Come insegna il cinema e la letteratura spesso, per i condannati a morte, il desiderio da esaudire prima della condanna era fumarsi un’ultima sigaretta. Da qui a poco, si spera che il momento dell’ultima sigaretta potrà realizzarsi anche per i fumatori incalliti che abbiano deciso di smettere senza riuscirci. Una nuova tecnica ideata negli Stati Uniti, infatti, permette di far arrivare nicotina ai polmoni con un inalatore, in modo più efficace. Così si riduce la voglia di accendersi una sigaretta.
In verità, sul mercato sono già disponibili vari tipi di inalatori alla nicotina, per fornire ai fumatori, o aspiranti ex, la loro dose quotidiana senza tutte le altre sostanze tossiche presenti nel fumo. Questi strumenti non sono però molto affidabili, nel senso che spesso molta nicotina si ferma nella bocca e non raggiunge il sangue, perdendo così gran parte dell’effetto disintossicante.
Invece la nuova tecnica messa a punto alla Duke University consiste nel mischiare l’acido piruvico, sotto forma di vapore, con della nicotina. Il risultato è la formazione di minuscoli cristalli di piruvato di nicotina, che possono essere inalati. Prelievi di sangue hanno mostrato che la nuova tecnica riesce a far arrivare dosi maggiori di nicotina nel sangue e, quindi, riduce più efficacemente la voglia di accendersi una sigaretta. Rispetto ai normali inalatori, il piruvato di nicotina sembra produrre minore irritazione delle mucose nasali.
I forzati della sigaretta però dovranno attendere. Prima che il piruvato di nicotina possa raggiungere le farmacie ci vorrà purtroppo ancora qualche anno di test, perché prima bisogna verificare che un utilizzo prolungato, necessario per chi vuole liberarsi del vizio, non abbia effetti collaterali imprevisti. Le speranze che questo non accada sono però ritenute buone dagli scienziati, perché l’acido piruvico è naturalmente presente nel nostro corpo, dove viene prodotto durante il normale metabolismo dei carboidrati.
Articolo di redazione
Fonte: L’Espresso, 12/4/2010