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Occhi e gravidanza: disturbi alla vista prima e dopo il parto

Occhi e gravidanza: come incide sulla vista di una donna l’attesa di un bambino, fenomeno che implica alcuni cambiamenti temporanei, dovuti ad una rivoluzione nella produzione ormonale e ad una graduale preparazione dell’utero.
Ogni donna sa, infatti, che l’utero deve raggiungere una certa dilatazione idonea ad ospitare e allevare per 9 mesi un piccolo embrione che si trasformerà in creatura con un cuore, un cervello e tutti gli organi ed apparati. Ma, cosa accade alla vista in gestazione? È vero, ad esempio, che aumenta la miopia? E quanto può soffrire la retina, messa sotto sforzo al momento del parto? Per l’occhio, è preferibile partorire spontaneamente o con taglio cesareo?

Occhi e gravidanza: quali trasformazioni nell’occhio?

Occhi e gravidanza copertinaÈ forse bene iniziare dicendo che non c’è alcuna prova scientifica che la gravidanza possa influire sulla miopia o sui problemi alla retina, anche se alcune patologie temporanee o croniche potrebbero insorgere. Tra queste, ve ne sono sia fisiologiche, ossia considerate normali, e sia altre che potrebbero devolvere in vere e proprie malattie. Quanto alle prime, essendo temporanee, tendono a risolversi una volta messo alla luce il bambino; quanto alle seconde, invece, dipende dal tipo di patologia.

Occhi e gravidanza: quale disturbo può essere considerato fisiologico (e quale no)?

Tre sono visti come problemi risolvibili e temporanei, ossia dettati dalla condizione di essere gestante prima, così come puerpera dopo il parto: sono le incidenze riguardanti cornea, pressione interna dell’occhio e vista.
Per quanto riguarda la cornea, andrebbe detto che si va incontro ad una diminuzione della sensibilità e ad un ispessimento che provoca un leggero edema. La formazione di questo spessore potrebbe influire sulla vista portando ad una miopia di tipo lieve, da correggere con una lente poco prima del parto (1 o 2 mesi).
Contestualmente alla pressione, andrebbe sottolineato il fatto che, pur subendo una riduzione del tono oculare, la pressione non subisce modifiche e, in caso di glaucoma pre-esistente, quest’ultimo potrebbe persino migliorare.
Infine va sottolineato che la vista, sia durante la gravidanza sia nell’allattamento, tende ad abbassarsi: la messa a fuoco da vicino o da lontano potrebbe risultare talvolta difficoltosa; si vede però più o meno nitidamente ad una giusta distanza, come se si avesse un fuoco fisso.

Occhi e gravidanza: le situazioni patologiche.

La retina è particolarmente delicata soprattutto durante la gestazione e potrebbe andare incontro a ciò che viene sinteticamente indicato con CRSC ovvero corioretinite sierosa centrale.
La CRSC è una patologia dovuta al distacco focale del nervo dell’epitelio oculare, che influisce sulla macula retinica e la visione centrale. Sembra essere dovuta ad un’iper-produzione di cortisolo nel sangue, stress o ipertensione, così come dal cambiamento ormonale che vive la donna in gravidanza o altro ancora. Tra i sintomi più frequenti si citano: l’annebbiamento della vista improvviso e di breve durata, visione distorta ed alterata delle immagini, indebolimento della capacità relativa all’acuità visiva.
Esistono esami come l’OCT e la fluoroangiografia che aiutano nella diagnosi; per altri, sarebbe opportuno seguire il consiglio dell’oculista.

Neoplasie uveali
Queste neoplasie si formano in virtù di un’alta produzione dell’ormone melanocito-stimolante o meglio sono causate dalla rivoluzione ormonale vissuta in gravidanza. Il primo disturbo visivo o apparente anomalia oculare va segnalato, per individuare prima possibile attraverso una visita o eventuali esami specifici, la natura della neoplasia, che può essere benigna o maligna; in base ai risultati è consigliabile procedere seguendo la brachiterapia e la lasertermoterapia. È comunque abbastanza rara, si calcola siano circa 350 i casi in Italia durante l’anno.

Scotoma
Deriva dal termine greco scotos (“buio”, “oscurità”). Si manifesta con una piccola macchia che impedisce all’occhio una visione nitida: se lo scotoma è negativo, è assolutamente impossibile vedere; se invece è positivo, si hanno problemi di daltonismo, ossia colori percepiti in modo scorretto. Non è una patologia che arreca dolore o particolare fastidio, ma andrebbe comunque tenuta sotto controllo.

