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Gravidanza in dialisi: avere un figlio non è impossibile

La gravidanza in dialisi non è più un tabù.

Come si legge o si sente raccontare da alcune donne, il desiderio di un figlio anche in donne che sono costrette a fare la dialisi è molto forte. In base agli studi più recenti pare che la gravidanza sia difficile, ma non impossibile; soprattutto dopo aver subito un trapianto renale.
È facilmente presumibile che un rene nuovo e sano faciliterebbe la gestazione, ma, con le dovute consulenze ed accurati controlli dal ginecologo, dal nefrologo o eventuali altri specialisti, le donne dovrebbero essere messe nelle condizioni di poter affrontare una gravidanza “a rischio”, come tutte le altre gravidanze appunto definite a “rischio”.

Gravidanza in dialisi: indagine di base

gravidanza in dialisi copertinaIn base ad un’indagine statistica, i bimbi nati da mamme dializzate possono trovare più problemi di sopravvivenza rispetto a quelli nati dopo trapianto di rene: su 23 donne, i bimbi sani dopo il parto, anche se lievemente sottopeso, sono ben 20, di cui 19 nati prima del tempo; i bimbi nati da donne che hanno subito un trapianto sono nati senza particolari problemi e con un peso più o meno nella norma.
Pur considerando che la natività è possibile, andrebbe detto che rispetto alle madri senza patologie la mortalità dei neonati o dei feti in donne sottoposte a dialisi è molto più alta; così come, fra le donne trapiantate e le donne prive di problemi, quest’ultime hanno una probabilità quasi 10 volte superiore, rispetto alle trapiantate, di avere figli che sopravvivono e si sviluppano.

Gravidanza in dialisi: quali rischi per le donne?

Per le gravidanze in dialisi sembra che alle donne sia consigliato di posticipare la gravidanza a dopo il trapianto, visto l’alto rischio di perdere un bambino o di avere complicanze tali che non aiutano i neonati a sopravvivere a lungo. Per tali ragioni vi sono medici, e pubblicazioni, in cui le donne vengono scoraggiate ed invitate ad aspettare. Forse anche perché la dialisi influisce sulla fertilità e rende il concepimento più difficile; ma se si riesce nell’intento, vale la pena affrontare la gravidanza stessa.
In effetti, negli ultimi anni sia in Italia che altrove sono stati individuati casi in cui la gravidanza ha avuto successo e in cui i figli sono felicemente nati e cresciuti sani. Si è riscontrato un aumento di concepimenti con esito positivo: se nel 1970 la percentuale era inferiore all’uno, dal 1980 già si era raddoppiata a più del 2% fino ad arrivare ai giorni nostri a quasi il 10%. Inoltre più del 50% dei feti raggiunge il normale sviluppo ed accrescimento e dunque si potrebbe concludere che il problema relativo alla diminuzione della fertilità è decisamente ridotto.
Una volta ottenuto il concepimento, per raggiungere con più tranquillità l’obiettivo, è opportuno controllare da vicino, con esami ematici e dell’urina, i livelli dell’urea, del fosfato, del bicarbonato, della calcemia ed infine dell’anemia. A questi è consigliabile il controllo regolare della pressione arteriosa, nonché l’assunzione della giusta dose di alcune sostanze e in particolare folati e proteine, per garantire una buona nutrizione al feto.
È innegabile che vi sia il rischio di preeclampsia ovvero di ipertensione, di parti prematuri, di neonati sottopeso o con altri problemi. È importante pertanto che la donna si sottoponga ad emo-dialisi, secondo prescrizione e consiglio del nefrologo, e assuma particolari farmaci che la aiutino a migliorare le condizioni generali di salute ed evitino conseguenze sui nascituri.

Gravidanza in dialisi: quali sono gli effetti collaterali provocati dalla dialisi?

Tra le conseguenze più frequenti causati dalla dialisi abbiamo un abbassamento della pressione – tranne in gravidanza, quando succede il contrario -, poiché con la dialisi può avvenire uno scambio di liquidi irregolare: i liquidi potrebbero essere somministrati in eccesso o in difetto ed andrebbero regolati i macchinari.
Se si è ipertesi, e si prendono farmaci per curarla, va riferito allo specialista che suggerirà come presentarsi il giorno della dialisi. Un altro effetto è la nausea, comune sia alle donne in gravidanza sia alle altre, o il vomito; c’è la possibilità di evitare anche questo, assumendo farmaci adeguati.
Gravidanza in dialisi foto articoloUn’altra conseguenza la subisce la pelle, che diventa molto secca poiché si perdono liquidi;  si può trovare sollievo usando saponi e creme particolarmente delicate ed idratanti, nonché evitando di fare docce o bagni con acqua troppo calda.
Anche i muscoli degli arti inferiori vengono a perdere la loro elasticità e si prova un senso di debolezza o “fiacca”. Se viene informato il medico, si potrà avere una diagnosi di mancanza di qualche vitamina e si potrà ricevere il consiglio di prendere qualche multivitaminico a base di vitamina B.
Infine, un’ultimo problema potrebbe essere la comparsa e la ricomparsa di dolori fastidiosi a causa di crampi muscolari; vengono consigliati movimenti di streching ed impacchi caldi per alcuni minuti.
Ad ogni buon conto è essenziale comunicare allo specialista che vi recate regolarmente a fare la dialisi e descrivere ogni effetto collaterale dovesse comparire.

Gravidanza in dialisi: conclusioni

La ricerca scientifica più recente ha ridato molte speranze a molte future mamme o donne con problemi di dialisi o di trapianto renale desiderose di maternità. È importante sottolineare che il desiderio può essere sempre più esaudito, anche se non proprio al 100% soprattutto in donne sottoposte a dialisi. Risulta comunque incoraggiante il dato secondo cui le donne che subiscono un trapianto di rene possono concepire e portare avanti una gravidanza con un’alta probabilità di dare alla luce figli sani.
È raccomandabile comunque eseguire controlli regolari e ravvicinati, ascoltando i suggerimenti di ginecologi e nefrologi.

 

Fontehttp://ndt.oxfordjournals.org/