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Chirurgia Vascolare e Angiologia

Teleangectasie: un disordine dei vasi sanguigni

teleangectasieLe teleangectasie sono delle dilatazioni di piccoli vasi sanguigni di colore rosso-bluastro.

Si possono manifestare su tutto il corpo ma generalmente interessano gli arti inferiori ed il viso. Oltre ad essere un problema estetico possono comportare anche conseguenze di tipo funzionale.

Teleangectasie: etimologia e tipologie

L’etimologia della parola “teleangectasia” deriva dal greco telos (fine), angeion (vaso), ektasis (dilatazione): “dilatazione della fine del vaso”.

Le teleangectasie possono interessare i capillari, le venule e le arteriole e mostrarsi sull’ epidermide come arborescenze sinuose. Oltre a comparire sull’epidermide possono manifestarsi anche in altre parti del corpo come sulle mucose della lingua e del naso, sul palato, sui padiglioni auricolari, nelle zone interne delle labbra e nell’apparato digerente.

In base alla causa che le ha fatte scaturire, esistono varie tipologie di teleangectasie:

  • dovute ad insufficienza venosa,
  • squilibrio ormonale,
  • varicose-reticolari,
  • determinate da debolezza capillare,
  • ereditarie emorragiche,
  • matting (a seguito di interventi di flebectomia o di iniezione di sostanze sclerosanti).

Per quanto riguarda le teleangectasie di tipo ereditario-emorragiche, una delle più frequenti è la malattia Osler-Rendu-Weber. Questa patologia può manifestarsi su organi come il cervello, il fegato, i polmoni, l’apparato gastrointestinale e l’epidermide. E’ dovuta alla mutazione di 3 geni ALK1, SMAD4 e Endoglina e si manifesta in modo diverso a seconda del gene interessato.

Ad oggi non esistono cure che possano eliminare questo disturbo, il medico potrebbe prescrivere alcuni farmaci per ridurre le perdite di sangue, oppure terapie di embolizzazione o anche consigliare sedute di laser terapia.

teleangectasie sintomiTeleangectasie: sintomi e cause

Le teleangectasie sono generalmente asintomatiche, alcune volte però possono comportare sintomi come delle emorragie che, quando si ripetono frequentemente, possono anche essere conseguenza di una carenza di ferro della persona che ne è colpita.

Si possono manifestare sia negli uomini che nelle donne, ma il sesso femminile sembra essere il più colpito da questa patologia, soprattutto in età avanzata, quando compaiono in modo ancora più evidente.

Le cause delle teleangectasie sono numerose:

  • insufficienza venosa,
  • infiammazioni,
  • vasodilatazione,
  • ormonale,
  • gravidanza,
  • ereditarietà.

Possono inoltre essere collegate ad alcune malattie come la rosacea, la sindrome di Bloom, le vene varicose, l’angioma a ragno, l’ataxia-telangiectasia oppure la cutis marmorata.

teleangectasie terapieTeleangectasie: terapie

Il medico in grado di diagnosticare con una certa sicurezza la presenza di telangectasie è l’angiologo, il quale, una volta accertata la presenza di questa patologia, potrà prescrivere al paziente la terapia più adatta al suo caso personale.

Generalmente le terapie che vengono indicate sono:

  1. trattamenti laser,
  2. scleroterapia,
  3. elettrocoagulazione,
  4. farmaci.

Per quanto riguarda i trattamenti laser, oggi vengono utilizzati laser di generazione avanzata come il Ktp laser e il Dye Laser. La funzionalità di questi apparecchi si basa sul principio della coagulazione dei vasi con la fototermolisi selettiva. Vengono utilizzati generalmente per curare sia vasi arteriosi che venosi, sia di dimensioni ridotte che più elevate.

Questo tipo di terapia non provoca dolore ma il paziente potrebbe avvertire una leggera sensazione di calore.

Gli esperti consigliano di sottoporsi al trattamento intervallando ogni seduta con almeno 30-40 giorni di riposo. Sono necessari in media almeno 3-4 mesi affinché i primi risultati siano visibili.  Dopo la seduta sul capillare potranno comparire un livido od una crosticina, piccoli inestetismi che scompariranno comunque in breve tempo.

E’ consigliabile evitare di sottoporsi a questa cura durante i periodi estivi per evitare che le parti trattate possano venire a diretto contatto con il sole subito dopo l’applicazione. È bene quindi programmare le sedute considerando in anticipo il periodo in cui verranno effettuate.

Una metodica laser molto avanzata è la TELC tecnique (MicroCoagulazione Laser Endovascolare guidata dalla Transilluminazione obliqua Percutanea), soprattutto per gli inestetismi delle gambe e delle cosce. Questa tecnica, che può essere utilizzata anche per vasi sanguigni di dimensioni molto piccole (1 o 2 millimetri), consiste nell’utilizzo di energia termica emessa dal laser introdotta nei vasi sanguigni per mezzo di una sottilissima fibra ottica.

La scleroterapia è, invece, un trattamento che prevede l’iniezione nei vasi sanguigni da trattare di una soluzione specifica chiamata “liquido sclerosante” mediante un ago molto sottile. La parete del vaso che subisce questo trattamento, appena a contatto con questa soluzione, viene danneggiata e lentamente provoca la chiusura del vaso e il suo riassorbimento. Questa tecnica apporta benefici alla circolazione sanguigna che, una volta eliminati i vasi “malati”, si servirà esclusivamente di vasi “sani”. Quindi oltre ad avere uno scopo estetico ha anche uno scopo funzionale.

Ogni zona necessita almeno di un numero di sedute variabili da 1 a 3; a seconda del numero di vasi sanguigni da eliminare, potranno essere necessarie un numero diverso di sedute; in ogni seduta possono essere trattati da 10 a 40 capillari. Non è quindi possibile indicare in generale quale potrebbe essere la durata di questa terapia che è variabile a seconda dell’estensione delle teleangectasie e in base alla risposta personale del paziente. Generalmente viene consigliato di indossare una calza elastica subito dopo la seduta per evitare la comparsa di ematomi.

È possibile inoltre che si manifestino delle recidive anche ad una distanza di alcuni anni.

L’elettrocoagulazione è invece un metodo che oggi viene generalmente sostituito da terapie più all’avanguardia, a causa delle possibili cicatrici che potrebbe comportare.

Nei pazienti che hanno manifestato una carenza di ferro, il medico potrebbe prescrivere, anche, un’integrazione di ferro o nei casi più complicati anche una trasfusione di sangue.

Per quanto riguarda le terapie a base di farmaci oggi sono ancora in via sperimentale cure a base di antibiotici e antivirali.

È importante comunque concordare con un medico esperto la terapia più indicata per il nostro caso, dopo avere effettuato una visita specialistica accurata dove verranno spiegate le tecniche possibili con i relativi risultati.

Fonte:

www.humanitas.it