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Neurochirurgia

Aneurisma cerebrale: tipologie, cause e trattamenti

aneurisma cerebraleL’aneurisma cerebrale è un rigonfiamento di un’arteria del cervello che si forma a causa di un assottigliamento di un segmento della parete. L’aneurisma può verificarsi nei vasi sanguigni di ogni parte del corpo ma l’aorta addominale e le arterie del cervello sono in genere quelle più colpite a causa della loro costituzione.

Può rimanere silente per tutta la vita o rompersi ed essere quindi molto pericoloso perché potrebbe provocare danni come un’emorragia cerebrale o un ictus emorragico. Tra le varie cause che lo possono determinare rientrano anche quelle genetiche, è bene quindi sottoporsi a controlli accurati nel caso in cui ci siano stati casi in famiglia di questa patologia. Inoltre non bisogna esitare a contattare un medico in presenza dei sintomi propri dell’aneurisma cerebrale, è importante agire in modo tempestivo per evitare conseguenze anche gravi.

L’aneurisma cerebrale: tipologie

L’aneurisma cerebrale può manifestarsi in ogni parte del cervello, può avere dimensioni variabili da pochi millimetri fino ad arrivare fino a 2,5 cm e presentare forme diverse come:

  • aneurisma sacculare: è quello che si verifica con maggiore frequenza in genere nelle grandi arterie alla base del cervello, ha una caratteristica forma a “palloncino” con una parte più ristretta alla base ed una rigonfia.
  • Aneurisma laterale: si presenta come un rigonfiamento dell’arteria.
  • Aneurisma fusiforme: si verifica raramente ed è un ampliamento dell’intero vaso.

L’aneurisma cerebrale: sintomi

Spesso l’aneurisma cerebrale non presenta sintomi e può rimanere inalterato per tutta la vita, al contrario può accadere che raggiunga dimensioni molto elevate o che si rompa.

Quando si rompe si verifica un’emorragia subaracnoidea, ossia un irroramento del sangue nello spazio tra le meningi chiamato “spazio subaracnoideo”, questo potrebbe portare danni permanenti al cervello o addirittura il decesso.

La rottura dell’aneurisma cerebrale potrebbe comportare alcune gravi conseguenza come il vasospasmo (restringimento di un vaso sanguigno con riduzione del flusso di sangue diretto al cervello) e l’idrocefalo (un accumulo di liquido cerebrospinale).

Nei giorni precedenti la rottura si possono già presentare mal di testa, vertigini, nausea e vomito che sono dei segnali di un’imminente rottura.

Alla rottura vera e propria si presenta invece un mal di testa molto forte, nausea e vomito, possono inoltre manifestarsi anche perdite di coscienza o coma, pupilla allargata, febbre, vertigini, problemi con la vista e torcicollo.

aneurisma cerebrale causeL’aneurisma cerebrale: cause

Le cause dell’aneurisma cerebrale sono molteplici, come ad esempio:

  • cattivo stile di vita,
  • predisposizione congenita,
  • traumi cerebrali,
  • infezioni del sangue,
  • obesità,
  • fumo,
  • alcol,
  • droghe,
  • pressione alta,
  • sedentarietà.

Gli esperti hanno riscontrato dei collegamenti con alcune malattie come  la sindrome di Ehlers-Danlos, sindrome di Marfan, rene policistico, Pseudoxantoma elastico, coartazione aortica, che aumentano il rischio di rottura dell’aneurisma cerebrale.

L’aneurisma cerebrale: trattamenti

Il medico in base ai sintomi descritti dal paziente effettuerà delle indagini per verificare la presenza dell’aneurisma cerebrale e la sua precisa localizzazione. Gli esami che generalmente vengono richiesti sono la tomografia computerizzata, risonanza magnetica e Tac; il medico potrebbe anche ritenere necessario effettuare una puntura lombare per un’analisi del liquido cerebrospinale.

Nel caso in cui si sia verificata la rottura esistono interventi chirurgici sia di tipo tradizionale (a cielo aperto), sia endovascolari che mirano ad escludere l’aneurisma dalla circolazione. Si può intervenire chirurgicamente con alcune procedure chirurgiche come il metodo della legatura clip dove viene applicato un clip alla base dell’aneurisma per impedire l’emorragia, o anche l’embolizzazione a palloncino , una tecnica di ultima generazione  che consiste nell’applicazione di una membrana elastica per bloccare l’aneurisma.

Queste procedure possono essere utilizzate anche per prevenire la rottura dell’aneurisma.

Dopo la rottura si può correre il rischio di incorrere in un vasospasmo nelle due settimane successive alla rottura, il medico potrebbe prescrivere alcuni farmaci che rilassano il vaso sanguigno (anche se non sempre con questo trattamento farmacologico si riesce a prevenire l’ictus o il decesso della persona colpita). In caso invece di idrocefalo potrebbe essere necessario un drenaggio con un catetere.

Quando ci trova in presenza di un aneurisma cerebrale non rotto il medico potrebbe anche decidere di non intervenire ma di tenerlo sotto controllo, questa scelta può dipendere dalla storia famigliare del paziente, dal suo stato di salute, dalle dimensioni dell’aneurisma, dai possibili sintomi che si manifestano.

Fonte:

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