cartilagini o i tessuti ossei o interferire sul nostro sistema uditivo; mentre al secondo, il gruppo D, sarebbero da ricondurre le tetracicline e il cotrimossazolo, da assumere con molta cautela e in casi piuttosto gravi.
Conclusioni sugli antibiotici in gravidanza
La terapia antibiotica trova indicazione in molte malattie infettive batteriche che oltrepassano la placenta e possono esservi ripercussioni sulla vita fetale. La scelta di antibiotici in gravidanza andrebbe fatta dopo aver identificato l’agente infettivo o in caso di particolare gravità e dubbio, gli specialisti sono propensi a suggerire la tipologia ad ampio spettro appartenenti al gruppo B.
Dal momento che la tollerabilità e il numero degli effetti collaterali rende inappropriati alcuni farmaci, è possibile vengano proposti farmaci meno attivi ovvero meno efficaci, ma più tollerati.
FONTE: http://www.dietabit.it/salute/antibiotici-gravidanza/