Invecchiamento femminile: gli anni passano, e non c’è modo di fermare o rallentare il tempo.
Dal momento che questo lo si sa, sta a noi accettarlo e prevenire nel migliore dei modi l’inevitabile destino che ti porta dall’infanzia all’adolescenza e dalla maturità alla senilità.
Qualche capello bianco, peluria incanutita, ossa un po’ scricchiolanti, comparsa di qualche ruga quà e là, borse sotto gli occhi più evidenti, la mente non più elastica come quella di un bambino, desiderio sessuale che subisce alti e bassi, sbalzi di umore più frequenti… Che si fa?
Invecchiamento femminile e osservazioni sulla femminilità
Ebbene, con il passare degli anni si assiste ad una graduale perdita della femminilità: è stato calcolato che il processo inizierebbe tra i 45 e i 50 anni ed è un periodo di tempo durante il quale la donna quasi non se ne rende conto perché è il quinquennio più lento e più dolce.
La velocità tende ad aumentare dopo i 50 anni fino ai 60 ed ancor di più oltre i 65, età in cui si è considerati anagraficamente “anziani” (biglietti a costi ridotti nei cinema, nei teatri e nei musei ed altre facilitazioni…) e bisogna sfruttare tutte le occasioni, poiché è l’aspetto positivo di essere anziani quello di essere destinati a maggiori attenzioni.
Quanto al nostro metabolismo, piano piano viene a rallentare la produzione ormonale fino a scomparire e si assiste soprattutto in menopausa a problemi di intolleranza nei confronti del glucosio, presumibilmente dovuta alla comparsa del diabete di tipo 2. La tiroide funziona un po’ meno e compaiono talvolta fisiologici noduli o atrofia a livello tiroideo; si ha un aumento del colesterolo; per quanto riguarda i surreni, possono presentarsi alcuni disfunzioni quali la diminuzione degli ormoni androgeni surrenalici che influenzano negativamente la sessualità.
Infine, in particolare nella terza età, i livelli anomali e ridotti di calcio e fosforo portano all’osteoporosi. Passando ai problemi ormonali: l’ormone FSH e l’LH luteinizzante determinano sul piano clinico vampate di calore ed accentuata sudorazione che vi accompagneranno per circa tre anni. Trascorsi questi, si evidenzieranno involuzioni ormonali portatrici du una minore elasticità vaginale e una lubrificazione inferiore nelle piccole e grandi labbra, che tendono ad assottigliarsi sempre di più fin quasi a scomparire.
L’attività sessuale non sarà più la stessa e il desiderio diminuirà lentamente.
Invecchimento femminile: cosa succede dal punto di vista sessuale?
Il cambiamento può variare da individuo a individuo: alcuni sono consapevoli che sia necessario più tempo per poter cogliere l’eccitazione sessuale, altri non lo sono e hanno difficoltà ad accettare che l’orgasmo non possa raggiungersi o che si abbiamo problemi. Partendo dalla premessa che l’invecchiamento è una condizione che vive sia l’uomo che la donna, è opportuno diventare prima possibile consci che ad entrambi diminuisce il desiderio ed entrambi vivono un “declino funzionale”: in menopausa, le donne terminano l’età fertile e verso i 55-60 anni l’uomo non è più “virile” come prima e può incontrare qualche problema nell’eiaculazione e nell’erezione; l’unica differenza è che l’uomo, a differenza della donna, non perde per sempre la sua fertilità, ma la diminuisce soltanto.
Donne ed uomini sono un po’ diversi anche per quanto riguarda l’importanza che viene alla prestazione sessuale: infatti alla donna generalmente non dà problemi il mancato raggiungimento dell’orgasmo, mentre per l’uomo la disfunzione erettile, o altro che non gli permette di provare il “piacere” desiderato, crea non pochi problemi. Le donne sono preoccupate per altre cose: l’attrazione e il desiderio sessuale diminuiscono, i rapporti sessuali inevitabilmente tendono a subire variazioni per l’accorciamento e il restringimento del canale vaginale, l’aspetto fresco e giovanile affievolisce, la difficoltà di catturare le attenzioni di un partner aumentano.
Invecchiamento femminile: quali problemi ginecologici in età non più fertile per la donna?
Durante o dopo la menopausa, con la riduzione degli estrogeni, la donna potrebbe andare incontro alla vaginite atrofica. a causa della quale si può avere un’irritazione o un po’ di dolore dopo il rapporto con il partner. Inoltre la donna potrebbe andare incontro ad una facile comparsa di infezioni ai genitali o cistiti (nelle donne più anziane), ad incontinenza ed all’irsutismo (aumentano i peli in viso). Per tutto questo, però esiste una terapia preventiva basata sull’assunzione di estrogeni, ossia di pillole estrogestiniche che garantiscono una vita sessuale migliore.
Tuttavia, la terapia estrogenica sostitutiva previene o riduce molti di questi problemi e alcune donne hanno un’attività sessuale più gratificante dopo la menopausa, perché per loro la gravidanza non rappresenta più una preoccupazione.
Molte donne sono scettiche riguardo ai benefici degli estrogeni, sono preoccupate dei possibili rischi che essi comportano e possono sviluppare una specie di “ansia da estrogeni”. La decisione di ricorrere o meno alla terapia estrogenica deve essere presa dalla donna e dal suo specialista dopo averne valutato attentamente i rischi e i benefici.
Le terapie non estrogeniche (p. es., lubrificanti vaginali in soluzione acquosa come il K-Y Jelly) contribuiscono a prevenire o a tenere sotto controllo la secchezza e l’irritazione vaginale durante il rapporto sessuale.
Fonte: www.msd-italia.it