Diversi studi sulla depressione e le sue possibili cause sono in corso da decenni, anche riguardo alla quantità di luce solare e le sue variazioni durante l’alternarsi delle stagioni.
Si sa con certezza che il mutare della luce del sole svolge un ruolo importante nel disturbo di depressione stagionale, ma i biologi da tempo sostengono che siano coinvolti in questo processi i neurotrasmettitori di serotonina e melatonina.
Non solo una questione “emotiva” ma anche biologica, quindi.
Non sono stati ancora identificati i meccanismi neurobiologici sottostanti, ma è stata individuata una piccola area del cervello, il Nucleo del Rafe dorsale, che riceve gli effetti del ciclo di luce stagionale e guida il disturbo depressivo nei suoi mutamenti tra inverno, estate, primavera e autunno.
Depressione invernale
Si dorme troppo, ci si stanca facilmente, il tono dell’umore diventa irritabile e si presentano delle difficoltà di concentrazione. Se ci si sente meglio non appena le giornate si allungano, in primavera, allora si rientra nella percentuale di individui che soffrono il disturbo affettivo stagionale (SAD). Una tipologia di depressione che si verifica durante la stessa stagione ogni anno, di solito in inverno (ne soffrono circa il 4-6% dei pazienti depressi).
Le variazioni della quantità di luce solare e l’orologio circadiano interno all’organismo sono fondamentali, come fattori che incidono nel disordine depressivo stagionale; per questo il team di biologi della Vanderbilt University (USA) ha portato avanti uno studio che ha localizzato gli effetti del ciclo di luce stagionale che guida la SAD, in una regione del cervello, a metà circa, detta nucleo del Rafe dorsale.
Questi nuclei sono formati da neuroni serotoninergici, contenenti diversi neuropeptidi, che li rendono particolari nelle loro caratteristiche biochimiche.
Neuroni e luce: i livelli di serotonina sono fondamentali.
Negli esperimenti effettuati dal gruppo di biologi si partiva proprio dal fatto che questo nucleo dorsale del Rafe sia denso di neuroni specializzati che controllano il livello di serotonina di tutto il cervello. È ormai noto che le alte concentrazioni di serotonina sono associate a sensazioni di benessere e felicità, mentre i livelli più bassi coincidono con la depressione.
Un ruolo fondamentale di questa sostanza che risente anche del ciclo giorno/notte, persino nel momento della nascita degli individui sono importanti i livelli di luce presenti, ovvero l’alternanza di notte e giorno. La luce ha degli innegabili effetti sul livello di attività dei neuroni di questa area del cervello, aumentando la possibilità di un disturbo depressivo.
L’idea per lo studio in questione è nata da una relazione fatta da psichiatri viennesi, che avevano addirittura trovate una stagione di nascita correlata tra i pazienti affetti da SAD o depressione stagionale.
Da qui gli studi sull’area del nucleo dorsale del Rafe, dato che è un’area legata all’orologio biologico del cervello e risponde anche agli stimoli della melatonina, l’ormone coinvolto nella regolazione delle funzioni fisiologiche del sonno e della pressione sanguigna.
Primavera ed estate: miglioramenti per la depressione stagionale
Dalle ricerche effettuate è emerso come i livelli di serotonina e di noradrenalina, il neurotrasmettitore che eccita i neuroni serotoninergici, aumentino all’aumentare della luce; quindi una deduzione che molti depressi stagionali ben conoscono è ora riconosciuta anche a livello di studi, dato che il coinvolgimento dei neuroni serotoninergici è stato appurato. Sarà utilizzata per migliorare le cure di questo disturbo di depressione legato alle stagioni.
Effetti stagionali positivi in primavera, quindi, ma anche prevenzione durante l’autunno, per i disturbi dell’umore e depressivi.
Fonti