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Omega 3 contro l’infarto, una ricerca lo dimostra

Omega 3 contro l’infarto, non si tratta di uno spot televisivo ma di una ricerca americana pubblicata sul JAMA Internal Medicine.

In Italia le patologie legate al cuore rimangono la prima causa di morte e in modo particolare gli infarti, e non il cancro come si potrebbe credere. Si stima un numero di circa 60.000 vittime annuali che per fortuna, grazie anche a una maggiore informazione  e prevenzione sembrerebbero in lieve diminuzione rispetto agli anni precedenti.

Secondo molti medici, per prevenire il rischio cardiaco, specialmente nelle persone di età compresa tra i 45 e i 65 anni, potrebbero bastare nella maggior parte dei casi anche solo una quindicina di minuti di esercizio giornaliero.

Omega 3 contro l’infarto, l’importanza della dieta

Oltre ad aumentare l’esercizio fisico, per diminuire la percentuale di grasso corporeo in primis, è altrettanto essenziale seguire una giusta e corretta alimentazione che prenda in considerazione tutti i nutrienti necessari.

Omega 3Lo studio condotto mette in luce quanto siano importanti i grassi Omega 3 per prevenire patologie cardiache.

Gli Omega 3 sono dei grassi fondamentali per un gran numero di funzioni del corpo umano, purtroppo il corpo umano non è in grado di sintetizzarli ed è quindi costretto a prenderli dall’esterno (attraverso il cibo o eventuali integratori alimentari).

I cibi che ne hanno una maggiore quantità sono solitamente i pesci più “grassi” come:

  • Salmone.
  • Trota.
  • Tonno.
  • Sardina.

Ma non solo, anche alcuni vegetali ne hanno una certa quantità come:

  • Vegetali a foglia (tipo insalata).
  • Alcuni oli vegetali.
  • Noci.

Gli scienziati della rinomata Stanford University hanno quindi studiato come gli Omega 3 derivanti dai pesci e da alcuni vegetali, influenzino il rischio di infarto nelle persone che li consumano.

Omega 3, una diminuzione del 10% del rischio

Lo studio ha analizzato ben 19 studi per un totale di 45,637 partecipanti su 19 Paesi tra i quali gli Stati Uniti, il Regno Unito, la Norvegia, l’Australia e l’Italia. Di questi, con  il passare del tempo, 7.973 hanno avuto degli attacchi di cuore con 2.781 decessi.

Il team di ricerca ha scoperto  che i partecipanti che avevano nel sangue una maggiore concentrazione di Omega 3 avevano una probabilità del 10% inferiore di morire per attacchi di cuore rispetto a chi aveva meno Omega 3 nel sangue.

In ogni modo, secondo gli scienziati che hanno condotto la ricerca, un maggior livello di Omega 3 nel sangue non ridurrebbe solo il rischio di attacchi di cuore non fatali. Tale risultato presuppone quindi la presenza di alcuni meccanismi, non ancora ben identificati, che diminuirebbero il rischio di morte per attacchi di cuore.

La ricerca ha anche preso in considerazione una serie di ulteriori parametri come:

  • Età.
  • Sesso.
  • Etnia.
  • Diabete.
  • Uso di prodotti per diminuzione del colesterolo.
  • Uso di aspirina.

Secondo la ricerca l’assunzione di Omega 3, sia di derivazione vegetale che animale, avrebbero un effetto positivo sul cuore e diminuirebbero, quindi, il rischio di un attacco di cuore.

Secondo gli esperti una dieta equilibrata e vita sana con la giusta attività fisica si dimostrano, per l’ennesima  volta attraverso una attenta ricerca, un toccasana per la salute.