Per guarire da una tendinopatia che non risponde ai farmaci e alla fisioterapia , prima di rivolgersi alla sala operatoria, potrebbe valere la pena di ricorrere al trattamento con onde d’urto. E’ questa, almeno, la tesi di uno studio italiano pubblicato di recente sull’American Journal of Sports Medicine, secondo cui una terapia del genere aiuterebbe a ridurre il dolore e migliorare la funzionalità.
Le onde d’urto funzionano stimolando l’attivazione dei naturali processi biologici di riparazione e attualmente vengono usate con buoni risultati per curare diverse disturbi muscoloscheletrici, tra cui il gomito dei tennista e le lesioni al tendine di Achille. Adesso ne è stata individuata l’utilità anche nel caso di un’altra tendinopatia, quella che riguarda i tendini di inserzione prossimale degli ischiocrurali, ovvero i muscoli estensori dell’anca e flessori del ginocchio. Questa tendinopatia, abbastanza frequente negli sportivi, causa dolore appena sotto il gluteo soprattutto quando si sta seduti con le gambe semidistese (per esempio alla guida), se si prova a correre, a saltare un ostacolo o a calciare un pallone.
Nello studio succitato sono stati coinvolti 40 atleti professionisti dediti a calcio, rugby o attività atletiche (sprinter e runner) che soffrivano di questa tendinopatia da almeno sei mesi. Una metà dei partecipanti è stata trattata con la cura standard, basata sull’impiego di farmaci antidolorifici e fisioterapia, mentre l’altra metà è stata sottoposta a quattro sessioni di terapia con onde d’urto nel corso di quattro settimane. Tre mesi dopo l’inizio del trattamento i pazienti trattati con le onde d’urto hanno riferito miglioramenti più consistenti sul fronte del dolore e della funzionalità. I dati raccolti durante la ricerca indicano che le onde d’urto possono rappresentare una valida opzione da prendere in considerazione quando i trattamenti tradizionali falliscono e in alternativa alla chirurgia. Nonostante lo studio sia stato condotto su atleti professionisti, la validità della sua applicazione rimane immutata anche nel caso di sportivi dilettanti o amatoriali.
Per la loro caratteristica intrinseca, le onde d’urto possono procurare piccoli edemi che in un soggetto altrimenti sano vengono riassorbiti con facilità, mentre possono risultare pericolosi in alcune circostanze, per esempio in presenza di problemi di coagulazione e in chi assume farmaci anticoagulanti.
Articolo di redazione
Fonte: Corriere della sera.it