Come è bello farsi massaggiare! Rilassa e la pesantezza degli arti inferiori quasi scompare. Esistono diversi tipi di massaggio finalizzati a diversi scopi: per far dimagrire e rassodare, per far rilassare, per curare problemi di cervicale e per migliorare la circolazione sanguigna e linfatica.
Analizzando i massaggi di linfodrenaggio scopriremo in cosa consistono, perché e come si possono fare, così come a chi potrebbero essere utili.
Linfodrenaggio: un pò di storia…
Il linfodrenaggio è una tecnica inventata poco prima della metà del 1900, ovvero tra il 1930 e il 1940 da una coppia di biologi e medici danesi, i coniugi Vodder, che furono i pionieri della linfologia.
Durante la loro esperienza in ospedale, osservarono che nei pazienti affetti da forte raffreddore o influenza comparivano dei grossi linfonodi a livello del collo e sotto le orecchie. Così ebbero un’intuizione che li portò ad esercitare i primi massaggi atti a far ripartire la circolazione linfatica nei linfonodi.
Fu in seguito deciso di introdurre questa metodologia nell’ospedale di Parigi e di lì si è poi diffusa in tutto il mondo.
Cosa si intende per linfodrenaggio?
Il linfodrenaggio chiamato anche DLM ovvero drenaggio linfatico manuale si avvale di due metodologie basate su due o su quattro fasi.
I fattori comuni sono comunque 2:
- il movimento delle mani parte dai linfonodi del tronco per poi spostarsi verso gli arti inferiori;
- la pressione durante il massaggio deve essere regolata per evitare si formino arrossamenti o si provochi dolore.
Le differenze consistono sia nel numero delle fasi che nella direzione dei movimenti:
- a cerchio sul viso, collo e linfonodi superiori;
- movimento con il palmo un pò più curvo che segue i lineamenti soprattutto dei fianchi;
- movimento a spirale con tocchi in punti precisi nelle zone del petto, del ventre e della schiena;
- la direzione del palmo della mano è dall’esterno verso l’interno, mentre quella del pollice segue la circolazione linfatica.
Se il fisioterapista preferisce utilizzare due manipolazioni, soprattutto considerando la patologia (ad esempio ritenzione), procederà prima nelle zone a valle per ristabilire il giusto drenaggio e poi nelle zone dove trova ritenzione, rappresentata dal gonfiore (il più spesso caviglie ed arti inferiori).
Se poi si vuole che l’effetto abbia una durata più lunga, nell’intervallo tra una seduta ed un’altra è possibile utilizzare fasce elastiche che impediscano il ristagno o calze a compressione. E’ consigliata anche una specifica ginnastica da eseguire anche da soli che prevede, in caso di problemi agli arti inferiori, movimenti del piede (poggiare il piede per terra premendo sulle dita dei piedi, sollevare il tallone e ripetere il movimento dal basso all’alto 10 volte ogni giorno).
Se, invece, i problemi riguardano le braccia o il collo, vanno mosse le dita delle mani o il palmo servendosi eventualmente di una pallina morbida, fabbricata a tale scopo.
Un altro suggerimento è quello di bere molti liquidi o bevande drenanti.
Perché e quando il linfodrenaggio può essere utile?
Il linfodrenaggio è utile sia a scopo preventivo che curativo: viene per lo più suggerito per prevenire la comparsa di edemi in qualsiasi zona del corpo.
Esistono diversi edemi, poiché possono formarsi a seguito di patologie come insufficienza cardiaca o renale, o per motivi non conosciuti (edemi idiopatici).
Quando non è nota la causa e si è in assenza di particolari patologie, l’edema potrebbe derivare dal caldo eccessivo, dallo stress o dalla stanchezza.
Non si esclude l’eventualità che possano comparire edemi durante il ciclo mestruale o causa della cellulite, o se si assume la pillola anti-concezionale o farmaci contenenti ormoni, o infine durante la gravidanza.
Nel caso in cui gli edemi siano provocati da una qualsiasi malattia o da elementi conosciuti e diagnosticati, il linfodrenaggio va fatto, seguendo l’indicazione dello specialista ossia del cardiologo, dell’angiologo o del ginecologo.
Negli altri casi, il linfodrenaggio può essere svolto con maggiore tranquillità.
Quando e come si può eseguire il linfodrenaggio in gravidanza?
Come potrà suggerirvi anche il vostro ginecologo, il linfodrenaggio andrebbe iniziato a partire dal terzo mese finito (alla 12ma settimana almeno), poiché i primi tre mesi sono delicati sia per te che per il feto che deve svilupparsi.
Dopo il terzo mese, invece, il linfodrenaggio può essere efficace ed utile a prevenire la formazione di ristagno dei liquidi, a rinforzare i fragili capillari femminili sottoposti a dilatazione e soggetti talvolta a piccole e frequenti rotture anche se irrilevanti con l’andamento della gestazione.
Il fisioterapista potrebbe, visitando la donna, trovarsi edemi in più punti: in tal caso sarebbe preferibile suddividere il massaggio in più sessioni limitandosi al riassorbimento dei singoli edemi uno per volta, separando quelli superiori da quelli inferiori.
Il trattamento è di solito prolungato per più di un mese con due sedute settimanali per avere un maggiore beneficio.
E’ importante operare a livello del collo per raggiungere attraverso il pompaggio (termine tecnico con il quale si definisce l’operazione del fisioterapista) una situazione per cui la respirazione e la deglutizione siano favorite e si evitino le sensazioni di soffocamento.
Uno è il punto più strategico, ed è chiamato “terminus”, si trova nella fossetta al di sopra della clavicola: è questa un’importante stazione, nella quale devono avvenire massaggi o manovre finalizzate allo scarico.
Ovviamente, mentre che si scende verso l’addome, il movimento delle mani deve essere delicato ed adeguato anche per evitare di aggravare eventuali problemi di stipsi; anzi, al contrario va facilitata la motilità intestinale. Stessa cautela andrà seguita per gli arti inferiori.
Ci sono controindicazioni al linfodrenaggio?
Forse talvolta sarebbe meglio farlo con cautela come per esempio se si hanno problemi di ciclo mestruale, cisti ovariche, ovaio policistico; infine andrebbe fatto passare il tempo necessario (circa sei mesi) dopo un taglio cesareo prima di fare il linfodrenaggio.
Per essere controindicato e sconsigliato le pazienti dovrebbero soffrire per patologie croniche gravi (per es. la tubercolosi) o avere delle neoplasie benigne o maligne che siano.
Concludendo, il linfodrenaggio è una tecnica particolare inventata verso la metà del XX secolo da due medici danesi.
Si è rivelata particolarmente efficace per curare alcune patologie, per alleviare i dolori dovuti a ritenzione idrica e gonfiori, per riequilibrare la circolazione linfatica. Può essere eseguito in gravidanza a partire dal terzo mese con particolare attenzione in caso di formazione di edemi in tutto il corpo.
Rare sono le controindicazioni, in quanto il linfodrenaggio è sempre raccomandabile tranne nei casi di ciclo doloroso durante lo stesso, di problemi ovarici, di natura cronica e/o neoplastici.
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