La Sonoisterosalpingografia è uno dei tanti nomi che sin dagli anni ’80 si sono rivelati come alternative all’isterosalpingografia; ed anche se dietro a questi termini sembrerebbe possa nascondersi un misterioso e complicatissimo esame, in realtà si trattava e si tratta maggiormente oggi di una tecnica che, senza far uso di raggi X, permette di esaminare le tube e l’utero.
Sonoisterosalpingrafia: in cosa consiste?
Ebbene, quando si effettua questo esame, il ginecologo dovrà posizionare uno speculum in vagina ed inserire un catetere nell’utero; tramite questo verranno mandate alcune gocce di soluzione fisiologica ed aria per far sì che l’utero sia ben disteso; una volta eseguita questa semplice operazione, ponendo una sonda transvaginale – talvolta in 3D – collegata al monitor dell’ecografo, il ginecologo potrà vedere cosa succede nelle tube e nell’utero o meglio potrà monitorare il flusso del liquido inserito. Al termine dell’esame, la donna potrà richiedere le immagini; l’esame dura circa 20 minuti.
A cosa serve?
La sonoisterosalpingrafia è finalizzata alla scoperta di patologie o disfunzioni a livello uterino o tubarico. In altre parole è possibile individuare polipi, fibromi o problemi endometriali, che possono dare luogo a irregolarità del ciclo mestruale, perdite ematiche improvvise ed infine ci si potrebbero spiegare problemi di infertilità.
Attraverso l’osservazione, lo specialista viene a conoscenza se le tube sono aperte, come si presenta l’utero, ma talvolta può non essere chiaro il perché dell’eventuale anomalia o disfunzione tubarica. Sarà uno spasmo tubarico o le tube sono chiuse per altre ragioni? L’esame dovrebbe dare queste risposte, ma non si escludono falsi positivi ovvero si dovrebbe prevedere un piccolo margine di errore. La percentuale di una giusta diagnosi è superiore all’80% e l’esame è pertanto considerato tra i più affidabili per accertare i casi di infertilità.
Come presentarsi all’esame?
È opportuno che il paziente abbia svuotato la vescica (abbia fatto pipì), comunichi allo specialista se sta assumendo farmaci o se soffre di qualche allergia e se ha problemi cardiaci. Se il medico di base la suggerisce, va seguita una terapia antibiotica o antidolorifica prima dell’esame. Si può fare a stomaco pieno. In età fertile, si consiglia l’esecuzione prima del 14mo giorno dall’ultima mestruazione, prima e possibilmente lontano dall’ovulazione ovvero subito dopo il ciclo mestruale; se si assume la pillola o si è in menopausa, qualsiasi giorno è indicato.
Quali sono i vantaggi della Sonoisterosalpingografia?
La donna non deve essere sottoposta ad esami più invasivi o più fastidiosi come la laparoscopia, che è, in realtà, un piccolo intervento chirurgico in regime di day-hospital (mattino-sera ossia 12 ore) o al massimo con un solo giorno di degenza.
Un altro aspetto positivo è la conoscenza in tempi brevissimi dell’eventuale problema di infertilità e quindi i possibili rimedi in caso di desiderio di gravidanza.
Si aggiunge poi che i rischi o gli effetti collaterali sono più o meno simili a quelli che raramente potrebbero capitare dopo una normale visita ginecologica (piccoli sanguinamenti, lievi dolori pelvici, disturbi più o meno fastidiosi come quelli del ciclo mestruale). Infine si ha il vantaggio di sapere con una maggiore precisione la situazione all’interno dell’utero e soprattutto delle tube, sia in caso di dubbia diagnosi di infertilità sia in presenza di qualche patologia. Prima si è consapevoli dei propri problemi, prima si può intervenire.
A chi è consigliata e a chi non lo è la Sonoisterosalpingrafia?
Generalmente è un esame che il medico di base o lo specialista richiedono in caso di sterilità per valutare la pervietà tubarica (come stanno le tube). Quanto all’ecografia tridimensionale viene evidenziata nella cavità uterina una neoformazione da valutare tramite la sonoisterosalpingrafia per stabilire meglio la natura e decidere se si è di fronte ad un caso risolvibile ambulatorialmente attraverso la sua rimozione per via isteroscopica oppure no. Alcuni ginecologi sconsigliano l’esecuzione in caso di vaginiti, cerviciti, infiammazioni pelviche e eventuali infezioni. Altri richiedono il controllo dei globuli bianchi e della proteina C reattiva ed un test di gravidanza, prima di effettuarlo.
Conclusioni
La sonoisterosalpingrafia è una procedura facile da eseguire e parzialmente invasiva; va fatta di solito per avvalorare e confermare casi di dubbia condizione di sterilità, infertilità di coppia o per poter verificare la natura delle neo-formazioni all’interno della cavità uterina.
Non ha particolari rischi o effetti collaterali, ma è sempre preferibile che il paziente venga informato dei possibili episodi post-esame: sanguinamenti, lieve nausea, dolori pelvici. Tra i maggiori vantaggi di questa tecnica va osservato che attraverso una sola valutazione ecografica, magari in 3D, è possibile formulare una diagnosi pressochè sicura all’80-85%.
Fonte: www.materdomini.it/www.sigo.it