Categorie
Malattie Infettive

Italia, triste primato per l’epatite

Spiega Antonio Gasbarrini, presidente della Fondazione Ricerca in Epatologia, che nonostante l’Italia sia il paese europeo con il maggior numero di  malati di epatite C, ancora non sono disponibili i farmaci di ultima generazione, anche se questi farmaci sono in grado di eliminare il virus nel 70% dei casi e riescono a prevenire la degenerazione della malattia in cirrosi e tumori.
Secondo le ultime cifre disponibili, in Italia risultano un milione e mezzo di portatori cronici di epatite C, di cui  almeno 300 mila circa con cirrosi epatica, che è la causa principale del 70% dei trapianti di fegato. La richiesta che  gli esperti fanno, spiega sempre il dr. Gasbarrini, è che questi nuovi farmaci, costosi ma efficaci, diventino prescrivibili. Da uno studio presentato da Stefano Fagiuoli degli Ospedali Riuniti di Bergamo, emerge che tra spese dirette e indirette un malato di epatite cronica costa 300 euro al mese, che salgono a 550 quando la malattia degenera in cirrosi, a 1300 in caso di insorgenza di un  tumore e 1450 se si rende necessario un trapianto.
Per questo oltre a garantire i nuovi farmaci ai malati, l’attenzione, sottolineano gli esperti, dovrebbe vertere maggiormente anche sulla prevenzione, soprattutto nel periodo estivo. E’ in questa stagione, infatti, che si tende a mangiare più spesso fuori casa con la possibilità di contrarre l’epatite A da cibi contaminati, e soprattutto ci sono più occasioni di rapporti occasionali, che invece mettono a rischio per la B e la C, per non parlare della tendenza di farsi tatuare in spiaggia, che rappresenta un’altra fonte di possibile contagio.
Nell’attesa di sviluppi sul possibile approvvigionamento dei nuovi medicinali, il consiglio per tutti rimane quello di essere prudenti: ristoranti conosciuti, rapporti sessuali occasionali sole se protetti e, se lo si vuole proprio fare, per gli antiestetici tatuaggi pretendere che vengano usati materiali usa e getta perfettamente sterilizzati.

Articolo di Redazione
Fonte: Il Secolo XIX, 19 giugno 2012