L’acetone è un disturbo molto comune che si può manifestare nei bambini in genere entro i 12 anni di età.
Non è una vera patologia e generalmente non comporta problematiche importanti, ma quando provoca una forte disidratazione a seguito di sintomi come vomito persistente, non va trascurato ma va tenuto sotto controllo. Scopriamo quali sono i sintomi dell’acetone che si manifestano con più frequenza per poter effettuare una diagnosi tempestiva.
Acetone: perché si manifesta
L’acetone si manifesta quando l’organismo non è più in grado di fornire le riserve di zuccheri e utilizza come fonte di energia alternativa i grassi. Questo processo provoca il rilascio dei cosiddetti “corpi chetonici” che trasmettono all’alito del soggetto colpito un odore di frutta matura molto intenso chiamato “alito acetonemico”.
Questo disturbo è dovuto da un disturbo del metabolismo temporaneo che potrebbe anche risolversi da solo e scomparire dopo alcuni giorni senza la necessità di ricorrere a particolari cure.
Il genitore può effettuare una diagnosi dopo aver riconosciuto il più frequente tra i sintomi di questo disturbo, l’alito acetonemico, utilizzando degli specifici test disponibili in farmacia. Si tratta di strisce reattive che, a contatto con l’urina del bambino, si colorano di una gradazione violacea se sono presenti corpi chetonici.
Gli esperti consigliano di chiedere un consulto medico soprattutto se il bambino è molto piccolo perché il vomito e l’inappetenza potrebbero creare una disidratazione di entità importante da non trascurare.
Acetone: i sintomi più comuni
Il primo campanello dall’allarme della possibile presenza dell’acetone è l’odore inconfondibile che lo caratterizza, che si può manifestare sia nell’alito, sia nell’urina del bambino. Questo sintomo potrebbe essere anche l’unico. Altri sintomi che potrebbero manifestarsi sono:
- vomito,
- senso di stanchezza e spossatezza,
- emicrania,
- mancanza di appetito,
- viso pallido,
- dolori addominali,
- difficoltà respiratorie,
- lingua patinosa.
Spesso i sintomi che compaiono sono riconducibili anche ad altre patologie di diversa natura, quindi è importante stabilire con certezza se si tratta di acetone, per escludere altre tipologie che potrebbero invece richiedere terapie specifiche.
Acetone: cosa fare?
Ma cosa deve fare un genitore quando scopre che il suo bambino è affetto da acetone?
In alcuni casi, dopo circa due giorni, l’acetone potrebbe scomparire da solo, quindi non è necessario sottoporre il bambino a terapie specifiche. Chiediamo comunque sempre un consulto medico per evitare di incorrere in possibili errori.
In generale, è importante ripristinare il normale livello degli zuccheri nell’organismo del bambino per sopperire a questa momentanea mancanza.
Gli esperti consigliano quindi di somministrare liquidi come succhi di frutta o acqua e zucchero per reidratare l’organismo. La somministrazione deve avvenire in quantità molto ridotte, a piccoli sorsi o utilizzando un cucchiaino. In caso di necessità di farmaci è consigliabile somministrarli non per via orale perché potrebbero influire negativamente sul vomito (ad esempio in caso di febbre è preferibile l’utilizzo di paracetamolo in supposte).
Nei casi più importanti in cui ad esempio il vomito ha causato una forte disidratazione, il medico potrebbe prescrivere una somministrazione dei liquidi per via endovenosa. Questo soprattutto nei casi in cui il bambino è molto piccolo.
Fonte: