Durante la gravidanza, i controlli dal ginecologo permettono di monitorare sia la salute della mamma e del feto che la posizione del nascituro nel grembo materno
Durante il parto, dopo l’espulsione della testa si procede con la fuoriuscita della spalla e del tronco. Tra le spalle e la testa passano circa 60 secondi e di solito non è richiesto nessun intervento da parte dell’ostetrico.
Se il tempo è più lungo, lo specialista ha bisogno di eseguire qualche manovra aggiuntiva, poiché è di fronte ad un problema di distocia alla spalla; è un’evenienza piuttosto rara, ma se capita, ci possono essere problemi sia per la mamma, che per il nascituro, talvolta irreversibili.
Distocia: perché si verifica?
Quando la testa del feto si posiziona sullo stretto superiore del bacino seguendo uno dei diametri obliqui alla pelvi, per un movimento di rotazione viene a trovarsi in un diametro antero-posteriore, più favorevole ad un suo disimpegno.
Nel tempo successivo, la testa, fuoriuscita dai genitali esterni compie una rotatoria di 45° per permettere alla spalla di disporsi secondo un diametro obliquo più favorevole per il disimpegno, la discesa e la fuoriuscita.
Se, però, non viene eseguito questo movimento rotatorio, la testa viene a trovarsi in posizione perpendicolare rispetto alla sinfisi pubica; di conseguenza, la spalla che si trova in posizione posteriore scivola sul promontorio, mentre quella di posizione anteriore si colloca al di sopra della sinfisi stessa.
Quali sono le condizioni che possono causare la distocia della spalla?
Quando l’ostetrico deve affrontare il parto di una donna con un feto macrosoma ovvero con un peso maggiore di 4-4.5 Kg, potrebbe avere delle difficoltà: infatti, il feto non riesce a muoversi e a girarsi come dovrebbe accadere e va valutato col passare dei secondi il modo migliore per eseguire il parto.
In alcuni casi, ed in particolare, nelle pazienti diabetiche il torace fetale è più grande rispetto alla testa, per il deposito di grasso intercostale o intorno all’addome; ne consegue che le donne diabetiche possono avere feti con distocia alla spalla.
Altre condizioni sono: l’obesità, un eccessivo aumento di peso in gravidanza (più di 15 kg), le donne di bassa statura, di età “matura” o infine nelle multipare.
Se si tratta di gestanti che appartengono alle categorie sopraindicate, non devono essere considerate a rischio preventivamente, ma vanno monitorate di più, per capire se al momento del parto hanno un’alta probabilità di avere un feto con distocia alla spalla, oppure, no.
Quali sono le possibili conseguenze sul feto e sulla madre?
Nel tentativo di forzare la fuoriuscita della spalla durante l’espulsione, una trazione eccessiva del collo potrebbe provocare una distorsione parziale o totale della spalla con conseguente blocco di una parte o dell’intero arto superiore.
Il parto dovrebbe essere il più veloce possibile, poiché altrimenti le conseguenze potrebbero essere anche molto gravi.
Quanto alle gestanti, si osservano alcune lacerazioni o lesioni nel canale del parto, problemi all’utero (fino alla rottura), emorragie nel post-partum ed infine danni agli sfinteri urinari e rettali.
E’ possibile prevenire la distocia della spalla?
Un modo per prevenire la distocia è la programmazione del giorno del taglio cesareo, specie se la donna è diabetica.
Un’altra forma preventiva è rappresentata dalla scelta del taglio cesareo in tutti i casi di feti di peso elevato, che andrebbe controllato per mezzo dell’ecografia.
Per una maggiore tranquillità, è opportuna un’attenta valutazione clinica del plesso brachiale (uno dei 6 plessi del sistema nervoso periferico).
Scegliendo il taglio cesareo, generalmente si evitano i rischi maggiori. Nonostante ciò, l’Associazione degli Ostetrici e Ginecologi Americani suggerisce di limitare il taglio cesareo, riservandolo solo alle donne con altissimo rischio di distocia fetale.
In altre parole, gli Americani invitano a ridurre il ricorso al cesareo, ma nello stesso tempo, suggeriscono di essere pronti ad affrontarlo, se è strettamente necessario per il bene della donna e del neonato.
La distocia della spalla è un evento raro e generalmente può accadere in determinate situazioni: alle donne diabetiche, obese o di bassa statura.
Se si verifica, le conseguenze potrebbero essere pericolose per la donna e per il feto; pertanto è preferibile, laddove possibile, fare prevenzione o adottare misure valide come il taglio cesareo.
Il suggerimento di anticipare il parto per evitare che il peso del nascituro sia inferiore non è di solito seguito, perché considerato poco conveniente.
Dal momento che la distocia della spalla potrebbe comunque essere imprevedibile, l’equipe deve essere sempre pronta a far fronte a tale emergenza. Alle operatrici della sala parto o sala operatoria si potrebbe consigliare di frequentare sedute teoriche-pratiche di training con simulazioni.
La consultazione dei genitori ed in particolare tra la mamme e lo specialista è fondamentale ed è finalizzata a decidere quali misure seguire e quali provvedimenti prendere, in caso si dovessero presentare dei fattori rischio per la distocia della spalla. I medici hanno il dovere di informare la paziente e di concordare l’eventuale taglio cesareo, pienamente consapevoli che non vi sia alcuna alternativa.
Fonte:
Ginecologia ed Ostetricia a cura di Pescetto-De Cecco