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Ginecologia e Ostetricia

Neo-mamme e lattazione

Il termine lattazione indica quanto e come le mammelle di ogni mamma si modificano durante la gravidanza in virtù degli ormoni placentari; la gestazione prepara le ghiandole mammarie a produrre il latte necessario che verrà messo da parte al fine di alimentare il neonato nei suoi primi sei mesi di vita. Le ghiandole tendono ad aumentare di volume poiché si sviluppano i cosiddetti acini ghiandolari grazie all’azione del progesterone. La lattazione si distingue in 5 fasi.

Quali sono le fasi della lattazione?

1915194Nella prima fase si assiste allo sviluppo e preparazione della ghiandola mammaria, nella seconda siamo nella lattogenesi, la terza viene chiamata montata lattea, la quarta è la galattopoiesi ed infine abbiamo l’eiezione del latte. Analizziamo ora i singoli momenti: Sviluppo e preparazione: la ghiandola mammaria aumenta di volume per la formazione degli acini che rappresenteranno la regione produttrice del latte. In gravidanza, non si ha questa produzione, poiché si ha un’elevata concentrazione di estrogeni e progesterone.

È, però, una fase essenziale per vivere al meglio il puerperio. Lattogenesi: come si può intuire dal nome, in questa fase si ha l’espulsione della placenta che a sua volta determina il rilascio della prolattina da parte dell’ipofisi; quest’ultima stimola la produzione delle ghiandole mammarie che dopo 45 gg avranno il latte (latto= latte genesi = origine).

Montata lattea è caratterizzata clinicamente da turgore mammario, aumento della temperatura basale, tensione e fastidio. Si verifica solitamente tra il 3 e il 4 giorno di puerperio; in questa fase il latte è inizialmente di un colorito leggermente diverso da quello tradizionale, ma dopo poco tempo assume il colorito e le sostanze del latte materno di colore bianco.

Galattopoiesi termine greco che significa “produzione del latte” (galactos =latte; poieo = fare) corrisponde alla produzione del latte materno che si attiva grazie ad un meccanismo riflesso generato dalla suzione del neonato. Il picco della produzione lattea si ha tra il 3zo e il 6to mese. Una volta terminata la fase produttiva, le ghiandole tornano gradualmente alla condizione pre-gravidica ovvero ripristinano la normalità.Eiezione del latte: la fuoriuscita del latte dipende dall’azione di un ormone, l’ossitocina che porta alla contrazione dei dotti galattofori (galactos = latte e phero = portare) stimolati dalla suzione del neonato dai capezzoli.

Come organizzare la lattazione?

È raccomandabile, o meglio stando a quanto consiglia l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), bisognerebbe allattare al seno per circa 6 mesi iniziando molto presto ossia dopo appena 1 ora dalla nascita. Si può sentire comunque il pediatra per ogni consiglio o piccolo dubbio soprattutto se ci sono problemi o dolori al seno, turgori un po’ fastidiosi o il latte non è sufficiente. Tuttavia va precisato che non esistono farmaci che aiutino a far produrre più latte. Si troveranno insieme allo specialista le migliori soluzioni.

Ci sono controindicazioni all’allattamento materno?

Non tutte le infezioni materne possono essere considerate controindicazioni, in quanto un neonato venuto al mondo da una mamma affetta da epatite B può essere vaccinato ed è protetto a sufficienza per poter essere allattato. Vi sono alcune vere ed altre false controindicazioni. Partendo dalle vere (rare e pari quasi al 5%):

  1. Se il neonato è figlio di una madre che ha un’infezione da HIV
  2. Se la madre soffre di tubercolosi in fase avanzata
  3. Se le madri fanno o hanno fatto uso di droghe pesanti (cocaina, eroina etc.) o alcool.
  4. Se le mamme sono in terapia anti-neoplastica (farmaci chemioterapici o sedute di radioterapia).

Per le false, invece, si possono menzionare:

  1. Se il neonato ha le coliche
  2. Se soffre da ittero da latte materno
  3. Se le mamme fumano
  4. Se assumono anche solo piccole quantità di alcol
  5. Mastite materna
  6. Madri che necessitano di essere sottoposte a raggi X o esami diagnostici come TAC e RNM
  7. Ricomparsa delle mestruazioni
  8. Problemi oculari.

Con queste indicazioni si vuole solo sottolineare che nel caso delle false controindicazioni si può allattare seguendo qualche consiglio dello specialista al momento dell’eventuale comparsa, prima di ogni esame radiologico. Quando e se ricompariranno o no le mestruazioni nel periodo dell’allattamento dovreste rivolgervi al vostro ginecologo ed infine all’oculista nell’eventualità proviate disturbi agli occhi.

Conclusioni

La lattazione è quell’insieme di trasformazioni che vivono le vostre mammelle e ghiandole mammarie, quando si preparano a ricevere il neonato. L’allattamento viene consigliato alla nascita, già 1 ora dopo il parto nonostante la secrezione lattea non sia ancora “matura” per colore e consistenza. Le poppate successive generalmente sono regolate a domanda ovvero quando il bimbo o la bimba piangono significa che hanno bisogno di latte.

Per stabilire il numero delle poppate al giorno e, se è il caso di alternare il latte materno con altro latte in polvere o di altro tipo, bisogna attenersi ai consigli del pediatra; quest’ultimo dovrà anche incoraggiare la mamma alle prime difficoltà spiegandole quanto sia importante per un bambino essere allattato per sei mesi ed aiutarla a scoprire intolleranze o allergie infantili al latte.

FONTE: Core Curriculum Ginecologia ed Ostetricia a cura di A.G.Ferrari, Mc. Graw ed altri, 2014.