Quando le nostre o le vostre figlie iniziano a sviluppare ovvero quando compaiono quelle caratteristiche fisiche proprie e fisiologiche della pubertà quali un aumento dei peli nella zona genitale, aumento in volume del seno, cosa ci aspettiamo succeda?
Con una breve e semplice sintesi si ricorda che dopo 3 o 4 anni dallo sviluppo, le mestruazioni possono ritenersi completate e dunque sappiamo cosa questo possa significare.
Passiamo all’età di 12 anni, quando generalmente dovrebbero comparire le prime mestruazioni; talvolta potrebbero comparire prima e ciò è verosimilmente dovuto al tipo di dieta con troppa carne, ricca di ferro e zinco.
Il rapporto tra alimentazione e pubertà è riscontrabile nello sviluppo delle ragazze: se sono sottopeso è ritardata la loro maturità mentre se obese, è anticipata.
Mestruazioni: cosa comportano?
E’ consigliabile preparare le figlie al momento – prima che si presentino le prime mestruazioni – dando loro semplici spiegazioni e abituarle a seguire alcune elementari norme igieniche: lavarsi bene le mani prima di pulirsi i genitali e di non usare mai la stessa parte dell’asciugamano con la quale si asciuga la parte anteriore con quella posteriore e viceversa poiché i germi o i batteri intestinali potrebbero introdursi nell’apparato genitale.
E’ raccomandabile seguire il cammino del ciclo puberale poiché può dare alcune indicazioni su eventuali patologie legate alle alterazioni delle mestruazioni che potrebbero, se trascurate, dare contrattempi in gravidanza o generare magari problemi di fertilità.
Mestruazioni: quali sono le alterazioni più frequenti?
Le alterazioni delle mestruazioni si possono definire: polimenorrea, oligomenorrea, amenorrea primaria, amenorrea secondaria, menorragia/metrorragia.
- Polimenorrea se lo spazio che intercorre tra due mestruazioni è inferiore a 25 giorni; di solito è legato a problemi di anovulazione e ad una breve fase follicolare (dal 1 giorno del ciclo all’ovulazione) e/o luteale (periodo che intercorre dall’ovulazione, in genere 14 gg). Va diagnosticata per tempo, poiché con il tempo potrebbe dar luogo ad anemia per mancanza di ferro.
- Oligomenorrea è come dice il termine (oligos=poco) il fenomeno contrario ossia passano più di 30 giorni tra due mestruazioni; la fase follicolare è più lunga. In questo caso va fatta attenzione alla ciclicità dell’episodio o alla cronicità poiché questo disordine potrebbe essere originato da anomalie a livello endocrino. Vi sono altri sintomi? Irsutismo (folta peluria), acne, anovulazione ed altro. E’ sempre bene in questi casi parlarne con uno specialista e prenotare una visita ginecologica. Non si esclude un ovaio policistico o con cisti luteiche (se il corpo luteo rimane per più di 16 giorni). E’ un cammino che va verso l’amenorrea?
- Amenorrea: Innanzitutto va valutato il periodo in cui questo accade o meglio se non compaiono fino a 18 anni (amenorrea primaria), se improvvisamente si interrompe per più di 3 mesi, una volta che è avvenuto lo sviluppo (amenorrea secondaria). Quando siamo di fronte ad amenorrea primaria si considera in particolare l’età della ragazza e si inizia a capire il perché di questa mancanza. Ebbene iniziare con una visita ginecologica nella quale si effettuerà una prima ecografia e si prescriveranno esami ematici per escludere eventuali patologie o sindromi. Le sindromi che influiscono o alterano il ciclo mestruale sono la sindrome di Turner (si rimane in eterno “fanciulli”, si hanno problemi di statura, disturbi dell’apparato cardio-vascolare e renale, ma a livello intellettivo si è quasi sempre perfettamente normali); la sindrome di Kallman (malattia di tipo genetico), sindrome di Rokitansky-Hauser (problemi morfologici a carico dell’utero e della vagina dovuti ai dotti di Müller non correttamente incanalati). In assenza di tali sindromi va esaminato l’imene che potrebbe non essere perforato e dunque il sangue che non riesce a fuoriuscire e provoca dolori. Più che probabile è anche non capire la causa. Va sottolineato che questo tipo di amenorrea va distinta dal ritardo puberale, poiché, nella prima, la maturazione sessuale avviene in ritardo, mentre nel secondo non compare affatto. L’amenorrea secondaria è da analizzare con cautela se presente già a partire dall’età adolescenziale. In età riproduttiva è essenziale diagnosticare l’amenorrea di tipo secondario eseguendo esami specifici quali l’isteroscopia, l’isterografia, l’ecografia, la TAC, la RM o la RMN. Le cause sono molteplici: una volta