Rischi pillola anticoncezionale e altre cose da sapere.
Partiamo dal fatto che molti fanno uso di queste pillole per far fronte non solo all’eventuale gravidanza non desiderata, ma anche per curare alcune patologie banali della pelle come per esempio l’acne. Si può stare abbastanza tranquille poiché, se si assume la pillola anticoncezionale in età fertile e in buona salute, il rischio di trombosi e di embolia polmonare è basso e sembra possa calcolarsi intorno a 7 casi su 10.000 donne.
L’assunzione va tuttavia controllata per prevenire quell’eccezione che fa parte della regola. È per questo che in alcuni paesi europei le rispettive Agenzie del Farmaco non hanno una posizione univoca sull’uso di tali contraccettivi orali.
C’è infatti chi ritiene la pillola come un fattore rischio di complicanze trombotiche, ma c’è anche chi sottolinea come spesso tali complicanze siano dovute soprattutto ad una scorretta prescrizione. Solo le donne che hanno avuto casi in famiglia, che hanno problemi di diabete, sono obese ed ipertese non devono assumere alcun tipo di pillola, ma per le altre non ci sono controindicazioni, a meno che specifici valori ematici portino lo specialista a non prescriverla.
Rischi pillola anticoncezionale: quali sono i fattori che aumentano il rischio trombosi?
I principali fattori sono rappresentati da:
- Età
- Familiarità
- Aspetto congenito
- Obesità
- Problemi di Ipercoagulabilità
- Interventi chirurgici
- Problemi angiologici.
È però anche vero che le pillole non sono tutte uguali, poiché le pillole di 3a e 4a generazione con ormoni quali il gestodene e il desogestrel sembra comportino complicanze maggiori rispetto a quelle di seconda.
Ad evitare problemi ci sono di aiuto alcuni test ematici ai quali le donne dovrebbero essere sottoposte prima di farne uso.
Rischi pillola anticoncezionali: quali il test da fare prima della prescrizione?
Si tratta dei più comuni esami emato-chimici che indicano i tempi normali di coagulazione del sangue, ossia i tempi della protrombina, protrombina attivata, INR, antitrombina. Una volta che si hanno i risultati, il ginecologo potrà decidere di prescrivere o no la pillola, come anche di quale generazione. Bisognerebbe anche riferire allo specialista l’anamnesi familiare, ossia se risultano casi in famiglia e se la donna ha sofferto in precedenza di episodi trombotici. In quest’ultimo caso, agli esami emato-chimici nominati prima, ne andrebbero aggiunti altri che il vostro specialista valuterà. I parametri da considerare riguardano il fattore V, di Leiden ed altri, che permetteranno di capire il rischio di complicanze trombotiche se si sta assumendo la pillola.
Rischi pillola anticoncezionale: quali informazioni andrebbero date alle donne prima di assumerla?
In un documento, pubblicato dal Centro Nazionale di Epidemiologia, si legge che la grande maggioranza delle alterazioni sulla base di ipercoagulabilità del sangue di tipo congenito non si traducono necessariamente in un aumento significativo degli episodi trombotici e la scarsa probabilità potrebbe portare ad una diagnosi sbagliata fondata su falsi allarmismi. In altre parole il rischio, in base a determinati risultati, non si può escludere, ma non è raccomandabile sottoporsi ai test, se non a quelli strettamente indispensabili.
Alcuni specialisti cautamente tendono a non prescrivere la pillola per evitare alle donne di eseguire test specifici per la trombofilia; è preferibile cambiare anticoncezionale facendosi consigliare dallo specialista, per non andare incontro a complicanze future.
In sintesi le donne devono diventare consapevoli del fatto che:
– la trombosi venosa durante l’età fertile è piuttosto rara;
– la contraccezione estroprogestinica aumenta di 2 volte il rischio pur rimanendo in bassa percentuale (1-2 casi su 10.000);
– il rischio potrebbe comunque aumentare durante il primo anno in cui si assume la pillola;
– non tutte le pillole sono uguali e dunque non danno tutte gli stessi problemi;
– oltre alla pillola, anche gli interventi chirurgici, i traumi e l’immobilità prolungata possono dar luogo agli stessi episodi trombotici;
– è consigliabile condurre un sano stile di vita, basato su una corretta alimentazione e una moderata attività fisica (anche il semplice camminare e la radicale riduzione o abolizione del fumo) consentono di prevenire i trombi;
– è molto frequente sottoporsi ai test emato-chimici, ma non sono obbligatori;
– è opportuno sospendere la pillola in caso di intervento chirurgico nelle modalità che vi verranno indicate (di solito 4 settimane prima), appena comunicherete che fate uso di questo contraccettivo;
– obesità e diabete costituiscono altri due fattori di rischio trombosi;
– ipertensione e diabete costituiscono condizioni che consigliano di evitare l’assunzione della pillola;
– la prevenzione è possibile.
Dal momento che, queste raccomandazioni, pur essendo di carattere generale, potrebbero comunque essere valide a prevenire la formazione di trombi, non decidete da sole, ma fatevi consigliare dal vostro specialista quale pillola assumere e se siete nelle condizioni di salute per poterlo fare. Tante possono essere le alternative alla pillola.
Fonte: www.farmacoecura.it