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I 5 miti della medicina che non sono veri

Negli anni si sono instaurate una serie di credenze e miti della medicina. Le risposte a questi miti, con il passare del tempo, hanno perso la loro valenza scientifica e sono diventate dei veri e propri fatti.

In parte alcune credenze popolari si basavano sull’esperienza, mostrando spesso un valore reale che ha permesso alle generazioni di avere una sorta di “conoscenza medica di base”.

Purtroppo alcune di queste teorie si sono dimostrate, con gli anni, infondate ma sono rimaste nel nostro immaginario come pietre angolari del sapere medico pur non avendo reali basi scientifiche.

Per fortuna (o anche sfortuna) con il click di un mouse, o anche uno smartphone, è possibile navigare in rete e avere a disposizione un gran numero di informazioni (sia giuste che sbagliate), che se attentamente valutate possono sfatare le credenze popolari.

5 miti della medicina da sfatare: svegliare un sonnambulo

Uno dei miti della medicina è senza dubbio che non si debba mai svegliare un sonnambulo. Il sonnambulismo è una patologia diffusa (circa il 15% della popolazione potrebbe soffrirne), molto più di quanto si pensi e colpisce in tutte le fasce d’età e in modo particolare i ragazzi.

miti_sonnambulismoSecondo il sapere comune svegliare un sonnambulo potrebbe procurargli vari danni e, nel peggiore dei casi, un attacco di cuore o anche il coma! Secondo la statunitense National Sleep Foundation svegliare un sonnambulo non comporta alcun rischio grave.

Al massimo la persona potrebbe sentirsi un po’ confusa ma nulla di più. Di contro è possibile che sia più pericoloso lasciarla libera di agire in quello stato di sonno, ad esempio potrebbe farsi male cadendo dalle scale o colpendo degli oggetti.

Gli esperti consigliano, in ogni modo, di svegliarlo con un rumore secco e forte, da una distanza di sicurezza per evitare scatti improvvisi.

5 miti della medicina da sfatare: fare il bagno dopo mangiato

Tutti noi, chi più chi meno, da bambino è stato costretto ad aspettare almeno un paio d’ore prima di poter fare il bagno. Si stava sotto l’ombrellone attendendo che il tempo passasse per poterci buttare finalmente in mare.

E questo calvario per cosa? Secondo gli esperti non c’è alcuna relazione tra il mangiare e il fare il bagno subito dopo! Per cui abbiamo atteso ore inutilmente tutti quanti. Le basi che affondano in questo mito sono chiare: quando si digerisce il sangue si sposta nello stomaco lasciandone il resto del corpo con meno e aumentando il rischio di crampi e quindi di affogamento.

miti_fare_il_bagnoSecondo i gastroenterologi statunitensi della New York University School of Medicine, il massimo rischio che si può correre è di avere piccoli crampi in generale non pericolosi.

La stessa Croce Rossa americana ha chiesto a degli esperti per comprendere i rischi di fare il bagno dopo mangiato e la risposta è stata chiara: non c’è correlazione tra il mangiare e il rischio di affogamento.

Ovviamente bisogna tenere conto dell’eventuale assunzione di alcool durante il pasto che, sempre secondo gli esperti, potrebbe aumentare fortemente il rischio.

5 miti della medicina da sfatare: il sangue blu?

Uno dei miti più fantasiosi è quello che il sangue, vedendo ad esempio le vene sul polso, sia blu perché sporco e che una volta ossigenato dai polmoni torni ad essere rosso.

miti_sangue_bluSi tratta di un mito creduto soprattutto dai bambini e adolescenti e che, ovviamente, non ha alcun fondamento. Il sangue meno ossigenato risulta essere più scuro al contrario di quello ossigenato che è di un rosso acceso.
La domanda è quindi perché le vene sono blu? Si tratta di una domanda che ha una risposta complessa, in sintesi potremmo dire che:

  1. Il modo con cui la nostra pelle filtra la luce è complicato e complesso, questo provoca la rifrazione solo di alcuni colori e non di altri.
  2. Il modo con cui lo stesso occhio umano percepisce i colori.
  3. Anche la profondità e lo spessore delle vene ha effetto sulla percezione del colore (quelle più piccole e vicine alla superficie appaiono rosse, quelle spesse e in profondità blu).
  4. La quantità di ossigeno nel sangue modifica il coefficiente di rifrazione.

5 miti della medicina da sfatare: la mappa della lingua

miti_mappa_della_linguaPiù o meno tutti conoscono la “mappa della lingua” dove delle sezioni sono preposte a sentire il dolce, l’amaro, il salato e via dicendo. Questa è la teoria proposta anche a scuola e che la maggior parte delle persone considerano un “dato di fatto”.

La realtà è ben diversa, infatti sentiamo i vari tipi di sapori dalle papille gustative che sono sparpagliate su tutta la lingua e non divise in sezioni ben delineate. È un’evidenza che alcune zone siano più recettive ad alcuni sapori piuttosto che altri, ad esempio il dolce, ma non sono così precise come la mappa di Edwin Boring lascia intendere.

5 miti della medicina da sfatare: lo zucchero e l’iperattività dei bambini

Secondo il sapere comune se un bambino mangia troppi dolci le sue energie andranno alle stelle. Come allo stesso miti_bambini_zuccheritempo si evita di dare ai più piccoli dolci prima di andare a letto perché gli zuccheri lo “caricherebbero a mille” rovinandogli così il sonno.
Questa teoria, apparentemente logica, in realtà non ha riscontrato grande successo tra gli scienziati che hanno effettuato decine di test per confutarla o meno.  Secondo tali ricerche gli zuccheri non avrebbero alcun effetto sulla iperattività dei bambini, sfatando completamente questo mito.

Sta di fatto che gli zuccheri debbano essere forniti in modiche quantità per prevenire altre patologie, come l’obesità infantile, il diabete e la carie dentale.

Dall’analisi di questi 5 miti della medicina si comprende come sia utile avere delle conoscenze di base di medicina ma che, soprattutto per i più piccoli, sia sempre meglio rivolgersi a uno specialista o al medico di famiglia.