Paura di diventare mamma? Non sei l’unica: alcuni consigli per la gravidanza possono essere utili.
Scientificamente, la paura della gravidanza e del parto è chiamata tocofobia (tocos = parto e fobia = paura).
Molti la ritengono una paura come tutte le altre e non pensano possa essere una patologia o un problema di natura psicologica da sottovalutare. Spesso si parla di claustrofobia (paura degli ambienti chiusi), di agorafobia (paura spazi aperti), aracnofobia (paura dei ragni) e di tutte le altre paure di fronte ad animali considerati pericolosi (cani, gatti, uccelli, topi…), ma di tocofobia è raro sentirne parlare.
Cos’è la tocofobia?
La tocofobia è la paura di aspettare un bambino e dell’atto stesso di metterlo al mondo, ovvero la paura di partorire. Va detto che esistono due tipi di tocofobia, l’una è chiamata primaria, l’altra secondaria:
Primaria: si verifica quando le donne, pur desiderando fortemente un figlio hanno, paura del parto ovvero del dolore durante il parto, ed essendo convinte di non poterlo sopportare. In alcuni casi decidono addirittura di abbandonare l’impresa con un’interruzione di gravidanza, quando l’angoscia prevale sulla volontà di diventare madri.
Secondaria: è la paura provata dalle donne che hanno subito dei traumi o un parto particolarmente doloroso, con complicanze e conseguenze che hanno lasciato loro un trauma ed un dolore tali, da non voler rischiare che possa ripetersi una seconda volta (gravidanze extra-uterine, sofferenza del feto con ricorso immediato a parto cesareo, figli nati con handicap irreversibili, inaspettata perdita del bambino, etc.).
Perché nasce la fobia della gravidanza.
C’è una convinzione di fondo ovvero le donne, pur consapevoli del progresso della medicina nell’assistenza al parto, non riescono a convincersi di riuscire a superare questo dolore del parto, che fin dai primordi dell’umanità era associato alla minaccia di vita per la madre.
Per le neo-mamme si tratta di un dolore “sconosciuto” poiché mai provato di persona e, quindi, vivono e convivono con una forma depressiva simile ad ogni ansia che si manifesta di fronte ad un evento che coinvolge in prima persona, di cui si sa poco o nulla.
Improvvisamente, 1000 domande affollano la mente: cosa mi succederà? Saprò superare la difficoltà? come cambierà la mia vita? come si trasformerà il mio corpo? E così via. È comprensibile che vi sia questo timore, ma è necessario imparare a vincere le paure avvalendosi delle proprie forze e dell’aiuto degli specialisti (psicologi, ginecologi, sessuologi e psichiatri).
Quali i progressi rispetto al passato.
Mentre fino ad un paio di secoli fa le morti da parto o aborti erano piuttosto frequenti ora, fortunatamente, i ricercatori indicano nelle loro statistiche che le donne che muoiono di parto sono circa 10 su 100.000 – di solito per complicanze durante il parto vaginale o cesareo, come ad esempio forti emorragie che non è stato possibile fermare.
Sono casi rari e ad oggi l’assistenza medica durante il parto è tale da aiutare contro la paura di una gravidanza e della conseguente nascita del bambino. L’aspetto positivo è che nonostante questa paura, spesso le donne trovano la forza di mettere al mondo anche un secondo figlio, come rilevato dalle ricerche di due psichiatri che operano nell’Ospedale psichiatrico di Birmingham (Dott. Kristina Hoffberg e IanBrockington).
Quali sono le donne che corrono più rischi di soffrire di tocofobia.
Sembrerebbe che a rischiare di più a livello di tocofobia, non siano solo quelle pazienti che hanno subito traumi in passato o durante il parto (raschiamenti, travagli lunghi e difficili, tagli cesarei d’emergenza); anche quelle che hanno vissuto psicologicamente il parto come un atto di violenza, che hanno subito stress e conseguente depressione post-partum.
I sintomi della paura di una gravidanza
In molti casi di tocofobia primaria, le donne presentano spesso conati di vomito piuttosto intensi che potrebbero intendersi come un forte rifiuto del bimbo che sta crescendo nel proprio utero o come una mancanza di futuro attaccamento al feto, o infine ad un desiderio di liberarsi di un futuro figlio.
La tocofobia secondaria, invece, sembra possa essere riconosciuta nelle donne che, dopo aver partorito, chiedono di essere sterilizzate o di sterilizzare i loro partner.
Si può curare questa fobia?
La risposta è affermativa, sì. Fondamentale è la prevenzione: è utile frequentare corsi di yoga o di discipline che insegnano a rilassarsi per ridurre ogni forma di ansia, mettendo in agenda gravidanza i corsi di preparazione al parto (dal 6° mese di gravidanza almeno).
Nei corsi di gravidanza e pre-parto alla donna viene spiegato come respirare e rilassarsi, come e quali muscoli muovere. Insomma sono in parte corsi teorici (la donna conosce meglio le parti anatomiche, la sua fisiologia e quella del nascituro) e pratici (per esempio prendersi cura di se stesse e del neonato durante il puerperio).
L’unica cosa sicura è che se ti accorgi di soffrire della fobia della gravidanza, non esitare a recarti dal ginecologo o dallo psicologo, che ti forniranno i consigli più utili su cosa è meglio fare nel tuo caso.
FONTI
J Cockburn, ME Pawson, Psychological challenges in Obstetrics and Gynecology, Edizioni Springer, 2007;
Hofberg K., Brockington I., 2000, Tokophobia: an unreasoning dread of childbirth. A series of 26 cases. In The British journal of psychiatry: the journal of mental science, 83–5
Hofberg K., Ward M. R., 2003, Fear of pregnancy and childbirth, Postgraduate Medical Journal, September 1, 79(935): 505 – 510.
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