Vi siete mai chiesti come nasce la placenta e a cosa serve?
Quali sono le curiosità, i dubbi e le più comuni domande che le future mamme pongono ai ginecologi? Partiamo da: come vive il bimbo che porto in grembo? Di cosa si nutre e come? Si mischiano il sangue materno e quello fetale? Da dove prende l’ossigeno? Vediamo, dunque di fare un po’ di chiarezza.
Placenta: come si forma?
Con il concepimento e la fecondazione dell’uovo, quest’ultimo arriva nella cavità uterina ed inizia la fase gestazionale: l’ovulo è circondato da uno strato di cellule detto trofoblasto e questo insieme darà origine alla placenta: dopo 10-12 giorni dalla fecondazione l’annidamento all’interno dell’utero è completo. All’interno della mucosa uterina viene a crearsi una sorta di albero, i cui rami si muovono verso i vasi sanguigni presenti nell’utero. Entro la 4ta settimana e il 4° mese di gravidanza la placenta è formata e si stabiliscono tutti i vari scambi tra feto e madre: all’inizio la placenta è molto piccola, poi cresce parallelamente allo sviluppo volumetrico dell’utero. Al termine ultimo della sua formazione assomiglia ad una spugna di forma tondeggiante di 20 cm di diametro, spessa 3 e di peso pari circa a 500-600 g.
Placenta: quali sono le sue funzioni
La placenta svolge un ruolo fondamentale per la sintesi e dismissione di ormoni a protezione della gravidanza: il progesterone prodotto fino alla 12ma settimana è per antonomasia l’ormone che tutela la gravidanza. Gli estrogeni sono il risultato di un’interazione tra madre e feto e la loro concentrazione nelle urine materne, è stata per lungo tempo utilizzata per valutare lo stato di benessere del feto placentare. La gonadotropina corionica prodotta dal trofoblasto riflette la crescita e l’evoluzione dei primi mesi della gravidanza. Il lattogeno placentare è correlato al buon funzionamento placentare tanto che eventuali valori inferiori alla norma sono spia di ritardo nell’accrescimento fetale. Inoltre il ruolo più importante di tale sostanza è quello di preparare le ghiandole mammarie alla lattazione. Si aggiunge poi che la placenta produce alcune sostanze implicate nelle risposte immunitarie.
Come alimenta il feto, la placenta?
Per molto tempo si è ritenuto che svolgesse unicamente una funzione passiva e si comportasse da filtro. In realtà il suo ruolo è attivo, poiché possiede enzimi in grado di trasformare sostanze complesse in più semplici. Ma vediamo come avviene il passaggio delle sostanze alimentari (carboidrati, proteine, vitamine…):
I carboidrati oltrepassano la barriera placentare in base alla diversa concentrazione tra la parte materna e quella fetale.
Le proteine vengono ridotte in aminoacidi, dei quali alcuni passano il filtro placentare, altri vengono scissi e ricomposti dopo il passaggio nelle singole frazioni.
I lipidi o grassi sono scomposti da alcuni enzimi e vengono assorbiti.
Le vitamine liposolubili come la A, D, E e K hanno difficoltà a diffondersi, mentre la permeabilità è buona per le vitamine idrosolubili, la B e la C.
I sali minerali come il sodio, il potassio, il fosforo e il ferro non trovano difficoltà nel passaggio.
Ma come avviene la respirazione fetale?
L’ossigeno, presente nel sangue placentare, si diffonde liberamente e data la bassa concentrazione nel comparto fetale va sempre dalla madre al feto; al contrario per l’anidride carbonica avviene dal feto alla madre. Si precisa che tramite circolazione sanguigna, tutti i tessuti periferici ricevono sostanze nutritizie ed ossigeno; in questo caso ovvero nel feto, lo stessa azione è svolta dall’apparato cardiocircolatorio, formato da cuore, arterie e vene: alcuni organi ben collegati permettono l’assimilazione del cibo, l’eliminazione di quelle non assimilabili, la circolazione di ossigeno e la fuoriuscita dell’anidride carbonica.
Il ruolo della placenta: perchè è cosi vitale?
La risposta è chiaramente individuabile, riassumendo come questo organo funziona e cosa succederebbe se non riuscisse a dare il proprio contributo alla mamma e soprattutto al feto.
La sua forma è simile ad una focaccia ed è strettamente collegata al sistema circolatorio materno e fetale. E’ un organo con due arterie ed una vena: le arterie trasportano il sangue dal cuore alla placenta e da lì grazie ad un sistema articolato di villi e rami vari, arriva al sangue materno senza tuttavia mescolarsi con lo stesso; una volta giunto lì, in virtù di sottili membrane, avviene lo scambio tra il sangue più ossigenato della mamma a quello fetale, al contrario povero di ossigeno. Stessa cosa si ripete per le sostanze nutritizie (proteine, vitamine etc. ) tra madre e feto; movimento contrario si ha invece per l’eliminazione delle urine ossia il feto utilizza il sangue materno, ovvero non più da mamma a feto ma da feto a mamma. E’uno scambio che avviene per osmosi e per trasporto in cui alcune sostanze vengono selezionate grazie alla barriera placentare che ostacola il passaggio di germi, batteri e sostanze tossiche. Tra la placenta e il feto passa persino il fumo di sigaretta, l’alcool o alcune droghe; ne consegue che una corretta ed appropriata igiene nella gravidanza, un giusto modo di vivere e una sana alimentazione sono essenziali per poter avere una serena gravidanza.
Va detto in conclusione che le più comuni complicanze ostetriche quali il ritardo di accrescimento, la gestosi o la sofferenza fetale possono comparire se la questo organo non funziona come dovrebbe. Di conseguenza si può dire che il benessere del feto è strettamente legato ad essa. Sono consigliate le visite specialistiche dal ginecologo, poiché permettono il controllo della salute della mamma e del suo feto, nonché soprattutto dell’accrescimento e posizionamento corretto della placenta.
FONTE:
Ginecologia ed ostetricia a cura di Livio Zanoio ed altri, 2011.