Categorie
Neurologia

Balbuzie: definizione, sintomi e cause

La balbuzie è un disturbo del linguaggio di origine multifattoriale che comporta numerosi problemi di carattere psicologico e sociale a chi ne è affetto.

Nel tempo sono stati scritti molti libri su questo argomento e sono stati effettuati numerosi studi da parte delle più importanti università di tutto il mondo.

Cosa è la balbuzie

Balbuzie definizione, sintomi e causeLa definizione più accreditata e diffusa della balbuzie è quella dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che afferma che:

La balbuzie è un disordine nel ritmo della parola per cui il paziente sa cosa vorrebbe dire, ma nello stesso tempo non è in grado di dirlo a causa di arresti, ripetizioni e/o prolungamenti di un suono che hanno carattere di involontarietà”.

Per capire meglio cosa è la balbuzie e quali sono i meccanismi che la determinano è fondamentale introdurre i concetti di fluenza e disfluenza.

La fluenza è definita come il naturale scorrere del linguaggio che avviene senza sforzo particolare fisico o mentale. La persona che parla lo farà senza interruzioni, ripetizioni, blocchi improvvisi o ripetizioni di parole.

La disfluenza è un problema nel corretto fluire del linguaggio che sarà arricchito di ripetizioni di sillabe e parole, cosparso di esitazioni, prolungamenti non opportuni, suoni o parole (“cioè”, “ehm”, “allora”, “quindi”). Oppure si interrompe il discorso per ripetere intere frasi per chiarirne il significato.

La disfluenza temporanea è un fenomeno normale che abbiamo tutti noi attraversato da piccoli mentre imparavamo a parlare. Se ci fate caso tutti i bambini tendono a ripetere parole o frasi per farsi capire meglio oppure per trasformare i pensieri in parole. Quando queste disfluenze arrivano fino ad un 10% delle parole pronunciate ancora non si parla di balbuzie.

Si parla di balbuzie quando le disfluenze sono importanti, appaiono molto spesso durante il discorso, comprendono la ripetizione della prima sillaba in una parola (ca-ca-ca-casa), il prolungamento della prima consonante (sssss-sole) oppure difficoltà nella respirazione fino ad un suo blocco completo che impedisce di parlare.

Un fatto molto importante a cui prestare attenzione è la reazione negativa del soggetto balbuziente. Questa reazione avviene quando la persona colpita dal problema se ne rende conto ed inizia ad innervosirsi, sviluppa una serie di reazioni fisiche di risposta come una tensione eccessiva dei muscoli coinvolti nella dizione (lingua, mascelle e labbra) e anche di quelli non coinvolti. In seguito si sviluppano anche reazioni emotive negative come vergogna, paura di non essere accettati dagli altri, frustrazione e perdita di autostima.

Le cause della balbuzie

Recenti studi hanno evidenziato che le cause della balbuzie sono principalmente di origine genetica, anche se ancora non sono ben chiari i meccanismi con cui si trasmette. Questa predisposizione viene comunque amplificata da altri fattori come la personalità e l’ambiente comunicativo e sociale in cui si cresce.

In alcuni casi il problema può comparire nel tempo a causa dell’azione di alcuni muscoli che provocano tensioni che si ripercuotono nel linguaggio. Questo secondo tipo di balbuzie è più facilmente risolvibile sotto il controllo di uno specialista capace di insegnare le abitudini corrette di fluenza.

La balbuzie compare generalmente fin da piccoli e nel 90% dei casi i sintomi appaiono evidente entro il quarto anno di vita del bambino mentre il restante 10% entro i 6 anni. Inoltre i bambini maschi hanno più probabilità di soffrirne (il rapporto è di 1 a 4).

Bisogna fare attenzione a non confondere le cause della balbuzie con i sintomi. Il nervosismo e il fatto di parlare velocemente non sono la causa ma solo la conseguenza del problema e una risposta di come affrontare la paura e la vergogna nel modo più indolore possibile.

Inoltre alcuni studi effettuati tramite Tomografia ad Emissione di Positroni (PET) o Risonanza Magnetica Nucleare (RMN) hanno evidenziato che le persone che balbettano hanno una maggiore attivazione dell’emisfero destro e dimostrano diverse difficoltà nella decodificazione uditiva, coordinazione motoria e nella modalità di controllo neuropsicologico degli emisferi.

I sintomi della balbuzie

I sintomi della balbuzieI sintomi della balbuzie si possono manifestare in molti modi ed non sempre è semplice diagnosticare il problema. Infatti in alcuni casi i sintomi riguardano la dizione:

  • ripetizioni di parole, sillabe o intere frasi,
  • prolungamenti del suono, generalmente all’inizio della frase,
  • interruzioni.

In altri casi i sintomi della balbuzie sono più subdoli e difficili da individuare da un occhio (o meglio orecchio) non esperto:

  • sostituzione di parole con sinonimi più semplici da pronunciare,
  • utilizzo di giri di parole inutili per non pronunciare una parola difficile,
  • sottrarsi agli eventi sociali,
  • evitare di parlare davanti agli altri,
  • iniziare una frase con suoni di avvio,
  • utilizzo eccessivo di intercalari o parole fuori contesto.

Spesso i sintomi della balbuzie sono anche fisici:

  • chiudere gli occhi mentre si parla,
  • battere le ciglia troppo frequentemente,
  • dondolare la testa o sui piedi,
  • ripetere alcuni gesti con le mani.

Luoghi comuni da sfatare

Balbuzie Luoghi comuni da sfatareConsiderato che nei confronti della balbuzie c’è ancora molta ignoranza vorremmo elencare alcuni luoghi comuni che non permettono la corretta comprensione del problema:

  • la balbuzie non è causata dai genitori,
  • la balbuzie non è un problema psicologico, ma ha conseguenze psicologiche,
  • la balbuzie non è sinonimo di minore intelligenza,
  • la balbuzie non è di una patologia nevrotica o un disordine emozionale,
  • le persona affette da balbuzie non hanno caratteri psicologici comuni,
  • ansia, vergogna e depressione sono una conseguenze del problema e non la causa.

Fonte: http://www.balbuzie.it/