Perdita di urina o incontinenza urinaria: un problema abbastanza frequente, che affligge in modo maggiore il sesso femminile. Potrebbe iniziare già a partire dai 40 anni ed è praticamente presente in 1 donna su 2 durante la senilità.
Cos’è l’incontinenza urinaria?
Si tratta della perdita inconsapevole ed incosciente di urina, durante il giorno o la notte e in qualsiasi momento della giornata al di fuori della minzione (quando si fa la pipì). Questo disturbi si deve ad un’alterazione anatomica o funzionale dei meccanismi nervosi o muscolari che presiedono alla chiusura dell’uretra.
Quali tipi di incontinenza esistono?
Ci sono tre tipi di incontinenza urinaria:
- incontinenza da sforzo: la pressione addominale, a causa di uno sforzo, aumenta e ciò determina la perdita di urine. Si può avere talvolta dopo colpi di tosse, salti, una risata, una corsa ed alcuni esercizi in palestra (sollevamento pesi, attrezzi); se l’incontinenza da sforzo si verifica in un uomo potrebbe dipendere da interventi chirurgici alla prostata, da lesioni a livello dei nervi o da problemi allo sfintere. Ad una donna, l’incontinenza da sforzo potrebbe insorgere incontinenza da sforzo nei casi di gravidanza complicata, obesità o infine dagli effetti collaterali di alcuni farmaci.
- incontinenza da urgenza: non è tutto del chiaro il motivo da cui ha origine questo tipo di incontinenza, ma sembra che si verifichi quando il soggetto soffre di “vescica iperattiva”; stimolata da contrazioni muscolari involontarie spontanee o sollecitate, nel momento in cui la nostra vescica si riempie. In questo caso i pazienti non riescono a trattenersi nonostante vi sia un bagno nelle vicinanze. Se il soggetto ha bisogno di urinare più di 7 volte, l’urgenza è una sindrome da urgenza-frequenza.
- incontinenza da rigurgito: la vescica si riempie più di quanto potrebbe e poi non riesce a liberarsi. Perché si verifica ciò? Non è facile rispondere, ma, si attua quando lo sfintere, a causa della pressione non riesce a svuotarsi in mancanza della sensazione di stimolo o a causa di malattie neurologiche. Superata la resistenza dell’uretra dell’uretra l’urina trabocca.
Quali sono le cause ?
Accennando all’anatomia, è bene sapere che la vescica è adagiata sul pavimento pelvico (la struttura che sostiene tutti i visceri addominali) che presenta 3 hiatus (forami a partire dall’avanti all’indietro: 1 attraversato dall’uretra, 1 dalla vagina, 1 dal retto).
La vescica possiede inoltre dei sistemi di fissazione rappresentati dai legamenti pubo e retto vescicali. Il meccanismo di chiusura dell’uretra è affidato a 2 sfinteri, dei quali uno è sotto il controllo della volontà. Quando il forame di transito dell’uretra si allarga, la parte inferiore della vescica si incunea e scende più in basso del pavimento pelvico; poi le bretelle di sospensione si allentano e l’ernia vescicale non contrasta più la pressione proveniente dall’addome.
E dunque le cause dell’abbassamento? Uno degli svantaggi del genere umano, che si alzato in posizione eretta, è rappresentato dal maggior peso dei visceri addominali sul pavimento pelvico. L’etnia bianca è più predisposta a questo peso eccessivo dell’etnia africana o afro-americana, in cui è presente una maggiore curvatura della colonna lombare.
L’obesità, la sedentarietà, il lavoro gravoso, il fumo, la stitichezza, la bronchite cronica rappresentano fattori che favoriscono l’insorgere dell’incontinenza.
Altre cause da menzionare sono:
a) la gravidanza, in particolare il parto vaginale (spontaneo) che sottopone ad uno sforzo notevole il pavimento pelvico, con conseguente difficoltà alla restitutio ad integrum nel puerperio (periodo di convalescenza subito dopo la gravidanza);
b) la menopausa caratterizzata dall’assenza degli estrogeni che svolgono un ruolo essenziale ed ausiliario alla continenza delle urine, garantendo la vascolarizzazione ed il trofismo (tonicità) delle mucose genitali. Via via che si procede con gli anni, oltre a qualche capello bianco, gli effetti degli estrogeni si perdono ed aumenta inevitabilmente il numero dei casi di incontinenza.
Come si diagnostica l’incontinenza ?
È opportuno recarsi dallo specialista, urologo o ginecologo, quando si nota una perdita involontaria di urina durante un qualsiasi quotidiano sforzo sollevamento delle buste della spesa, l’asta per salire sull’autobus, un colpo di tosse, uno starnuto.
Durante la visita il ginecologo o l’urologo stimola l’urina, facendo1010 fare un piccolo sforzo alla paziente ed osserva ciò che succede: di solito vede che la perdita di urina è il più spesso associata ad una discesa della parete vaginale anteriore (prolasso) più o meno pronunciata a seconda dell’entità.
Quali esami occorrono per la diagnosi corretta?
L’uro-ginecologo inizia col più semplice esame delle urine, per escludere un’eventuale infezione e l’associa ad una urinocultura, per analizzare un’eventuale presenza elevata di batteri. Si procede poi con la cistoscopia, per analizzare le pareti dell’uretra e della vescica; una volta fatto questo esame si va avanti con esami radiologici specifici escludendo patologie renali ed infine si conclude con l’esame per la valutazione urodinamica del funzionamento minzionale.
Dopo aver stabilito il funzionamento minzionale viene applicato in vescica un catetere, munito di diversi sensori e si riempie gradualmente la vescica con soluzione fisiologica chiedendo alla donna quando sente il bisogno di urinare per scoprire la distensibilità della vescica. I sensori serviranno ad evidenziare le contrazioni involontarie del muscolo vescicale, responsabile dell’urgenza di urinare; il tutto viene registrato in un grafico per stabilire la forza di espulsione dell’urina. Fatta la diagnosi, sono varie le possibili cure.
Le cure per l’incontinenza urinaria.
Premettiamo che la cosa principale è uno stile di vita più adeguato: una dieta corretta per combattere il sovrappeso, un’attività fisica tranquilla e moderata, una radicale riduzione del fumo (meglio smettere di fumare), limitare sostanze o cibi eccitanti (caffè, the, pepe e peperoncino). Risulta utile regolare l’attività del nostro intestino, curare le infiammazioni bronchiali, riabilitare con esercizi il pavimento pelvico (esercizi di Kegel).
Si può scegliere comunque la fisiokinesiterapia, il bio-feedback (giova alla sindrome della vescica iperattiva – incontinenza d’urgenza), con una stimolazione elettrica dei muscoli.
In alternativa a tutto ciò l’Ente Americano di controllo dei farmaci ha approvato l’uso del Botox (la tossina botulinica), finalizzato a bloccare le sostanze chimiche che trasmettono alla vescica l’impulso di contrarsi in modo involontario.
Se queste terapie e cure non dovessero essere sufficienti esiste sempre la chirurgia.
Importante è che una soluzione possa trovarsi se non altro per alleviare i fastidi o eliminarli completamente. Attenzione quindi a qualche spia: appena si accende un qualche dubbio di incontinenza urinaria, recarsi da urologi o ginecologi è la cosa migliore da fare.
Fonte
www.farmacoecura.it