Con l’avvento delle più moderne tecnologie, attualmente è possibile effettuare esami un tempo nemmeno ipotizzabili. I ginecologi, grazie all’aiuto di tecnici o angiologi riescono ad individuare patologie o disfunzioni con una maggiore precisione senza che le pazienti debbano subire interventi particolarmente invasivi o dolorosi.
Ma di cosa stiamo parlando in questo caso? Ebbene stiamo per analizzare l’uso e l’importanza dell’ ecocolordoppler in ginecologia.
Ecocolordoppler ginecologico: in cosa consiste
E’ un esame che viene effettuato per controllare l’utero, le ovaie, le tube e l’endometrio. Si utilizza un ecografo più sofisticato di quello normalmente usato fino ad oggi che consente di individuare eventuali “ospiti” o “intrusi” anche molto piccoli che misurano appena 1 o 2 mm. Viene altresì misurata la corretta vascolarizzazione a livello genitale delle eventuali masse.
Si riesce così a prevedere un’eventuale sviluppo nel tempo, la velocità di accrescimento e la loro natura.
Si rivela utilissimo nella diagnosi di sterilità o di tendenza all’involontaria interruzione di gravidanza.
E’ diverso dall’esame ecografico tridimensionale o in 3D e costituisce una sua integrazione. Dopo che il ginecologo riesce a stabilire il volume e l’esatta dimensione degli organi esaminati attraverso l’ecografo, con questo secondo esame si può capire meglio se le vene o le arterie dell’apparato genitale funzionano come dovrebbero oppure incontrano qualche piccolo ostacolo o infine se qualche vaso periferico è ostruito.
Ecocolordoppler ginecologico quando si può eseguire?
Può essere effettuato in qualsiasi periodo incluso durante il ciclo mestruale, in menopausa o in post-menopausa.
Solitamente si effettua per via endo-vaginale attraverso una sonda che viene appoggiata sul collo dell’utero. Si tratta di un esame che ha una durata di circa 20 minuti al massimo durante il quale la donna viene invitata ad osservare su un monitor le immagini dell’apparato che la sonda invia allo specialista; attraverso le immagini il ginecologo dovrebbe dare tutte le spiegazioni rispondendo anche ai vari quesiti o dubbi che la paziente potrebbe avere. E’ consigliabile perché non ha effetti collaterali, è veloce ed anche indolore.
Ecocolordoppler ginecologico: in quali casi si consiglia?
Generalmente se al ginecologo vengono riferiti problemi addominali, problemi di spotting (perdite ematiche al di fuori del ciclo o lontani da esso difficilmente spiegabili), una sensazione di peso o gonfiore a livello pelvico ed una significativa irregolarità del ciclo mestruale (per esempio nei casi di amenorrea, dismenorrea etc).
Va aggiunto che è preferibile sottoporsi a questo esame, come consigliato dai ginecologi- anche se lo specialista individua o diagnostica attraverso la palpazione eventuali cisti ovariche, fibromi o polipi uterini, per poter intervenire in modo tempestivo tramite terapia farmacologica o qualora non si avesse la giusta risposta anche chirurgicamente per esempio tramite laser.
E’ utile anche nella prevenzione nelle donne in età fertile, nel calcolo del timing dell’ovulazione ed infine in menopausa.
Anche per quanto per quanto riguarda i problemi ostetrici l’ ecocolordoppler è molto importante perché permette di controllare la regolare crescita fetale e il comportamento placentare.
I ginecologi-ostetrici possono diagnosticare, in base all’età gestazionale i cosiddetti FGF (fetal growth restriction) e lo IUGR (intra-uterine growth-restriction) ossia un ritardo di crescita fetale o intrauterino.
In caso di rilevamento di tali problemi, andrebbero studiate le cause ovvero andrebbero valutate se vi sono cause di origine materna o fetale.
Tra le prime sono da menzionare:
problemi dovuti ad alcool, fumo, droga o farmaci,
- problemi dovuti a grave anemia,
- cattiva alimentazione,
- cardiopatie o malattie renali,
- diabete che si ha prima della gravidanza,
- celiachia,
- anomalie morfologiche a livello uterino,
- placenta previa,
- infezioni date per esempio da citomegalovirus o da toxoplasmosi.
Tra le seconde relative al feto, l’elenco è piuttosto corto:
- problemi a livello placentare,
- problemi genetici o di natura cromosomica,
- più di un feto,
- anomalie congenite.
In sintesi questo esame si rileva indispensabile soprattutto nei casi di gravidanze complicate o apparentemente complicate poiché vengono monitorate le madri e controllati i feti. E’ essenziale anche perché le immagini corredate da ulteriori esami aiutano gli specialisti a effettuare diagnosi precise e a prepararsi a seguire le pazienti nel modo migliore.
Fonte:
Eco-color doppler. Applicazione clinica a cura di Pozniak Miron Allan, 2015