Diplopia
È un disordine visivo che porta ad una visione dell’immagine raddoppiata o meglio si ha la sensazione di vedere “doppio”: un oggetto viene visto in due immagini poste in senso orizzontale o verticale; potrebbe coinvolgere uno o entrambi gli occhi ed essere – come lo è il più delle volte – transitoria o permanente. Potrebbero essere diverse le cause, ma il più spesso questa patologia è provocata da un danno al nervo ottico. Una volta scoperto il motivo del fenomeno, si procede con la terapia più adeguata considerando anche la gravidanza.

Fosfeni
Sono lampi di luce o scintille che l’occhio vede anche nella totale oscurità di una stanza. Solitamente si pensa a qualche disturbo retinico, a causa del quale viene trasmesso un segnale che il cervello legge o meglio vede come un lampo o una scintilla luminosa.
Sono abbastanza frequenti in tutte quelle persone che sottopongono l’occhio ad un leggero trauma come per esempio lo strofinarsi o stropicciarsi gli occhi in modo poco delicato, essere sottoposti a una luce piuttosto intensa senza lenti protettive, assumere droghe. Si aggiunge che bastano anche un raffreddore o una forte emicrania per andare incontro ad episodi di questo tipo, anche se non è da escludere – più raramente – un probabile distacco di retina. Generalmente vengono curati con integratori contenenti luteina in quanto, soprattutto nei miopi, la retina è più debole e va aiutata.

occhi e gravidanzaAltri disturbi o problemi appartenenti alle donne in gravidanza potrebbero coinvolgere la congiuntiva o la circolazione nei vasi e capillari oculari, poiché il flusso ematico è più lento rispetto alle donne che non aspettano un bambino. Inoltre si possono verificare alterazioni nella zona sub-congiuntivale (piccole emorragie quasi invisibili), retinopatie ipertensive (la pressione sanguigna tende a salire in gravidanza) oppure, in rarissime circostanze sfortunate, edemi di diversa forma o tipologia. Ad ogni modo è sempre raccomandabile, in caso di miopia, in particolare, tenere sotto controllo la retina con visite da oculisti e ginecologi che potrebbero consigliare come e quando sia il caso di partorire.

Nei casi di preeclampsia (ipertensione media o grave o eventuale comparsa di edema oculare o non) e di eclampsia (attacchi convulsivi e crisi epilettiche) l’occhio è soggetto a subire non di rado il distacco di retina talvolta bilaterale. Si tratta comunque di problemi temporanei che, quasi sempre, scompaiono dopo qualche settimana dal parto; quando si è particolarmente sfortunati, si può avere il disturbo visivo più grave come la non visione parziale o totale, ma dopo poco tempo la funzionalità oculare riprende normalmente.
In bassissime percentuali potrebbero verificarsi episodi che possono dare luogo a complicanze di vario genere: trombosi delle vena centrale o laterale della retina, trombosi venosa intracranica, occlusione dell’arteria retinica, neurite ottica, neuropatie. In altre parole, si potrebbero avere complicanze provocate da problemi di tipo circolatorio o nervoso. Di fronte a tali situazioni, la donna potrebbe andare incontro ad aborti di tipo spontaneo o a ripercussioni sulla vista; per tali ragioni è sempre opportuno eseguire controlli mirati durante e dopo il parto.

Occhi e gravidanza nelle donne con diabete

Qui si fa un discorso a parte poiché il diabete influisce negativamente sulla retina.
Ne consegue che tutte le donne diabetiche dovrebbero sottoporsi all’esame oftalmoscopico con cadenza regolare a partire dai primi 3 mesi. Se però si tratta di diabete esclusivamente gestazionale, la sofferenza del microcircolo oculare è limitata al periodo dei nove mesi; durante questo lasso di tempo, tuttavia, si potrebbero verificare aneurismi o emorragie puntiformi che si riassorbono o si bloccano subito dopo il parto.

Occhi e gravidanza: conclusioni

Altre ancora potrebbero essere le patologie, quali lo strabismo o pseudo-forme neoplastiche a presentarsi, ma sono state analizzate in questa sede solo quelle più frequenti o che possono avere conseguenze durante la gravidanza o dopo la gravidanza. Arriviamo quindi al parto.
La scelta di partorire spontaneamente o con taglio cesareo spetta al ginecologo, il quale, in caso di patologie oculari preesistenti (come ad esempio una miopia moderata o grave), tende a far partorire la donna eseguendo un taglio cesareo. Questa scelta è fatta per evitare che un lungo travaglio, o lo stress o lo sforzo nell’espulsione, possano recare qualche danno all’occhio.
Se l’occhio è sano come la retina, e la congiuntiva o l’ipertensione non sono particolarmente gravi, si può scegliere di partorire spontaneamente, concordandolo con il ginecologo.
Essere prudenti e seguire le normali regole di prevenzione restano i due “comandamenti” fondamentali per vivere sani.

 

Fonte: www.tuttoperlei.it