Cerchiaggio cervicale, cerchiamo di capire di cosa stiamo parlando…
Siamo in ambito prettamente ginecologico e in particolare di chirurgia ginecologica. Il cerchiaggio è un intervento che si esegue generalmente per garantire maggiore tranquillità alla gravidanza, aiutando l’utero a sostenere il feto che le future mamme tengono nel proprio grembo.
Cos’è il cerchiaggio cervicale?
Il cerchiaggio cervicale è un’operazione chirurgica eseguita al fine di fissare una piccola fascetta a livello uterino; poi si esegue una sutura per fissare la stessa sul collo dell’utero allo scopo di circoscrivere la gravidanza in utero e di prevenire il parto prematuro. Prima di decidere di effettuare questo intervento, il ginecologo o il chirurgo valutano la storia clinica della paziente: se figurano episodi in famiglia o nella stessa gestante di gravidanze non andate a termine, almeno una o due volte entro il 2° trimestre di gravidanza, si penserà di procedere chirurgicamente a tutela della gestante e del feto pensando poi ad un travaglio poco doloroso. Il cerchiaggio potrebbe essere necessario anche quando il collo dell’utero ha subito in precedenza traumi, interventi di conizzazione o per altre gravidanze, ed infine se l’utero stesso presenta malformazioni congenite o patologiche.
Quando va eseguito il cerchiaggio cervicale?
Premettendo che nei paesi occidentali, l’incidenza del cerchiaggio è pari all’1 o al 3%, va pure sottolineato che la percentuale può variare da paese a paese soprattutto fuori dall’Occidente. C’è un accordo unanime su quando sia necessario effettuare tale intervento che può essere preventivo o d’urgenza: si intende preventivo se viene fatto intorno alla 12ma settimana, mentre d’urgenza qualora durante la visita di controllo il ginecologo riscontrasse una situazione di pericolo nel canale cervicale.
Quali sono le tecniche più utilizzate per il cerchiaggio cervicale?
Generalmente le tecniche sono 2: transvaginale e transaddominale.
Entrambe sono solitamente praticate in anestesia generale: con la prima, il chirurgo provvederà a fissare la benda di mersilene o prolene intorno al collo dell’utero passando dalla vagina ed utilizzerà quella che viene chiamata, tecnica di Mc Donald. Quest’ultima ha sostituito un’altra, tuttavia ancora raramente praticata, chiamata tecnica di Shirodkar: vengono eseguiti due taglietti/suture, anteriori e posteriori, per poi applicare la fascetta nella sottomucosa del collo dell’utero.
La tecnica transaddominale è evitata o rimandata al periodo successivo alla gravidanza stessa o al di fuori di questa; qualora si dovesse decidere di procedere lo stesso durante la gestazione bisognerà essere molto più cauti. Se è necessaria, poiché l’altra soluzione non era stata sufficiente nella gravidanza precedente ad evitare il parto pre-termine, dovrebbe essere preceduta da una laparotomia con l’inserimento della sutura per via addominale; in alternativa si potrebbe procedere per via laparoscopica.
Il ricorso al cerchiaggio è molto limitato rispetto ad alcuni anni fa, poiché durante i controlli mensili è possibile verificare l’aspetto del collo dell’utero, dell’orifizio e del canale cervicale. Laddove si verificassero situazioni chiamate tecnicamente e scientificamente funneling, che determinano problemi in prossimità dell’orifizio uterino esterno, l’intervento è d’obbligo.
Quando va rimosso il cerchiaggio cervicale?
La paziente si reca dal ginecologo che, una volta raggiunta la 38ma settimana, deciderà di sciogliere e togliere la benda. Se è stato eseguito per via transvaginale, una volta tolto, il travaglio può avere luogo senza particolari problemi anche per via naturale. Qualora fosse stata impiegata la tecnica transaddominale, si ricorre al taglio cesareo e il cerchiaggio può rimanere laddove è stato collocato.
Esistono effetti collaterali o post-operatori dopo il cerchiaggio?
In linea di massima non ci sono particolari effetti collaterali, anche se la gravidanza va monitorata attraverso ecografie ed esami accurati non invasivi per evitare complicanze. Alcuni ginecologi o psicologi sostengono che, in caso di episodi spiacevoli avvenuti in una o più gravidanze precedenti, la paura che la gravidanza possa non andare a termine può esserci; bisogna essere tranquille, seguendo alcune normali regole a scopo cautelativo e preventivo, come il cercare di stare a riposo ed evitare stress, le donne potranno vivere al meglio la loro gravidanza. In altre parole, non sembra siano stati evidenziati rischi o effetti collaterali che possano in qualche modo compromettere l’esito della gravidanza.
Conclusioni
Il cerchiaggio cervicale ha subìto nel tempo diverse modiche ed è migliorato da un punto di vista tecnico; dunque, sono aumentati i successi. Nonostante ciò, si cerca di ridurre al massimo questo tipo di intervento limitandosi alle situazioni in cui viene a mancare un’alternativa. La visita ginecologica e l’ecografia permettono di prendere le decisioni sul da farsi, valutando le reali condizioni del collo dell’utero e dell’orifizio uterino.
In questi casi, la probabilità che la gravidanza possa arrivare a termine è molto alta, ma potrebbe sempre verificarsi un’eccezione. È essenziale la prevenzione, i controlli ginecologici assicurano di poter partorire con meno complicanze.
Fonte: www.pazienti.it