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Ginecologia e Ostetricia

Cisti nell’ovaio: definizione, sintomi e gravidanze

Le cisti possono presentarsi nell’adolescenza e durante tutta l’età fertile di una donna; più raramente in età postmenopausale. Le cisti dermoidi compaiono sul volto, nei reni, ovaie, testicoli e sistema nervoso. Dal momento che qui ci si addentrerà nella sfera ginecologica, verranno affrontate le cisti che possono comparire nell’ovaio. Procediamo con ordine e con una breve descrizione dell’ovaio e del suo funzionamento.

Cosa sono le ovaie?

Le ovaie o gonadi femminili producono gli ormoni femminili, estrogeni e progesterone, ed hanno una funzione fondamentale nell’apparato riproduttivo umano; infatti, oltre a determinare lo sviluppo dei caratteri sessuali, non possono mancare nella riproduzione di ogni uomo e di alcune specie animali.
Durante il ciclo mestruale vengono espulsi gli ovociti; questi, portati a maturazione, danno luogo appena pronti all’ovulazione, che avviene circa 14 giorni circa dopo ogni ciclo mestruale; l’ovulo arriva nelle tube di Falloppio e potrebbe essere fecondato dagli spermatozoi o essere eliminato attraverso la perdita di un filamento simile a gelatina che parte dall’ovaio e fuoriesce dall’orifizio vaginale.

Come e quando si forma una cisti nell’ovaio?

Cisti nell'ovaioSembra emerso da una ricerca condotta in Inghilterra che le cisti nell’ovaio sono particolarmente ricorrenti in molte donne in età fertile non è calcolabile, mentre in menopausa il numero diminuisce radicalmente e la media si aggira intorno al 20%. Poche sono le donne ad avere sintomatologia particolare poiché spesso la cisti o le cisti sono silenti: 4 su 100 dichiarano di avere qualche sintomo; ciò dipende dalla tipologia delle stesse.
Le cisti possono dividersi in cisti funzionali, ossia dettate da un processo fisiologico e quindi innocue, silenti ed indolori, oppure cisti patologiche. In quest’ultimo caso andrebbe valutata la patologia: neoplasia benigna o maligna, endometriosi, conseguenze dell’ovaio policistico. All’interno delle cisti funzionali si possono collocare dei sottogruppi rappresentati da cisti follicolari, luteali e tecali:

  • si parla di cisti follicolari se l’uovo si forma nel follicolo e quando arriva a maturazione, dovrebbe rompersi il follicolo stesso per la normale conseguente ovulazione; talvolta c’è uno sbaglio o un’interruzione nel percorso consono e l’uovo rimane nel follicolo che si riempie di siero e causa le cisti follicolari. Il tutto viene risolto generalmente attraverso due o tre flussi mestruali.
  • cisti luteali: l’uovo che assume il nome di corpo luteo non si rompe e trattiene una serie di componenti fluidi incluso un po’ di sangue. Conseguente si assiste alla formazione di una cisti luteale.
  • cisti tecali si vengono a formare dalle cellule tecali che rappresentano il follicolo per una donna in gravidanza e sono prodotte dall’ormone tipico della gravidanza, la gonadotropina corionica.

E le cisti patologiche?

Le più frequenti cisti patologiche sono le cisti dermoidi ovvero tumori benigni formatisi nelle cellule già a livello embrionale ed è per tale ragione che l’esame al microscopio potrebbe far vedere capelli, frammenti di denti, di tessuti umani o ossei. Queste cisti possono diventare di grandi dimensioni e provocare alterazioni a livello ovarico o uterino; in tal caso, dopo la valutazione del problema, si decide l’asportazione chirurgica per evitare anche il bassissimo rischio che possano evolversi in maligne.
Hanno una forma tondeggiante di dimensione varia da pochi mm a diversi cm. Potrebbero presentarsi oltre che nell’ovaio anche nei reni, sul volto (già al momento della nascita), nelle ghiandole sebacee, nei testicoli ed infine nel sistema nervoso. Possono verificarsi sotto i 40 anni.
La chirurgia o meglio la laparoscopia è quella tecnica che permette di ricostituire la parte delle ovaie residua.
Altre cisti patologiche possono essere i cistoadenomi, un’altra patologia di neoplasia benigna caratterizzata dalla presenza molto liquido formato di acqua e muco nelle ovaie; solitamente di piccole dimensioni e non causano forti dolori o particolari disturbi.
Talvolta, se s’ingrandiscono potrebbero invadere il territorio dell’intestino o quello della vescica con la conseguente sensazione di indigestione o episodi di minzione più frequente del solito. Si verificano generalmente dopo i 40 anni. Endometriomi che come si può intuire sono provocati dall’endometriosi e si manifestano con cisti ovariche con raccolte ematiche.
Infine, abbiamo le patologie causate dall’ovaio policistico come la policistosi ovarica, che viene a crearsi a causa di uno squilibrio ormonale e ipofisario.

Come prevenire cisti nell’ovaio?

Non risulta vi sia una cura preventiva, ma è sempre preferibile seguire una vita sana evitando eccessi, stress fisici e psichici e recarsi annualmente ad eseguire i controlli ginecologici con l’aggiunta di un’ecografia pelvica o transaddominale soprattutto in assenza di sintomi. In caso di dolori, febbre, nausea o vomito, o di episodi, che voi non riuscite a giustificare, è opportuno rivolgersi quanto prima dallo specialista per scoprire la natura.

Cisti e gravidanza: è possibile?

Cisti nell'ovaio in gravidanzaSì è possibile avere un figlio, anche se con più difficoltà. Uno dei problemi principali, che potrebbe presentarsi è l’influenza della cisti sull’ovulazione ovvero quanto spazio occupa all’interno dell’ovaio, la tipologia di cisti e la posizione esatta della/e cisti.
Nel caso in cui l’ovulazione sia assente o molto irregolare, esistono terapie che possono indurre l’ovulazione; se in caso estremo questi metodi fallissero, c’è un semplice intervento laparoscopico con il quale si rimuove o un eventuale ricorso alla fecondazione assistita.

Se lo specialista lo ritiene opportuno, è possibile l’intervento in laparoscopia nel primo e nel secondo trimestre come anche nel terzo, ma solo in casi di emergenza assoluta: tra la 13 e la 16ma settimana, il periodo è delicato per l’intervento e potrebbe comportare qualche conseguenza sul feto anche se chirurgicamente è più facilmente eseguibile; nel secondo, la laparoscopia è una tecnica che richiede una maggiore esperienza da parte dell’operatore, ma il feto non subisce solitamente rischi. Infine nel terzo trimestre è sconsigliato qualsiasi tipo di intervento tranne in caso di emergenze.
È raccomandabile, soprattutto in presenza di cisti dermoidi di ampie dimensioni, provvedere alla rimozione attraverso un intervento più invasivo per via laparotomica prima di avere una gravidanza.

Si consiglia di seguire quanto suggerisce il ginecologo sia prima di una gravidanza sia durante per non incorrere a problemi maggiori.

 

FONTE: www.my-personaltrainer.it