Lavoro e gravidanza: compatibilità, consigli e opportunità.
Viene da considerare la necessità di conciliare lavoro con lo stato gravidico, poiché entrambi potrebbero essere un’esigenza: l’uno per realizzare il sogno di diventare mamma, l’altro per mettersi in gioco e provare ad avere una brillante carriera o una professione comunque gratificante.
Sono compatibili lavoro e gravidanza? Certamente sì! Sembra sia possibile lavorare, se si vuole fino alla 36ma settimana, ma andrebbero ridotti gli sforzi, la stressante iperattività, nonché gli orari stessi di lavoro.
Lavoro e gravidanza: cosa sarebbe opportuno evitare?
L’essere costrette a stare molte ore in piedi o sedute davanti ad uno schermo o alzando la cornetta telefonica in qualità di centraliniste, di receptionists ed hostess alberghiere e simili potrebbe recare qualche complicanza o problema alle donne e al feto.
Ciò è spiegato dal fatto che queste attività, impedendo il movimento, possono facilitare trombosi agli arti inferiori. Durante la gravidanza, infatti, l’utero si dilata ed aumenta di volume, rallentando il reflusso venoso, con le varici che potrebbero derivare maggiori problemi.
Infatti, attraverso una normativa di tutela si è stabilito che le donne in gravidanza non dovrebbero – ci sono addirittura divieti – lavorare su impalcature mobili o fisse e davanti o troppo vicino a macchine pericolose come ad esempio macchinari per l’esecuzione di raggi X (se non opportunamente protette). Inoltre, le gestanti non possono recarsi nei reparti ospedalieri dove si curano malattie infettive, nervose e mentali, e non dovrebbero fare turni di notte o troppo lunghi nel caso in cui lavorassero come medici o infermieri.
Tutto ciò dovrebbe essere evitato per non avere ripercussioni sulla madre e sul feto: andrebbero ridotte le probabilità di parti prematuri, di interruzioni di gravidanza o patologie placentari dalle imprevedibili conseguenze.
È inoltre verosimile pensare che le gestanti non dovrebbero essere esposte ad urti improvvisi, sobbalzi, scosse o vibrazioni a media ed alta frequenza: stiamo parlando ed alludendo alle vibrazioni provocate dal motore o dall’impatto sulla strada dei più comuni mezzi di trasporto (autobus, metro, treni e un po’ meno le automobili), e poi dai trattori, dalle scavatrici, dai trapani, dai mulini e frantoi, come anche da scosse da terremoto.
Un altro tipo di stress è rappresentato dall’esposizione a sbalzi di temperatura, calda o fredda; dunque, l’ambiente di lavoro o di casa dovrebbe garantire sempre una temperatura costante.
Altri lavori da fare con cautela sono quelli in cui la donna potrebbe essere esposta ad inalazioni di sostanze chimiche più o meno tossiche, poiché si potrebbero verificare complicanze anche sul nascituro. Di conseguenza è consigliabile leggere pure sempre l’etichetta nella quale c’è scritto come usare il prodotto, per non inalarlo, e come smaltirlo. La tossicità può dar luogo ad una riduzione della fertilità in caso di gravidanze successive e potrebbe avere ripercussioni sul feto.
Lavoro e gravidanza: cosa potrebbe accadere lasciando prima del tempo la propria occupazione?
Le donne aumentano il rischio di essere più stressate, poiché non riescono a finire quanto avrebbero dovuto e sono preoccupate per coloro che dovranno sostituirle e nello stesso tempo, potrebbero deprimersi di più e trasmettere ai sostituti lo stesso stato di ansia e depressione (c’è chi lo definisce “stress da lavoro correlato“).
Come conciliare lavoro e gravidanza?
La cosa che potrebbe risultare apparentemente difficile, è l’organizzazione completa della vita, in quanto la donna deve pensare alla sua salute, alla casa, al lavoro e al nascituro.
È raccomandabile, da parte delle gestanti, il provare a ridurre lo stress che potrebbe essere causato da troppe ore di lavoro, dalla frenesia o dalla tendenza a fare più compiti di quelli che dovrebbe, per esempio scegliendo di fare i cosiddetti straordinari in ufficio o di lavorare anche a casa anziché limitarsi ad adempiere il proprio dovere solo nel posto di lavoro.
Scegliere di fare una pausa ogni 2 ore, camminare, cercando di evitare ore di sedentarietà, e non sottoporsi a stress fisico e psicologico sono le regole da seguire per riuscire a combinare il lavoro con lo stato gravidico.
Potrebbe inoltre rivelarsi utile praticare un’attività sportiva che aiuta a rilassarsi e a combattere lo stress, senza ovviamente fare sport estremi. Tra gli sport consigliati: la corsa, il nuoto (solo nei mesi raccomandati dallo specialista) e perché no, se piacciono, la pratica dello yoga o attività similari.
Conclusioni su lavoro e gravidanza
In sintesi, l’importante è che tutto sia possibile, ma con calma e senza alcun eccesso. I datori di lavoro dovrebbero conoscere la normativa sulla tutela delle donne a lavoro in gravidanza e pertanto rispettarla.
È compito del datore di lavoro assegnare le mansioni ai propri dipendenti, ed è il responsabile dell’ufficio ad incaricare gli impiegati di fare lavori opportuni e attività adeguate. Le stesse attenzioni vanno continuate anche quando la donna rientra al lavoro dopo il parto, poiché anche durante l’allattamento andrebbero seguiti alcuni comportamenti: la donna ha il diritto di rimanere a casa nei 2 mesi prima dalla data presunta del parto e di restare per tre mesi dopo aver partorito; in caso di eventuali problemi certificati, è possibile anticipare di qualche mese la temporanea interruzione del lavoro, così come, posticipare il rientro.
Non preoccupatevi, dunque: i vostri specialisti potranno suggerirvi come affrontare al meglio la gravidanza, qualsiasi occupazione o attività lavorativa vi trovaste a svolgere.
Fonte: A Burdorf, T Brand, V W Jaddoe, A Hofman, JP Mackenbach, E A P Steegers – Department of Public Health, Erasmus MC, University Medical Center Rotterdam, PO Box 2040, 3000 CA Rotterdam, The Netherlands – The effects of work-related maternal risk factors on time to pregnancy, preterm birth and birth weight: the Generation R Study. (Donna, salute e lavoro – INAIL).