Categorie
Ginecologia e Ostetricia

Diagnosi di infertilità femminile

Perché non farsi qualche domanda, perché non provare a capire un po’ meglio la propria situazione in caso di problemi di infertilità femminile? “Ma se volessi diventare mamma, posso sapere in tempo per provvedere e risolverli? Quando mi dovrei rivolgere al ginecologo?”.

Se sono passati almeno due anni durante i quali si è provato a concepire e non si è riusciti ad ottenere quanto si desiderava, non scoraggiatevi, ma rilassatevi parlandone allo specialista e aiutandolo a formulare una diagnosi.

Infertilità femminile: quale deve essere il percorso diagnostico?

infertilita femminilePremettiamo che alcune delle indagini talvolta effettuate sono più efficaci ed indicative, altre meno e il più spesso vengono sostituite con altre. Prima di iniziare qualsiasi tipo di test o esame diagnostico è indispensabile recarsi dallo specialista.

Durante il mese dopo 14 giorni avviene o dovrebbe avvenire l’ovulazione e la donna produce quell’uovo che sarà fecondato dallo spermatozoo. L’anovulazione o l’assenza di ovulazione costituisce uno delle cause dell’infertilità femminile. Cosa fare allora ?

Infertilità femminile: gli esami sono necessari

Gli esami necessari che in genere vengono prescritti in caso di infertilità femminile dallo specialista sono:

  • la biopsia endometriale,
  • la valutazione del muco cervicale,
  • la temperatura basale,
  • il post-coital test.

Le indagini in laboratorio servono per:

1) studiare l’ovulazione e la fase luteale che ad essa segue;

2) studiare i disordini ovulatori;

3) effettuare la valutazione del patrimonio ovocitario.

Infertilità femminile e studio dell’ovulazione e della fase luteale

Se la donna ha un ciclo, il 90% dei cicli avrà un’ovulazione seguita dalla fase luteale fisiologica. L’Istituto Nazionale per l’Eccellenza clinica (NICE) consiglia di richiedere il dosaggio del progesterone dopo 21 gg dal ciclo.

Per lo studio dell’ovulazione e della fase luteale, esistono dei semplici test fattibili a casa, i cui risultati daranno informazioni sul periodo di massima fertilità; l’unico problema è il costo piuttosto elevato.

L’alternativa è sentire i suggerimenti del ginecologo su quando è meglio avere un rapporto sessuale.

Per esempio se una donna ha un ciclo di 28gg, ogni 28gg è preferibile avere il rapporto tra il 12mo e il 14mo giorno dal primo giorno del ciclo mestruale. Se, invece, il ciclo è ogni 26 gg, 1 o 2 rapporti dovranno avvenire tra il 10mo e il 12mo giorno.

Il calcolo si effettua sottraendo 14 gg al ciclo più lungo e più breve.

Dal momento che tutti questi calcoli potrebbero influire sulla sessualità e sulla sfera psicologica è raccomandabile una certa elasticità e delicatezza.

Infertilità femminile e disordini ovulatori

L’irregolarità mestruale porta inevitabilmente a disordini ovulatori. Cosa fare in questo caso?

A questo punto le donne dovrebbero essere sottoposte ad indagini di tipo endocrinologico controllando in particolari giorni l’FSH (Ormone Follicolo Stimolante), l’LH (l’ormone che porta allo scoppio del follicolo), la prolattina, l’estradiolo (ormone prodotto dal follicolo) e il TSH (ormone tiroideo, ovvero il direttore d’orchestra).

E’preferibile eseguire tale controllo del dosaggio il terzo giorno del ciclo, mentre il progesterone è richiesto 7 giorni prima della data presunta del ciclo mestruale.

Valutazione del patrimonio  ovocitario

Una volta effettuate le analisi i risultati determineranno una determinata classificazione definita dall’Istituto Superiore della Sanità:

  • donne con difetto di produzione FSH, LH o dell’ipotalamo (ipogonadismo),
  • donne con normale sviluppo di gonadotropine (normogonadismo),
  • donne con eccesso di produzione (ipergonadismo).

A complemento del dosaggio è raccomandato il ricorso ad indagini biochimiche; in caso di sovrappeso va controllato il livello di glicemia o di insulinemia.

Infertilità femminile: altri esami diagnostici

infertilita femminile esamiAltri esami diagnostici che si possono effettuare sono l’ecografia transvaginale o pelvica, che potrebbe far emergere problemi morfologici a livello ovarico (gli esperti consigliano di effettuare l’ecografia entro il sesto giorno del ciclo per individuare eventuali malformazioni o patologie endometriali).

Un altro esame è l’isterosonografia finalizzata ad un’indagine approfondita dell’utero.

Anche l’ecografia in 3D può fornire ottime risposte per la diagnosi di infertilità femminile.

Concludendo, il percorso diagnostico essenziale che deve essere percorso per poter diagnosticare l’infertilità femminile in una coppia infertile è piuttosto complesso.

Tuttavia esistono delle indagini mirate allo studio dell’ovulazione, all’esame della morfologia delle ovaie, all’esclusione che vi sia endometriosi o al contrario all’individuazione della presenza di questa patologia.

E’importante sapere che attualmente i test diagnostici sono sempre più attendibili e che l’infertilità femminile si aggira al 15-20%; è possibile, dunque, sostituire quelli più obsoleti con altri sempre più mirati al raggiungimento dei risultati soddisfacenti.

Fonte:

Infertilità umana, a cura di Sala ed altri, 2014.