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Ginecologia e Ostetricia

Infertilità immunologica: non riesci ad avere figli col partner?

Infertilità immunologica è quando sono presenti nelle vie seminali maschili e femminili anticorpi che impediscono l’incontro tra l’uovo e gli spermatozoi. Poiché esiste l’impossibilità di rilevare anticorpi antiovociti, gli specialisti preferiscono orientarsi verso l’individuazione degli anticorpi antispermatozoo che eventualmente appaiono nel liquido seminale. Tuttavia si può ricercare sia nel muco cervicale che nel liquido seminale maschile il fattore immunologico.

Va precisato che il sistema immunitario è formato da cellule immunitarie e da prodotti cellulari (citochine) e tra queste ultime, due in particolare sono veicolo sia di infertilità, sia dell’insuccesso tramite l’impianto dell’embrione e sia infine delle interruzioni involontarie di gravidanza: le cellule CD56 (cellule Natural Killer), generano citochine tossiche quali il Fattore di Necrosi Tumorale (?TNF) alfa e le cellule CD19; queste portano alla formazione di anticorpi contro gli ormoni, come quali la gonadotropina corionica umana (hCG), il progesterone, e simili.

Infertilità immunologica: nella donna quale esame si può fare?

Infertilità immunologica foto copertinaA questo proposito va premesso che esistono diverse indagini possibili e si inizia generalmente con il post-coital-test. In cosa consiste? Quando la donna inizia a vivere il periodo più vicino all’ovulazione e quindi nota la comparsa di un muco filante e gelatinoso, viene invitata ad avere un rapporto sessuale entro 6 o 12 ore fino ad un massimo di 24.
Dopo aver avuto l’incontro con il partner dovrebbe recarsi dal ginecologo che preleverà quanto contenuto in vagina; una volta eseguito il prelievo, lo specialista lo pone su un vetrino per analizzarlo al microscopio. Se il test mostra che nel muco si muovono circa dai 6 ai 10 spermatozoi, la coppia non dovrebbe avere problemi; se, al contrario, gli spermatozoi sono fermi si sospetta un fattore immobilizzante nel muco della donna e quindi si ipotizza la causa dell’infertilità.
La diagnosi va confermata con un altro test, ovvero il test di penetrazione attraverso il quale si inseriscono nel muco di un’altra donna o di un bovino per studiare la loro motilità. Oltre al muco cervicale, gli anticorpi possono trovarsi nel sangue, nel fluido uterino o all’interno del follicolo ovarico.

Infertilità immunologica: perché nella donna si formano questi anticorpi?

L’ipotesi più accreditata è la comparsa di infezioni a livello genitale, ma le cause potrebbero aumentare. Mi riferisco a traumi o lesioni nella zona genitale, che possono scatenare un’iperproduzione anticorporale e quindi una reazione incrociata verso gli antigeni; gli anticorpi antispermatozoi potrebbero far pensare anche ad altre malattie sistemiche o patologie associate autoimmunitarie ma non necessariamente localizzate a livello genitale.

Perché nell’uomo?

Le cause sono piuttosto simili poiché si parla di infezioni, traumi ma anche di interventi chirurgici alle vie seminali: si chiamano anticorpi spermagglutinanti o spermaimmobilizzanti. Si individuano nel liquido seminale, nel sangue e nelle vie eiaculatorie.
Tra le cause se ne possono elencare altre che possono comportare la rottura del meccanismo fra i testicoli e il sangue:

– criptorchidismo (testicolo ritenuto)
– torsione del testicolo
– biopsia dei testicoli
– cancro dei testicoli
– varicocele
– assenza congenita del canale deferente

Quali le soluzioni possibili per affrontare il problema?

Il cortisone e la ciclosporina, anche a dosaggi elevati non hanno comportato alcun vantaggio; l’inseminazione uterina quando c’è ostilità del muco cervicale non ha dato fino ad ora risultati sperati. L’alternativa a quanto detto potrebbe essere il lavaggio del liquido seminale e l’introduzione dello stesso in vagina una volta “lavato”. Comunque, nei casi di anticorpi antispermatozoi sia nella donna che nell’uomo, esiste un’iniezione dello spermatozoo nel citoplasma dell’ovulo femminile (ICSI); in questo caso i risultati sono migliori ed è la tecnica più consigliata alla coppia. Va aggiunto che molto viene favorito dall’età della donna che, se compresa fra 25 e 35 anni, presenta una percentuale di gravidanza pari a circa il 30% ad ogni tentativo.

Conclusioni

Al momento non ci sono evidenze cliniche tali da dimostrare che l’infertilità da fattore immunologico possa essere considerata un’entità a sé, né vi sono evidenze di tipo scientifico sull’attendibilità dei tests diagnostici utilizzati per la ricerca di anticorpi antispermatozoi. C’è infine chi ritiene che l’infertilità immunologica di coppia possa essere associata a diversi fattori.
Il management di una coppia affetta da sterilità, altrimenti inspiegata, propone il ricorso a tecniche di fecondazione assistita dando preferenza alla FIVET, ossia alla fertilizzazione in vitro che si avvale del prelievo degli ovuli femminili e del trasferimento in utero degli embrioni.

 

Fonte: Infertilità umana, a cura di Giovan Battista La Sala, 2014