Categorie
Psichiatria e Psicoterapia

Depressione, il male oscuro

depressioneLa depressione è una patologia psicologica che negli ultimi decenni sta colpendo un grandissimo numero di persone. Uno dei maggiori dubbi è se si tratti di una malattia psicologica o invece fisiologica.

Le teorie a riguardo, nel tempo, si sono incontrate e scontrate a più ripresi con medici che sostenevano una tesi o l’altra senza arrivare ad una univoca e precisa risposta.

Secondo i fautori della tesi che si tratti di un problema di carattere fisiologico la depressione, come tutte le altre patologie di questo genere, vede i sintomi regredire con l’utilizzo di psicofarmaci.

Da qui si dovrebbe evincere chiaramente come sia una malattia fisica che è dovuta a una serie di scompensi e problematiche che rivestono la sfera endocrinologica, ormonale e soprattutto genetica.

I recenti studi sul cervello hanno mostrato come ci sia, certamente, una predisposizione di carattere genetico alla depressione. Ma la stessa predisposizione biologica non è mai considerata una causa.

Ci possono essere altri “catalizzatori” che insieme alla predisposizione biologica scatenano la patologia, come:

  • Stress.
  • Traumi di vario genere.
  • Rabbia repressa.
  • Abusi.
  • Solitudine.
  • Il non avere uno scopo nella vita.

Tali elementi sono il punto di contatto con la teoria che la depressione sia una patologia mentale. Essi sono allo stesso tempo causa e sintomo senza i quali non si spiegherebbe la stessa malattia.

La depressione come malattia psicologica.

Al contrario della tesi genetica altri specialisti hanno focalizzato la loro attenzione su tutti quegli elementi di carattere “mentale” e sociale che potrebbero dimostrare la tesi che si tratti di una patologia che va affrontata prima di tutto con strumenti psicologici.

Questa disquisizione tra le due teorie, per quanto possa sembrare inutile (del tipo: è nato prima l’uovo o la gallina), ha una sua valenza soprattutto per comprendere al meglio questo male oscuro e trovare degli strumenti per affrontarlo.

Capire se elementi come gli sbalzi biochimici o ormonali siano la causa della depressione oppure dei sintomi addizionali alla stessa non è ancora chiaro. Quello che conta è capire meglio la depressione nella sua complessità fisica e psicologica per poterla affrontare con gli strumenti più efficaci ed efficienti a disposizione della medicina moderna.

La depressione è un mostro: il famigerato Idra di Ercole.

Molte malattie psicologiche trovano una chiara ed esaustiva esplicazione con l’ausilio dei miti antichi e mitologici. Su tutti si ricorda, ad esempio, il complesso di Edipo di Freud. Oppure il seguente complesso di Electra studiato da Jung.

La depressione non ha un suo “mito” preciso che ne dia una chiara esplicitazione, anche se di recente alcuni psicologi l’hanno accostata al mostro contro cui Ercole si scontrò: l’idra a nove teste.

La depressione è come l’idra a nove teste, ognuna con veleno letale, che rappresentano i molti sintomi della patologia:

  • Tristezza.
  • Rabbia cronica.
  • Insonnia,
  • Stanchezza cronica.
  • Mal di testa.
  • Attacchi di panico.
  • Ansia.
  • Fobie di vario genere

depressione_idraSe queste teste vengono decapitate, come fece l’eroe mitologico Ercole, apparentemente all’inizio sembrano eradicate non permettendo loro di fare alcun danno.

Questo è quello che accade ai sintomi della depressione con l’utilizzo di psicofarmaci che eliminano o mitigano fortemente i sintomi. Purtroppo però le teste dell’idra avevano una caratteristica particolare: una volta decapitate due nuove teste ricrescevano!

Ercole fu costretto a cacciare e combattere la bestia fino a dentro la sua tana tagliando teste di serpente a grande velocità, trovandosi poi, dopo poco, costretto a fronteggiarne altre!

In più una di queste era immortale e non poteva venire sconfitta, un richiamo molto chiaro alla quasi impossibilità che si ha nello sconfiggere definitivamente la depressione.

Alla fine Ercole fu in grado di vincere contro il mitologico mostro decapitando e cauterizzando le parti dove erano attaccate le teste, quindi seppellì la testa “immortale” sotto un’enorme macigno.

L’idra non poteva essere distrutta ma soggiogata e imprigionata fino a renderla del tutto sottomessa e incapace di fare del male.

Come affrontare l’idra, o meglio, la depressione.

Come detto la depressione, specialmente quella più profonda, è simile al famigerato mostro della mitologia greca, si può tentare di affrontarla attraverso l’uso di medicinali o anche con strumenti terapeutici più aggressivi, ma prima o poi i sintomi torneranno.

Sconfiggere realmente e del tutto la depressione è possibile solo colpendo la testa immortale dell’idra. Un lavoro di sinergie serve per creare una sorta di circolo virtuoso tra psicofarmaci e psicoterapia.

Con i primi si affronteranno e diminuiranno i sintomi che loro stessi possono causare e aggravare la condizione del depresso rovinandogli di molto la qualità della vita.

Il cuore, le radici della depressione, secondo gli esperti e specialisti, sono una serie di sensazioni ed emozioni profonde e radicate che vanno assolutamente affrontate e sciolte attraverso anche un lavoro psicologico e terapeutico lungo e complesso.

Si avranno, quindi una serie di elementi in gioco che sono la concausa della depressione:

  • Rabbia.
  • Violenza.
  • Risentimento.
  • Odio represso.
  • Perdita di fede e di voglia di vivere.
  • Nihilismo.
  • Scoraggiamento.

La depressione potrà essere sconfitta solo aggredendola sotto due aspetti:

  1. Psicologico e
  2. Fisiologico.

Attraverso l’uso esclusivo di psicofarmaci, ad esempio, sarà molto difficile riuscire a curarla perché i medicinali non sono in grado di colpirne il sintomo scatenante che si trova nel profondo della persona.

Di pari passo sarà difficile, spesso impossibile, usufruire solo di una terapia psicologica perché l’apporto dei medicinali è essenziale per migliorare la qualità della vita del paziente e permettergli di affrontare l’idra stesso con più forze, lucidità e fiducia.

La depressione è una malattia complessa le cui cause precise non sono ancora state scoperte e identificate con precisione assoluta. Secondo gli esperti nasce da una serie di concause biologiche e mentali che si sovrappongono e intrecciano in modi così complessi e subdoli da essere quasi indissolubili.

Trattarla solo come una patologia psicologica ne si eliminerebbe la sua valenza genetica e psichiatrica che, negli ultimi anni, si è dimostrato essere una parte integrante fondamentale.

Capita spesso che alcune forme di depressione siano “temporanee”, le cui cause sono da ricercarsi nei problemi della vita quotidiana dovuti a stress, fatica, traumi. In questi casi può essere sufficiente un lavoro psicoterapico che porta solitamente ad una guarigione completa dalla depressione.