escluse neoplasie, si può pensare a ragioni legate ad iperandrogenismo (sono troppo spiccati i livelli di testosterone che impedisce la produzione delle gonadotropine che a loro volta influiscono sullo sviluppo dei follicoli. Altre cause sono di tipo traumatico (se vengono a danneggiarsi le fibre nervose), infettivo (malattie che provocano danni all’ipotalamo, ipofisi e interferiscono dunque sulla catena ipotalamo, ipofisi ed ovaio), vascolari ed infine problemi di metabolismo. Per quanto riguarda questo ultimo problema – che si ha soprattutto in ragazze adolescenti -, il più delle volte è dovuto a stress fisico, metabolico o psico-fisico; le analisi hanno valori normali di gonadotropine, ma altri test che valutano la funzione ipotalamica non sono negativi, anzi indicano disfunzione di vario livello dell’ipotalamo. In questo caso va praticata con molta cautela l’attività agonistica che potrebbe creare quello stress, che blocca la normale e fisiologica comparsa mensile del ciclo mestruale. Altra considerazione da fare è la necessità di controllare la situazione nei primi 5 anni dalla prima comparsa: nel 1° anno l’ovulazione è saltuaria, aumenta nel 2°, si presenta all’80% nel 3° fino a normalizzarsi nel 4° e 5°. Quando questo non avviene bisognerebbe controllare ecograficamente la formazione e la quantità dei follicoli nell’ovaio poiché si crea una condizione tale da ingannare l’ipofisi: questa, liberando comunque l’ormone luteizzato porta alla formazione di acne e ad un aumento di peluria a livello genitale.
- Menorragia: Le tue mestruazioni sono regolari ma più abbondanti del normale. Non vanno comunque sottovalutate perché con il tempo potrebbe portare alla formazione di fibromi o miomi uterini nonché ovviamente a problemi di anemia.
- Metrorragia: si tratta di un sanguinamento uterino lungo che si prolunga per circa 7 giorni tra due mestruazioni e potrebbe non avere nulla a che vedere con il ciclo mestruale, che differisce dallo spotting caratterizzato da perdite di poche gocce (che talvolta avvisano dell’avvicinarsi del ciclo o dell’ovulazione).
Mestruazioni: quali sono gli approcci e gli accertamenti per eventuali alterazioni?
Di solito si parte con la storia clinica della paziente, ovvero dall’età, dall’attività e dai precedenti eventuali traumi o perdite durante l’infanzia e all’inizio della pubertà. Poi si passa all’alimentazione e all’attività fisica, sport praticati, o l’assunzione di farmaci per patologie cardio-vascolari o legate a problemi di coagulazione per terminare con domande relative ad eventuali disturbi addominali o nell’area genitale. Prima di procedere con l’ecografia si valuta l’altezza e il peso.
Una volta effettuata la diagnosi per le alterazioni delle mestruazioni, potrebbe essere necessario qualche esame ematico per essere confermata, altrimenti se non vi sono dubbi, si provvede alla terapia più adatta.
Per quanto riguarda le alterazioni di mestruazioni come l’oligomenorrea e l’amenorrea secondaria, non c’è bisogno di alcuna terapia nei primi 3 anni ma è il caso solo di attendere il completamento della maturazione ormonale; se, invece si è di fronte a polimenorrea sono solitamente prescrivibili i progestinici da assumere per 12 gg al mese dalla metà del ciclo (3-4 giorno) per circa 6 mesi; se la terapia progestinica fallisce si blocca farmacologicamente il ciclo per 3 mesi. Si cerca di procedere con la pillola, dopo il 3 anno, poiché sembra risultare il metodo più efficace ma non può essere protratta per tanto tempo poiché blocca lo sviluppo in altezza. Per gli altri disturbi di cui sopra, potrebbe essere necessaria la consulenza di un ematologo o di un clinico-medico a seconda dei alterazioni che si hanno.
Concludendo, l’attenzione è da porre solo nel caso in cui i problemi dovuti ad eccesso o difetto come anche mancanza delle mestruazioni sorgono nei primi 3-5 anni dalla comparsa o mancanza delle mestruazioni. Va avvisata la ragazza sul fatto che non dovrebbe essere sottoposta a stress psico-fisici di qualsiasi tipo (gare agonistiche o altro), controllare il peso e la dieta da seguire per favorire lo sviluppo e la produzione ormonale, farsi controllare periodicamente (una volta o 2 l’anno) dallo specialista (ginecologo, urologo o clinico-medico).
Fonte:
Rogers I.S.,Northstone K., Dunger D.B., et al. (2010) Diet throughout childhood and age at menarche in a contemporary cohort of British girls; Ginecologia dal periodo neonatale all’età evolutiva a cura di Vincenzina Bruni/Metella Dei.