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Ginecologia e Ostetricia

Caffé in gravidanza: va bene una tazzina, ma occhio alla caffeina

Il caffè in gravidanza è un tema “bollente”, tutta colpa della caffeina.
Cos’è la caffeina? È un alcaloide naturale presente in alcune piante oltre a quella del caffè; si trova, infatti, nel cacao, nel tè e nei loro derivati, a partire da una delle bevande più famose del pianeta, la Coca-Cola. Inoltre è contenuta in più di 60 piante, tra le quali il guaranà.
Il consumo spensierato rende le sostanze psicoattive o stimolanti verso il sistema nervoso. Essendo tollerata da tutte le religioni e diffusa in tutto il mondo, è, tra quelle più utilizzate dal 90% della popolazione globale. Va detto che non bisogna abusarne poiché, per quanto ben tollerata, non è consigliabile superare la dose per evitare la dipendenza e dare luogo il caffeinismo. Vediamo quanta caffeina consumiamo quasi inconsapevolmente.

Caffè in gravidanza: qual è il contenuto di caffeina nelle bevande libere?

caffè in gravidanza tabella

Caffè in gravidanza: quanto se ne può consumare se si aspetta un bambino?

È preferibile non superare le due tazzine al giorno. In base ad un recente studio della Food Standard Agency, in gravidanza si può assumere una quantità pari a 200mg, senza che questa possa interferire sulla gravidanza o sul feto; non vanno bevuti però 300mg, poiché il rischio di aborti, parti prematuri o, infine neonati con un basso peso alla nascita, è piuttosto alto. Da questi dati risulta chiaramente che l’assunzione di caffè non va associata al consumo di cioccolato, Coca-Cola o altri prodotti al fine di mantenersi sui 200mg giornalieri.

Caffè in gravidanza: quali sono gli effetti della caffeina?

Premettendo che gli effetti permangono per circa 4-6 ore bisognerebbe considerare che la caffeina permette di raggiungere una migliore lucidità a partire da un’ora dopo l’assunzione. Da un punto di vista negativo la caffeina porta allo sviluppo di acidi gastrici dando luogo a mal di stomaco, è diuretica ed infine riduce le scorte di acqua e calcio. Anche se l’influenza sulla fertilità di una donna non è stata documentata e provata con una sufficiente scientificità, limitarsi ai 200 mg aiuta la donna a non correre alcun problema relativo al futuro concepimento.
Da un punto di vista maschile, la caffeina influisce sulla motilità degli spermatozoi, ma se questo possa ricadere sul feto e sul nascituro non è certo. In gravidanza, è consigliato l’uso moderato e la sostituzione di derivati della caffeina con succhi di frutta, latte ed acqua. La caffeina inoltre, o meglio le tazzine di caffè non dovrebbero precedere l’accensione di una sigaretta o un bicchiere con bevande alcoliche.
Tuttavia, anche se la caffeina non è connessa con malattie congenite, può influire sui nascituri che tendono ad avere e mantenere anche in età adulta la pressione più alta della norma, tremori, ed insonnia nei primi mesi di vita; questo è dovuto alla placenta che non impedisce alla caffeina di entrare.

Caffè in gravidanza: l’allattamento.

Caffè in gravidanza foto articoloNon è consigliabile fare uso di caffeina durante l’allattamento poiché può ripercuotersi sul neonato, ma è possibile bere un caffè dopo aver dato il latte al bimbo.

Caffè in gravidanza: quale rapporto tra caffeina, nascituri e neonati?

Andrebbe precisato che i neonati fino ai sei mesi di vita, sono più soggetti a risentire negativamente della caffeina; ciò non vuol dire che tali effetti permarranno anche in età adulta, ma non si può escludere. Non tutti i neonati sono uguali nel senso che quelli prematuri tendono a metabolizzare più lento della caffeina e dunque sono sensibili anche a basse o bassissime quantità di caffeina trasmesse loro dal latte della mamma. C’è poi chi dice che la caffeina possa influenzare il sonno del neonato, solo se la mamma beve una quantità di caffè o derivati della caffeina superiori a 300mg e continua ad avere questa abitudine anche durante l’allattamento.

Conclusioni sul caffè in gravidanza

Le linee guida suggeriscono di fare particolare attenzione, ma non vietano il consumo di caffè in gravidanza. Ricordiamo che non si dovrebbe superare la dose di 200-300mg giornalieri per evitare problemi alla madre e al feto o al nascituro.
Gustatevi un po’ di caffè, ma si raccomanda cautela… Non fumate dopo il caffè, specie se aspettate un bimbo o se allattate. Preferibilmente il caffè dovrebbe essere posposto all’allattamento.
Parlate col vostro ginecologo e scoprirete che 1 o 2 caffè al giornopotrebbero anche fare bene.